Avevo parlato con Angela (la nostra intervista) solo poche settimane prima dell’inizio di questo nuovo tour, il secondo dall’uscita dell’ultimo album “3021” (la nostra recensione), e mi aveva raccontato con passione il suo amore per fare concerti nei piccoli teatri, nei club di provincia: un corpo in salute ha la microcircolazione che funziona. I club sono questo. I club sono la provincia, la curiosità, la scoperta. Sono il concerto deciso la sera stessa. Sono la microcircolazione della musica. Senza quella, il corpo muore. E così anche la tappa fiorentina il 19 febbraio si è svolta in un piccolo teatro di periferia, il “Brillante – Teatro Lippi”, una periferia dove le poche abitazioni si intersecano con i capannoni di una delle più grandi aziende internazionali presenti in città, un quartiere pieno di piccole realtà industriali e uffici, ma pur sempre in città.
Quale pubblico

Nonostante sia un giovedì, e per arrivarci ci vogliano mezzi propri, e io sia in congruo anticipo sull’inizio dell’evento, appena mi avvicino mi rendo conto che il teatro sarà pieno, perché difficile trovare parcheggio nei pressi. E sono ancora più felice a vedere che per entrare c’è una lunga fila. Penso, che la serata sarà partecipata, con pubblico realmente interessato.

La venue piccola e periferica, l’acustica è ottima, i suoni perfetti risultano, merito anche del tecnico del suono, uno dei migliori in città, e che troviamo spesso in tutti i piccoli circoli e club dove nell’organizzazione è coinvolta l’Associazione La Chute. Già prima dell’inizio del concerto, mi rendo conto che nessuno è lì per caso, per fare serata. È un pubblico musicalmente colto, adulto, e che dimostrerà subito di conoscere ogni canzone della scaletta, è gente che segue Angela Baraldi dai suoi esordi.
1990 – 3021

In apertura un breve set di Valentina Di Gaetano, interprete e cantautrice fiorentina che intreccia mondi sonori tra passato e presente, sia attraverso inediti che adattamenti di brani dal passato. Valentina ricorda con orgoglio di aver aperto per Angela anche nella sua precedente venuta in città.

Quando Angela Baraldi sale sul palco, con Federico Fantuz alla chitarra, Daniele Buffoni alla batteria e Giovanni Fruzzetti al basso e synth, anima subito la platea attaccando con la prima e omonima canzone dell’ultimo album “3021”, seguita dal rocker “Cosmonauti”, che ci fa saltare sulle sedie, così, già a inizio concerto. Capiamo subito che non sarà una scaletta banale, costruita a tavolino, come si suole fare, con i picchi e con i down al momento giusto.

La scaletta del live di Angela è come Angela, istintiva, diretta, si fa quello che le va di fare: si fa l’outsider, nonostante dietro questo album ci sia il supporto di un grosso nome. E così al terzo pezzo appare un brano, “Uomo nuovo” dal suo primo album, e son passati 26 anni. Alla fine del concerto ci rendiamo conto che, oltre ai brani di “3021” a far la parte del leone, ci sono anche molti estratti dal precedente lavoro “Tornano sempre” (2017), ma non mancano appunto piccole perle più “antiche”, e una cover, o meglio una dedica, all’amico Lucio Dalla.

Angela alterna suite di brani senza una parola tra l’uno e l’altro, a conversazioni con il pubblico, adorante, che canta con lei la maggior parte del tempo. Ci ricorda a chi ha dedicato alcuni brani, come “Tutti a casa” per Federico Aldrovandi, ragazzo di 18 anni ucciso a Ferrara nel 2005 durante un controllo da quattro agenti di polizia, e che e affronta i temi del disagio sociale, della resa e della resistenza; oppure delle circostanze che le hanno ispirato la scrittura di canzoni, come per “Cuore elettrico” una mattina mi sono alzata e mi è venuta così, filastrocca un po’ gotica, un po’ dadaista. O anche per “Hollywood Babilonia” che ho scritto dopo aver letto l’omonimo libro, libro che ogni attore dovrebbe leggere, e che racconta la triste storia di George Reeves, l’attore che ha fatto Superman, e esplora il lato oscuro del successo.

Quando esce alla fine del set, ci scherza su, dicendoci tanto torno per il bis, si fa sempre così no?, e infatti rientra subito, con il solo chitarrista, per una versione intensissima di “Anidride solforosa”.
Sempre outsider

Ma l’aggettivo intenso va applicato a tutta la serata, per tutte le canzoni e per tutta la durata del concerto, quasi un’ora e mezzo. Una cantautrice, una rocker, un’interprete, e anche una frontwoman che sa intrattenere con naturalezza, capace di portarci su vari livelli emotivi, esperienziali, musicali, passando dalla canzone italiana al Rock, con testi crudi ma poetici, diretti, mai ipocriti (uh, quanta ipocrisia nella musica leggera ormai, per dover essere politicamente corretti …), con una band intorno a lei in assoluta sincronia.

Un concerto perfetto, un’esperienza musicale e umana rara e preziosa.
Articolo e foto di Francesca Cecconi


Set list Angela Baraldi 19 febbraio 2026 Firenze
- 3021
- Cosmonauti
- Uomo uovo
- Tornano sempre
- Bellezza dov’è
- La preghiera della sera
- Tutti a casa
- Josephine
- Hollywood Babilonia
- Sono felice
- La vestizione
- Cuore elettrico
- Corvi
- Saturno
- Michimaus
- Anidride solforosa (brano di Lucio Dalla)
- A piedi nudi
- Mi vuoi bene o no?
