18/06/2026

Melrose Avenue, Natz (BZ)

18/06/2026

Flaming Lips, Bologna

18/06/2026

Shai Ulud, Milano

18/06/2026

Kneecap, Bari

18/06/2026

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19/06/2026

Vasco Rossi, Bari

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A Forest Festival ed. 2026: storia, line‑up internazionale e identità indipendente

Dalla collaborazione con il Comune alla cura della line‑up: come A Forest Festival è diventato un punto di riferimento per la scena indipendente italiana

Giunto alla sua quinta edizione, A Forest Festival prende forma nel panorama artistico-culturale alternativo italiano. In programma il 5, 6 e 7 giugno presso il parco del Palazzo Cigola Martinoni, dimora nobiliare nel comune di Cigole (BS), l’edizione 2026 vede la partecipazione di sette band, cinque italiane e due dagli Stati Uniti: Submeet, Meteor, ZU, NicT, Packaging, Loneriver, Punchlove. Ne parliamo con Andrea Corno, tra gli organizzatori del festival e chitarrista dei Meteor

Raccontaci la storia di A Forest Festival?
In questo periodo di ristrettezze economiche immagino che tu possa intuire che è complicato riuscire a collimare i nostri interessi musicali con le disponibilità che abbiamo. Però noi siamo fortunati perché abbiamo la collaborazione del Comune di Cigole che ci ospita, insieme alla Pro loco che ci dà una mano dal punto di vista finanziario, altrimenti sarebbe un problema fare un festival con le sole forze della nostra associazione. Il festival è nato da noi, tutti musicisti e come pubblico del vecchio festival che c’era sempre a Cigole, prima di noi si chiamava No Silence Festival, è durato parecchi anni e praticamente noi siamo andati a tutte le edizioni perché proponeva musica indipendente interessante. Quando è terminato, complice la pandemia, parlando con il suo direttore artistico, è nato veramente come una cosa quasi per scommesso. La richiesta da parte loro è stata quella di cambiare nome, quindi di dare un po’ di discontinuità. Quindi abbiamo iniziato come tre amici, è stato tutto nuovo per noi perché passare dalla parte del musicista alla parte del promoter, è stato complicato, ma ci siamo strutturati e abbiamo fondato un’ associazione di promozione sociale, ci occupiamo di fare non solo il  festival ma anche di organizzare qualche evento durante l’anno,  anche se l’impegno principale resta il festival perché far coincidere le disponibilità delle date con i tour delle band e le disponibilità economiche, è un lavoro che dura praticamente tutto l’anno. Quindi è nato come gioco quasi, ma alla fine siamo arrivati alla quinta edizione, la cosa funziona, è faticosa ma ci dà delle soddisfazioni, e devo dire che riguardando le line-up che abbiamo avuto negli anni, sono di tutto rispetto.

Avete da subito avuto nel bill band estere?
Noi abbiamo sempre avuto interesse per quello che ha una sonorità anglofona, quindi tutto quello che viene dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra, dall’Australia, tutti i giri legati al Rock, al Punk, all’Indie eccetera. Quindi tutti gli anni abbiamo avuto delle band estere che ci hanno sempre ripagato della fiducia che abbiamo affidato loro, perché sono sempre stati dei bei concerti. Chiaramente le band devono essere già in procinto o comunque in fase di organizzazione di un tour europeo, noi approfittiamo delle loro disponibilità, sperando che possano fermarsi da noi nel fine settimana, visto che il festival è venerdì-saboto-domenica.

Avete messo un cartellone del sabato e della domenica headliner americani, fare questo incastro proprio non deve essere stato facile. Siete riusciti ad avere anche gli Zu, italiani ma che sono a livello mondiale una band di culto!
La prima serata è quella che è più legata alle nostre conoscenze dirette, è quella un po’ più noise, le altre serate invece sono state organizzate su base di proposte che ci sono arrivate dai vari booking, tranne la band di apertura della domenica che è un ragazzo delle nostre zone, Alessio Lonati, molto bravo.  Le serate insomma sono tutte belle e interessanti.

Un’altra delle caratteristiche del vostro festival è che non è mono-genere, c’è dentro Folk, Rock sperimentale, Cantautorato, Noise, Punk, Hardcore … allora ti chiedo qual è il vostro pubblico, cambia di serata in serata o invece viene a tutte le serate?
Il festival ha già una sua fanbase affezionata; devo dire che da questo punto di vista dobbiamo molto al fatto che il No Silence fosse già un festival che nelle nostre zone aveva una sua credibilità e noi fortunatamente per ora siamo riusciti a mantenerla. Uno dei nostri obiettivi è quello di allargare un po’ lo spettro di clientela; per alcuni di noi le serate potrebbero essere anche molto più impegnative a livello di, chiamiamola, rumorosità, cioè a livello di pressione sonora, ma dobbiamo rispettare le persone che vivono nei pressi, quindi cerchiamo di fare una cosa che possa piacere anche a chi frequenta il festival non tanto in quanto appassionato di musica ma perché è anche un momento e uno spazio per passare una serata, o la giornata di domenica, all’aria aperta in compagnia, il parco è molto bello, ci sarà un mercatino di oggetti vintage, dischi e memorabilia e artigianato, c’è da mangiare con ottimi prodotti locali artigianali, con prezzi molto popolari, e ricordo che il festival è gratuito.

Articolo di Francesca Cecconi

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