Uscita a fine 2024, “This Is Playlist II”, raccolta di racconti a fumetti ideata da Lorenzo Ferrara, è stata pubblicata da Maledizioni (20 euro), realtà indipendente bresciana attiva da anni nel mondo del fumetto, con ottime pubblicazioni al suo attivo.
La track list della raccolta è formata da 10 racconti, ispirati a canzoni o, in generale, al mondo musicale, disegnati e scritti da Nicolò Belandi, Pablo Cammello, Capitan Artiglio, Cras, Lorenzo Ferrara aka Benni, Paolo Gallina, Camilla Ippolita, Nova, Regular Size Monster e Salgaja. Autori e autrici di diversa formazione, alcuni con alle spalle già una carriera importante, altri attivi e altre attive nei circuiti underground, senza dimenticare chi è alle prese con l’inizio del proprio progetto artistico. Merito indiscusso di una gestione editoriale che ha a cuore quello che si muove nel sottosuolo, e guarda con interesse ben oltre il mondo mainstream delle nuvole parlanti.
Che fumetto e musica dialoghino è cosa nota. Anzi, pare proprio che la Nona Arte abbia trovato nel mondo della musica un partner ideale. Le monografie a fumetti ormai sono un bel marasma; il graphic journalism si dedica a pieno ritmo al mondo delle sette note – e anche noi di Rock Nation ci stiamo investendo -, mentre le storie a fumetti dei vari generi musicali sono tante, e quasi tutte interessanti. “This Is Playlist”, progetto che Maledizioni ha ereditato – dato che il volume I, disponibile ancora in rete, è stato prodotto grazie a un crowdfunding – è un ibrido perché fonde insieme vari tipi di linguaggio del fumetto.
Prima di tutto si tratta di una miscellanea di artisti, sul modello delle riviste di fumetti che, un tempo, erano palestre d’ardimento per molti talenti, oltre a essere il ring dove musica e arte grafica si incontravano. “This Is Playlist II”, dunque, pesca anche da questa esperienza, e la rinnova grazie a un’ottima cura grafica, dall’impaginato alla qualità della carta, cosa che distanzia questo prodotto dalle fanzine di cui si diceva poc’anzi.
Il secondo merito, già accennato, è quello di mettere insieme artisti che hanno realizzato in totale libertà creativa le loro storie. Alla presentazione di Brescia, alla Festa di Radio Onda d’Urto, questo aspetto è stato sottolineato bene dagli stessi editori e curatori del volume. Si passa, dunque, da un tratto underground a uno più accessibile anche ai palati più raffinati; allo stesso tempo la divisione della pagina varia con il variare delle storie, e permette di sperimentare senza diventare ricerca stilistica fine a se stessa.
Terzo, la voglia di sperimentare non manca, perché questo volume, a differenza del primo, che aveva una splendida copertina gialla, è realizzato senza il colore giallo. Blu e Rosso, in varie tonalità, reggono tutto il fumetto. Un’operazione non nuova per Maledizioni, e devo dire che il risultato è ottimo. Sottrarre per far emergere, e per superare i limiti. Tutto questo in 144 pagine, di medio formato (17×24 cm), dimensione che permette di apprezzare bene la qualità artistica delle storie in questione.
Sul fronte dei contenuti, si passa dai Clash ai Nirvana, dalla musica pop ai tormentoni di Natale, dalla playlist alle cassette, dalle canzoni scritte per le prime cotte alla musica che salva l’anima. L’universo musicale condensato insomma in 10 storie che ne raccontano il lato umano. Ognuno di noi – si diceva a Brescia durante la presentazione – ha una canzone per ogni evento, stato d’animo o situazione che si trova a vivere. Ribaltando le parole del filosofo Epitteto, datemi una canzone e vi dirò che aspetto della mia vita vi ho vissuto.
Fra le storie più interessanti, senza dubbio “Ciaoamore” di Nova, con un demone pop che spinge il musicista underground a cedere alla tentazione del facile successo; “I Don’t Care” di Salgaja, dove una giovane ragazza è alle prese con il malessere e la ribellione cantata dai Nirvana (storia splendida, davvero); “Whamageddon” di Paolo Cammello, storia che tutti noi abbiamo pensato, e che Cammello ha messo su tavola: il tormentone di Natale (come quello estivo d’altronde) e il logoramento del normale essere umano che non ne vuole sapere di essere acquistato; e il gioiello incastonato in questo “This Is Playlist II”, e cioè “Bankrobber” di Cras, storia ispirata dai Clash, dove un figlio eredita dal padre il lavoro, e cioè il ladro di banche, e il triste destino.
Le altre storie non sono da meno, e il bello di queste proposte editoriali è che ognuno può dunque muoversi all’interno di questo volume come in una playlist, e scegliere dunque da dove cominciare, cosa leggere/ascoltare, rileggere e riascoltare, trovare le proprie direzioni. Un volume da avere (come d’altronde il primo, che trovate ancora online).
Articolo di Luca Cremonesi
