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Tori Sparks intervista

Una forza della natura sul palco, nessuno dei suoi concerti è mai uguale all’altro

[English version below]

Tori Sparks, cantautrice americana, ha sempre trascorso la maggior parte del tempo in tour: dall’età di 18 anni ha tenuto in media 150 concerti all’anno e si è esibita in tour in un totale di 24 paesi. Una forza della natura sul palco, nessuno dei suoi concerti è mai uguale all’altro. Tori è tornata in tour in Italia (pur dovendo interrompere la serie di date programmate a causa di serio malessere), passando per la terza volta da Bottega Roots a Colle Val D’Elsa il 16 maggio (il nostro live report). Il giorno del concerto è uscito anche il secondo di cinque ep, previsti in uscita quest’anno. Ci siamo fatti raccontare perché torni da queste parti così spesso da queste parti, il contenuto dei suoi pezzi, la vita da cantante itinerante e qualche impressione sull’attuale stato dell’arte.

Tori, sei tornata a Colle Val D’Elsa dopo per la terza volta. Qual è l’occasione?
C’è un’incredibile comunità di persone che viene e mi racconta che mi hanno vista numerose volte. Certo, non lo fanno solo per me, ma girano per ascoltare musica dal vivo. In un piccolo paese che non ha molto da offrire, le persone ci tengono tanto. Ti seguono, ed è un gran bel traguardo. Sono interessati a quello che fai e sistematicamente ritornano. Di questi tempi non è una cosa scontata.

Normalmente suoni con un gruppo intero alle tue spalle ma oggi sei da sola. Come ti fa sentire?
I concerti in solitaria sono sempre un’occasione per improvvisare. Purtroppo portare tutti quanti è molto dispendioso. Sono agitata perché voglio fare un ottimo spettacolo. Ogni volta che torno in Italia mi ammalo, forse perché voialtri baciate tutti sulle guance. Sono sicura che sia perché sono stata così impegnata in questi giorni.  Tra l’altro mi sento incinta per via della cena, aah!

Oggi è anche il giorno di uscita del secondo volume del tuo progetto “Cabinet of Curiosities”. Mi chiedo cosa ci possa trovare in questa Wunderkammer.
Si tratta di un progetto che ho avuto in testa per diversi anni. Purtroppo, non appena ho cominciato a lavorarci, ho perso la voce per un’emorragia. L’idea è presa dalle collezioni di cose interessanti che andavano di moda nel Settecento. Con la musica è diverso, quasi come avere un figlio. Lo prendi, lo cresci, e poi gli auguri buona fortuna per affrontare il mondo. Queste sono canzoni fatte in anni e anni, narrate tutte in prima persona, ma non necessariamente riguardano me.

Mi è però sembrato che questo ep avesse qualcosa di più personale rispetto al precedente, ti sei focalizzata sulla femminilità e l’indipendenza.
Sfortunatamente a oggi penso sia necessario con questa musica. Sono una donna che viaggia da sola, ti sembrerà strano, ma è insolito che in questo momento non ci sia nessuno a infastidirmi. Ho viaggiato per venticinque anni in questo modo e le ho viste tutte. Non ti prendono sul serio nemmeno quando lavorano per te, non ti trattano come una professionista. Ecco perché pensavo che fosse così importante parlarne.

Cosa dobbiamo aspettarci quindi dai restanti due terzi del progetto?
Tutto. Le tematiche saranno un misto tra l’essere falsamente felici sui social e cercare di apparire perfetti, e le persone che guardano il mondo bruciare e cambiano canale. Credo che in questo momento siamo in uno stadio davvero importante per le sorti del mondo, e tutti quanti dovremmo svegliarci e agire. Non arriverò forse a molta gente ma posso pur sempre cercare di toccare qualcuno. Il mio pezzo preferito del terzo ep racconta proprio questo, il fatto che siamo comunque qui insieme è incredibile – so che suona un po’ hippie [ride]. Il quarto suonerà più folk, il quinto psichedelico, soul e rock, con le trombe.

Grazie Tori, voglio lasciarti il tuo spazio per concentrarti sul concerto. Avresti un ultimo messaggio per il tuo pubblico italiano.
Assolutamente. Sono estremamente orgogliosa di questo progetto. Onestamente è il migliore che abbia mai fatto. Diciamo pure che a te non importa. Non devi ascoltare me. Ma ascolta roba di qualità, non quella mainstream che passa in radio. Ricercati artisti piccoli e sconosciuti, vai ai concertini sul territorio. So che l’intelligenza artificiale sta diventato qualcosa di grosso, ma vogliamo davvero vivere in un mondo dove tutta l’arte è generata da un algoritmo? Non credo proprio.

Tori Sparks interview

Tori, you’re back in Colle Val D’Elsa for the third time. What’s the occasion?
There’s just an incredible community of people who come and tell me that they have seen me several times. It’s of course not only for me, but they do so, they travel around to listen to live music. In a smaller town that has not so much to offer, people care so much more. They follow you and it feels like a big achievement, they care about what you do and they come back. These days it’s not simple.

Normally there’s a whole band behind you but today you are going to perform alone. How do you feel about it?
Solo shows are always an opportunity to improvise, but with the band it’s much bigger. Unfortunately bringing everybody around is very expensive. I’m kind of nervous to do a good show. Every time I come to Italy I get sick, maybe because you guys kiss everybody on their cheeks. I bet it’s because I’ve been so busy these days.  Also, I’m pregnant for dinner aah.

Today you’ve also released the second volume of your project “Cabinet of Curiosities”. I wonder what we will find in this cabinet.
It’s actually a project I’ve had in mind for many years. Unfortunately right after I started working on it I lost my voice due to hemorrhage. The idea is inspired by the collections of interesting things famous in the seventeen hundreds. But music is slightly different, almost like having a kid. You take the kid, raise it and then could like in the world. These are songs from many many years made into packages in first person perspective, not necessarily mine.

This one felt more personal than the previous one, focusing more on themes such as womanhood and independence.
Unfortunately today I feel like it’s necessary with these kinds of songs. Being a solo travelling woman, it may sound strange, but it’s unusual that today there is no one trying to bother me. I’ve been travelling for twenty-five years. You deal with all kinds of stuff. They don’t take you seriously even if they are working for you, they don’t treat you like a professional. That’s why it felt so important to focus on feminism.

So what do we have to expect for the remaining sixty percent of the project?
Everything. Topics are going to be a mix of being happy on social media on the surface and trying to look perfect, people watching the world burn and changing the channel. Right now in the world we are at a very important stage and everyone should wake up and start taking action. I may not reach a lot of people but I might touch a few. My favorite one of the third album encapsulates all this, the fact that after everything that is happening we are here at all is amazing -I know it sounds very hippish [chuckles]. The fourth one is going to be more folk sounding, the fifth is psychedelic soul and rock, with horns.

Thank you Tori, I wanna let you do your show. Do you have one last message for your Italian audience?
Absolutely. I’m very proud of this project, it’s honestly the best I’ve ever done. But let’s say you don’t care for it. You don’t have to listen to me. Listen to good music, not the mainstream radio. Go search smaller unknown artists, look out for local shows. I know AI is a thing now: do we really wanna live in a world where all the art is produced by an algorithm? I don’t think so.

Articolo di Gabriele Tocchio
Foto di Sara Nencini

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