Capitale intervista, aprile 2021

Il 16 aprile è uscito “Il Male Minore”, che segna l’esordio su lunga distanza dei Capitale, rock band romana composta da Daniele Brian Autore (Vanilla Sky), Michele Grieco, Filippo Grossi, Leonardo Leonori e Antonio Falconi. Il disco vuole essere una fotografia scattata in un giorno qualunque da un tetto della loro città, dal quale mostrare tutte le sue sfaccettature e i suoi dettagli. Otto brani immersi in esplosioni rock dirette e senza filtri, nate da un’esigenza pura e cruda di raccontarsi e raccontare, e che talvolta attingono dall’alternative e dal punk-rock. Ne parliamo con loro.

Capitale

È da poco uscito il vostro debut album “Il Male Minore”. Quali sono le vostre sensazioni dopo averlo pubblicato e cosa significa per voi questo disco?

Questo disco è un primo passo di un nuovo progetto che è riuscito a mettere insieme cinque persone che vengono da percorsi musicali diversi. Questi percorsi spesso si sono intersecati, fusi, allontanati e alla fine si sono uniti nei Capitale. Abbiamo deciso ad inizio 2020 di provare a scrivere qualcosa insieme, vedere cosa ne veniva fuori. Abbiamo scritto una dozzina di pezzi, scelto quelli che ci convincevano di più e li abbiamo registrati. Ed ecco qui “Il Male minore”

Cosa è per voi “Il male minore”?

Il male minore è diventato quasi uno stato d’animo che purtroppo sta diventando sempre più presente nella vita moderna. In questo caos di stimoli continui, di bisogni indotti, di informazioni confuse e manipolate la scelta verso il male minore è un compromesso che troppe volte prende il sopravvento. Il male minore in fondo è tutto quello che non vogliamo per le nostre vite. La cosa più lontana dal nostro ideale di felicità

Come sono nate le canzoni di questo album?

Le canzoni sono nate di getto in un paio di mesi, mettendo insieme un po’ di idee e trasformandole in musica. C’erano tanti modi possibili di mettere in musica un sacco di idee, ma il rock è l’unica cosa che sappiamo fare veramente, è l’unico modo di fare musica che realmente ci appartiene e questo giustifica tante scelte fatte per questo disco.

Anche nelle release dei singoli precedenti al disco, avete sempre evidenziato un rapporto speciale con la vostra città, Roma. Come l’avete trasportato nella musica dell’album e quali sono le canzoni in cui traspare maggiormente questo rapporto?

Questo disco è quasi un insieme di foto a tanti istanti vissuti durante il nostro ultimo anno e, siccome siamo tutti di Roma, ovviamente sono tutte legate agli ambienti che frequentiamo ogni giorno. Ci piace l’idea di poter raccontare delle storie vissute da noi, nella nostra città e immaginare che ognuno possa farle sue nel posto dove vive. “23 Giugno”, per esempio, è un pezzo scritto il pomeriggio dello scorso 23 giugno passeggiando per il centro. Risentendola noi pensiamo a quei momenti, a quei colori, a quei rumori, ma sono certo che ognuno può immaginare quelle sensazioni ambientate nella propria realtà.

Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi mesi del progetto? Cosa augurate al vostro disco?

L’augurio maggiore è quello di poterlo suonare dal vivo il prima possibile, di poter tornare sui palchi e portarlo in giro per l’Italia. Speriamo veramente che si possa fare presto. Nel frattempo, stiamo scrivendo un sacco di musica nuova, stiamo sperimentando nuove strade per provare a scoprire anche nuovi modi di fare rock e, probabilmente, a breve pubblicheremo già qualcosa di nuovo.

Articolo di Francesca Cecconi

Capitale line up
Daniele Brian Autore (Vanilla Sky)
Michele Grieco
Filippo Grossi
Leonardo Leonori
Antonio Falcon

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