19/04/2026

LEVI.SCT, Roma

19/04/2026

Giovanni Lindo Ferretti, Parma

19/04/2026

Cristiano De Andrè, Bergamo

19/04/2026

Matteo Mancuso, Padova

19/04/2026

Ulan Bator, Cesena (FC)

19/04/2026

Flavio Giurato, Bologna

19/04/2026

Mike Stern Band, Ranica (BG)

20/04/2026

Tinariwen, Milano

20/04/2026

Patty Pravo, Bologna

20/04/2026

Tullio De Piscopo, Palermo

20/04/2026

Matteo Mancuso, Bologna

20/04/2026

A Place To Bury Strangers, Roma

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Punkreas intervista 2026

Nuovo tour per la band, con una scaletta DIY. Ci spiega tutto Paletta

È appena iniziato il tour che riporta i Punkreas sui palchi di tutta Italia. Il DIY TOUR 2026 ha un calendario con appuntamenti che continuano ad aggiungersi – date in fondo all’intervista. Perché DIY? Perché sono i fan dei Punkreas a contribuire alla creazione della scaletta: attraverso le votazioni del pubblico, la band sta costruendo il suo spettacolo, ribaltando le dinamiche tradizionali e riaffermando un’idea di musica come spazio condiviso e partecipato. Ne parliamo con Paletta.

Punk is a-live

Ripartite in tour! Via via si stanno aggiungendo nuove date: un altro piccolo miracolo dei Punkreas, perché aggiungere date mentre molti club dove si suona musica indipendente stanno chiudendo – tra problemi di sicurezza e problemi economici – lo è.
Sì, brava, è la parola giusta, siamo veramente miracolati, nel senso che comunque in un momento, appunto, come dici te, che c’è veramente carenza di locali, noi teniamo botta. Questo vuol dire che meravigliosamente siamo riusciti a passare alla terza generazione di fan che ci seguono e vogliono sentirci dal vivo, è veramente fantastico. Nelle prime file ci sono gli adolescenti, e dietro ci sono i genitori che hanno la nostra età. E quindi sì, siamo fortunati, però forse è anche un segno che siamo arrivati bene alla gente e che la gente apprezza quello che abbiamo fatto, e soprattutto si diverte. Noi crediamo che bisogna fare concerti per divertirsi.

Il miracolo è anche che resistano locali per il Punk, e sappiamo quanto ce ne sia bisogno.
Assolutamente sì, anche perché la nostra decisione è quella di dire le cose veramente in faccia alla gente, soprattutto in questo momento, quando da parte soprattutto dei ragazzi c’è un po’ di voglia di non essere sempre sottomessi, non dire sempre di sì e non accontentarsi sempre delle previsioni di vita. Questo tour arriva veramente in un momento molto scuro della storia contemporanea, abbiamo guerre in tutti gli angoli e non è soltanto la guerra in sé, che è la cosa più devastante, ma quello che muove queste guerre, quindi il sistema di potere, i ricchi più ricchi, i poveri più poveri. Non è davvero possibile e accettabile che quando finisce una guerra se ne debba iniziare un’altra. È totalmente fuori controllo la civiltà. Quindi è veramente un momento scuro secondo me. E purtroppo, in Italia mancano i fondi per la sanità, per l’istruzione, e il dibattito politico perde tempo nell’andare a schierarsi per o contro la famiglia del bosco. E noi dovremmo fare la canzone del bosco e buona notte … Sono veli che ci mettono davanti agli occhi, per sviare l’attenzione dalle magagne che abbiamo nel nostro paese.

Scaletta fai-da-te

C’è una particolarità in questo tour, che è il DIY della scaletta, una grande prova di affetto verso la fan base.
Abbiamo chiesto ai nostri fan quali canzoni avrebbero voluto ascoltare in questo tour, e metter su una scaletta fatta con i loro desideri. Abbiamo fatto tanti album, e ogni persona ha una canzone del cuore per ogni album, che magari non facciamo mai da vivo, anche perché vista d’età non è che facciamo più due ore di concerto ma un’ora e quaranta circa; allora abbiamo avuto questa pensata di far scegliere alla gente le canzoni, abbiamo visto il numero di canzoni e in base alle votazioni abbiamo fatto la scaletta del tour.

È risultata è abbastanza spalmata su tutti i vostri album, o alcuni sono risultati più richiesti?
Certo, diciamo che “Paranoia e Potere” vince sempre, ha sempre vinto, e quindi le canzoni che hanno sempre ascoltato ci saranno di sicuro, e poi sono state chieste canzoni che facevamo veramente tanto tempo fa, e artisticamente sono molto contento. Direi che purtroppo sono super attuali anche se sono state scritte trent’anni fa, la ragione sta nel fatto che in trent’anni non è cambiata la vita di questo paese, i problemi che c’erano sono rimasti, anzi ci sono accentuati. Sì, cambiano i nomi delle situazioni, cambiano i nomi di qualche morto, però dopo qualche morto c’è sempre un altro che prende il suo posto.

Quindi vi siete ritrovati a provare di nuovo questi brani …
Sì, in questi trentasei anni siamo riusciti ad avere una nostra saletta per provare, ma la prima sala prova era il garage di casa dei miei, ma dopo che si è formata una crepa gigante su un muro portante abbiamo deciso opportunamente di cambiare posto. Quindi sì, ci siamo ritrovati, abbiamo riascoltati i brani e neanche troppo riadattati, gli abbiamo solo regalato ancora più power di quando eravamo nati, non sono stati rimaneggiati, sono sempre crudi come erano prima, nati crudi e crudi rimangono tuttora. Penso che sia questo il pregio delle nostre canzoni, che arrivano proprio dritte in faccia, sarebbe stato un po’ insensato rielaborarle.

Sarà una festa questo tour!
Un concerto deve essere una festa! La gente viene a un concerto dopo che magari ha avuto una settimana difficile a scuola o al lavoro, e si deve divertire. E quindi il nostro è un lavoro veramente gravoso e importante. È un dovere fare un bel concerto e far uscire le persone felici, perché magari per quel concerto uno si è giocato la paghetta mensile, o i pochi risparmi investibili in questo tipo di svago. Non sopporto i musicisti che lucrano sui biglietti, i promoter, i booking. Non sopporto questo egocentrismo. Se paghi 100 euro per un concerto, quanti ne puoi vedere in un anno? E questa è un’anomalia tutta italiana, lo stesso concerto a Milano lo paghi 200 euro e ad Amsterdam 80. I nostri concerti costano 18 euro, mi pare onesto.

Sistema ladro (e antidoto)

(Divaghiamo e concordiamo sulla vergogna dei costi dei concerti in Italia, della mancanza di servizi a cominciare dall’acqua nei Kobox dei festival al costo del merch, dai token al divieto di portarsi l’acqua da casa e all’estero ci sono i fontanelli dove riempire le borracce)

Ai vostri concerti anche il costo del merch è onesto, si riesce a portarsi a casa cd senza svenarsi, e non accade con altre band italiane indie.
Ci sono tante cose che non sono accettabili, per esempio parte dei locali monopolizzano anche la vendita del merch, e si prendono dal 20% al 30% dell’incasso.  E tornando ai grandi concerti, non poi puoi fare pagare 45 euro una t-shirt a un ragazzo che ti ha già pagato 110 euro di biglietto per entrare. Forse anche per questo la gente ci vuole bene ed è felice di venire ai nostri concerti, perché portiamo rispetto e non suoniamo per arricchirci o arricchire qualcuno.

Un’altra caratteristica dei concerti dei Punkreas è che siete vicini alle persone anche fuori dal palco, uscite dal backstage e venite a chiacchierare con tutti.
È importante perché sennò sono bugie quelle sul palco, io ti faccio scegliere la scaletta ti dico che siamo tutti uguali e poi però giro il culo e neanche mi faccio vedere a stringerti la mano? Ma poi è anche una cosa bella interagire con la gente, sentire i loro consigli, sentire quello che magari non gli è piaciuto, aiuta tantissimo ricevere delle critiche che sono quasi sempre costruttive. Il contatto con la gente penso che sia la caratteristica principale del nostro concerto, perché prima di essere un concerto il senso è quello di stare insieme. Tanti artisti emergenti all’inizio lo fanno, poi hanno un po’ di successo e per guadagnare di più vendono i meet & greet a prezzi indecenti. Se pensi che siamo nel 37° anno di attività un motivo ci sarà, e non soltanto che facciamo delle canzoni che piacciono, ma magari perché stiamo in un ambiente umano in cui non si misura il valore in base ai cuoricini e in base ai follower.

Foward

Paletta, ultima doverosa domanda: state registrando cose nuove?
Sì, certo, stiamo registrando cose nuove; dall’ultimo lavoro non ci siamo mai fermati perché vogliamo sempre andare avanti, evolvere. Penso che entro la fine dell’anno uscirà un nuovo album!

Articolo di Francesca Cecconi

DIY Tour 2026

  • 28 marzo – Pordenone – Capitol
  • 18 aprile – Quartucciu (CA) – Cuevarock/CazzoFai! Fest
  • 23 aprile – Roma – Bella Cae c/o Testaccio Estate
  • 25 aprile – Gattarico (RE) – Casa Cervi
  • 30 aprile – Borgo Tossignano (BO) – Fësta dla béra
  • 22 maggio – Arco (TN) – Festa dell’informazione Indipendente
  • 29 maggio – Morbegno (SO), Morborock,
  • 30 maggio – Ferrara – Rockafe
  • 31 maggio – Morengo (BG) – Torneo Palo di Morengo
  • 2 giugno – Nerviano (MI) – Big Bang Music Fest
  • 20 giugno – San Michele del Piave (TV) – Full Pipe Rock Festival

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