Ma davvero, ad una certa età, bisogna smettere di fare ciò che più si ama e ciò per cui si è portati? Condizioni di salute permettendo, una mente giovane non teme l’invecchiamento e, anzi, lo esorcizza cantando e ballando, e queste star ne sono un valido esempio.
Da una parte un Beatles, dall’altra uno Stones, un “anti-Beatles” (è così che la stampa definiva i Rolling Stones negli anni ’60). Eppure, tra le due band, non c’è mai stata una rivalità – se non quella alimentata dai media e dai fan – ma un rapporto di amicizia e stima reciproca; basti pensare che Lennon e McCartney “regalarono” agli Stones il brano “I Wanna Be Your Man” del 1963, che divenne uno dei primi successi dei “ribelli”. L’aneddoto viene raccontato a pagina 101 del libro “The Beatles Anthology” (Rizzoli): un giorno, passeggiando, John e Paul videro Mick Jagger e Keith Richards in un taxi; si fecero dare un passaggio e i due Stones chiesero ai due Beatles se avessero un pezzo per loro. John e Paul gli parlarono di “I Wanna Be Your Man”, un brano per il loro “With the Beatles” che veniva cantato da Ringo Starr, e gli dissero che potevano farci un singolo. Ma non è l’unico esempio; Paul McCartney e Mick Jagger si frequentavano regolarmente nella scena londinese, George Harrison era amico di Keith Richards e gli Stones parteciparono al celebre show “All You Need Is Love” dei colleghi, seduti tra il pubblico. Insomma, stima e amicizia reciproca che continua ancora oggi. Paul McCartney, che compirà 84 anni il prossimo 18 giugno, è attualmente impegnato con il suo tour “Rocks the Fonda!”; Mick Jagger, che di anni ne compirà 83 il prossimo 26 luglio, è più in forma che mai: il cantante, reduce dal nuovo disco “Foreign Tongues”, è apparso anche ringiovanito dall’AI nel videoclip del singolo “In The Stars”.
Il loro “segreto” per mantenersi così energici, risiede in uno stile di vita sano e rigoroso, nonostante il passato da rockstar. In un’intervista al Guardian, del 2022, McCartney raccontò: Se vado in tour e mangio molto cibo acquistato in ristoranti oppure in hotel, quando torno a casa penso ai broccoli! Quindi opto per verdure a vapore, una bella insalata, e quel tipo di pietanze. McCartney si tiene in forma anche con l’esercizio fisico, e ne parlò al Daily Mirror, spiegando di praticare ciclismo oltre a fare un tipo di allenamento leggero: Faccio un po’ di cross trainer, un po’ di corsa, un po’ di cardio e poi faccio dei pesi, degli addominali sulla palla svizzera, prima di finire sul tappetino a fare alcuni allungamenti. E mi metto a testa in giù. L’ho imparato negli anni ’60, era una posizione di yoga: ho bisogno di flessibilità, non di forza. McCartney inoltre si prende cura anche della propria vista, facendo appositi esercizi; ne ha parlato con Jessie Ware, nel podcast Table Manners: Stai fermo, e poi guardi in alto il più lontano possibile, uno, due, tre, torna al centro, poi in basso, uno, due, tre, poi di nuovo al centro. Ne fai tre, poi vai a sinistra e a destra. Disegni una croce, su e giù, e di lato, e poi fai le diagonali.
Che dire di Mick Jagger? Il front man degli Stones possiede un’energia invidiabile, dopo la giovinezza da rockstar (provando sostanze durante il tipico “eccesso” del Rock, il cui boom avvenne negli anni ’70), ha cambiato radicalmente stile di vita a partire dal 2003, sposando una scelta estremamente salutare, con una dieta simile a quella di un atleta professionista. I suoi “segreti” ci arrivano dal libro di Isadora Puiggené, “A Pact With The Devil: The Healthy Habits Of The World’s Most Dynamic Rolling Stone” (“Un patto con il diavolo: le abitudini salutari del Rolling Stone più dinamico del mondo”), dove Jagger ha raccontato le sue abitudini. L’autrice ha spiegato alla rivista Hello!: Il mio interesse per la routine salutare di Mick Jagger è nato quando ha compiuto 80 anni. Mi è sembrata un’idea brillante usare una rockstar come Jagger, conosciuta in tutto il mondo, per mostrare che non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi cura di sé. Il cantante infatti si allena da molti anni con Torje Eike, un coach norvegese; la sua routine di allenamento è costituita da diverse attività dal nuoto, alla kickboxing, fino alla classica bicicletta, senza trascurare la mobilità conferita da yoga e pilates. Salute a parte poi, Jagger ha mantenuto anche il suo spirito ribelle. Proprio in queste ultime ore è andata virale la notizia di una festa privata a Stromboli, per la fine delle riprese del film “Three Incestuous Sisters” (diretto da Alice Rohrwacher): i festeggiamenti sono stati interrotti dall’arrivo dei Carabinieri, allertati da qualcuno che ha lamentato il volume della musica; tuttavia, come riporta L’ANSA, la musica era riprodotta da un piccolo altoparlante a un volume ragionevole, nonostante questo la decisione è stata rispettata dai presenti. Ne ho parlato con chi era presente, Roberta Denti de “La Libreria” di Stromboli. Roberta ha collaborato, per circa quindici anni, con l’edizione italiana della rivista Rolling Stone: In libreria è arrivata Dakota Johnson che poi mi ha presentato alla produzione, che è stata da noi per circa una cinquantina di giorni. La festa era una cosa molto familiare, giocosa, non ci aspettavamo l’arrivo di Mick anche se lo speravamo. Ma alla fine l’importante è quello che è successo prima e non dopo!
Un’altra storia che si inserisce in questo contesto mi riguarda personalmente, e ha a che fare con gli Iron Maiden. Nel gennaio del 2025 infatti ho avuto la possibilità di intervistare Dennis Stratton (qui il video dell’intervista), primo chitarrista e membro originale dei Maiden con cui la band di Steve Harris ha inciso il suo primo disco. Stratton compirà 74 anni il prossimo 9 ottobre ma anche lui, di fermarsi, non ne vuole sapere (e meno male!). Ricordo quel pomeriggio di gennaio, quando sorseggiando una birra offerta dai gestori del locale in cui il chitarrista si esibiva (il Ragnarock di Foggia), Stratton mi apparve come un miraggio da lontano: classico jeans, maglietta (a mezze maniche a gennaio…) nera dello ‘Sweden Rock’; mi strinse la mano pronunciando un “Buonasera” dal tipico accento british. Il resto lo racconto nel mio libro “Iron Maiden, le leggende del metal” (Diarkos, 2025) (la nostra recensione). Stratton, che è spesso in tour in Italia accompagnato dai Maiden Divison (tribute band italiana), si porta splendidamente i suoi anni, continuando a fare quello che ha fatto per tutta la vita: suonare per il suo pubblico.
Per decenni il Rock è stato associato alla giovinezza, all’eccesso, alla ribellione. Oggi, vedere artisti ultraottantenni continuare a salire sul palco significa anche mettere in discussione uno dei più grandi stereotipi contemporanei: quello secondo cui energia, creatività e desiderio di vivere abbiano una scadenza anagrafica. Abbiamo fatto esempi importanti, quelli di due rockstar eterne e di un amato chitarrista, ma è chiaro che il loro insegnamento (tra stile di vita sano e forza dello spirito) è riscontrabile in quello di altre celebrità (cantanti, attori, attrici, ballerini…) ma anche in tante persone comuni, che tengono in vita eventi, concerti locali, manifestazioni. Tutto parte dalla mente: continuare a fare ciò che più si ama con quello spirito immortale che caratterizza la giovinezza, spirito che tutti noi conserviamo dentro, che alimenta la nostra anima e non invecchia mai. In un’epoca che tende ancora ad associare la vitalità alla giovinezza, vedere artisti ultraottantenni continuare a salire sul palco significa forse ricordare qualcosa che il Rock aveva intuito già decenni fa: la creatività non segue il calendario.
Articolo di Antonio Piazzolla
Immagine creata con AI
