Rimane sempre uno spettacolo affascinante osservare il palco principale del Greenfield Festival mentre viene allestito; ancor di più quando sta per arrivare un headliner. Una vera e propria squadra di operai e tecnici specializzati interviene su luci degne del Millennium Falcon e attrezzature assortite con una meticolosità certosina. Stasera 13 giugno lo stage, dopo aver ospitato opener di altissimo livello (il nostro report), si fa bello per gli Avenged Sevenfold, formazione heavy metal formatosi nel 1999 a Huntington Beach, California. Fanno parte del gruppo fin dal primo giorno il cantante M. Shadows e il chitarrista Zacky Vengeance, membro fondatore.

Considerati tra i maggiori esponenti della New Wave of American Heavy Metal, il gruppo esordisce in campo discografico nel 2001 con l’album “Sounding The Seventh Trumpet”, che propone sonorità punk e metalcore, profondamente influenzati dallo Speed Metal con assoli tecnici e frenetici, spostandosi gradualmente verso l’Heavy Metal a partire dal terzo album “City Of Evil” del 2005. Nel corso della loro trionfante carriera, e attraverso 9 album in studio, il gruppo ha proposto all’interno dei propri lavori le più disparate sonorità, principalmente Hard Rock, Thrash Metal, Groove e Progressive Metal. Il loro album più recente “Life Is But A Dream … ” esce il 2 giugno 2023 e del quale troveremo svariate tracce nella setlist di stasera.

Gli Avenged Sevenfold al Greenfield Festival saranno un’esperienza audace e indimenticabile, sebbene il premio per la folla più numerosa spetta ancora, al momento, agli Electric Callboy della sera precedente (il nostro report). In ogni caso, un’orda di fan appassionati si sono radunati il più possibile in transenna per assistere all’esecuzione di alcuni dei più grandi successi di questi giganti californiani del Metal, mentre il palco ora sfodera effetti eleganti e sofisticati di luci e raggi laser, oltre a sfondi colorati in movimento di fiori e case che bruciano.

Osannati, incensati, chiamati a gran voce, gli Avenged Sevenfold mettono in scena uno spettacolo grandioso. Punto. Dopo due giorni in cui mi sono abituata a espedienti come effetti pirotecnici, luci strobo nelle retine, oggetti di scena e molto altro, mi ci è voluto un attimo di tempo per rendermi conto appieno sia della loro bravura e del loro professionismo, sia di quanto questi elementi siano a volte superflui nel determinare una buona, se non ottima, performance.

Non fraintendetemi, sapete che adoro la teatralità, ma l’esibizione degli Avenged Sevenfold ha davvero contribuito a mettere in luce quanto sia unita e affiatata questa band e quanto siano eccellenti nell’esibirsi. Tra gli aspetti più notevoli dello spettacolo abbiamo l’evoluzione del loro stage show: gli artisti utilizzano filtri AI in tempo reale per trasformare e distorcere l’immagine della band sui due grandi schermi, passando da scheletri, a fantasmi, a modelli di plastica.

L’esperto e magnetico frontman M. Shadows inizia il concerto seduto su una sedia di pelle nera posta al centro del palco, indossando un passamontagna di lana nera, come nera è la felpa: mi sento morire dal caldo solo a vederlo. Il passamontagna viene rimosso e lanciato via durante “Game Over”, mentre “Mattel”, sempre tratto dall’ultimo album, ha utilizzato delle immagini a volte divertenti, a volte inquietanti sull’immenso schermo alle spalle degli artisti. Quella che era iniziata come una casa da sogno ispirata a Barbie si è rapidamente trasformata in una villa infestata prima, e in una casa in fiamme poi, rispecchiando appieno il testo disperato della canzone.

La scelta di iniziare il concerto con due dei brani più recenti ha permesso agli Avenged Sevenfold di esplorare le sonorità complesse e le tematiche profonde del loro ultimo lavoro, proiettando sul palco una visione artistica audace. Nonostante la prevalenza di materiale fresco fresco, i fan hanno potuto ricevere con gioia assoluta iniezioni di nostalgia con l’esecuzione magistrale di brani come “Afterlife”, “Hail To The King”, “Bat Country” – con Shadows che canta l’iconica battuta d’apertura in un fascio di luce – che hanno scatenato tutti in cori, circle pit, crowd surfing temerari di persone che non prenderò in testa solo grazie all’intervento solerte della security, che mi spinge via dalla transenna senza tante cerimonie pur di salvarmi i denti.

La voce di Shadows, sebbene a volte oggetto di dibattito tra i fan per le performance dal vivo, ha saputo tenere facilmente testa alla complessità e alla sofisticatezza dei brani, capace di guidare il pubblico attraverso le sfumature emotive del set. Ci sono state diverse buone opportunità per tutti i membri di brillare durante il concerto, in particolare i momenti da solista di Brooks Waterman, bello e impossibile da vedere dietro la splendida batteria in livrea bianca, e di Synyster Gates alla chitarra solista: Gates è senza dubbio alcuno uno dei migliori chitarristi metal viventi, e dà davvero tutto sul palco, anima, cuore, tecnica, velocità, professionalità. Anche Shadows prova a interagire col pubblico elvetico, raccogliendo l’identica reazione che hanno sortito le band precedenti: occhi pieni di stupore e ammirazione, ma poca o nessuna comprensione di quanto viene detto dagli artisti, tanto che lo stesso frontman, quasi risentito, esclama I see you don’t understand my language, and I can’t speak any other language, so just let the music talk.

Altra cosa che si è distinta dalle tante band di questo genere è stato il divertimento puro che la band ha mostrato sul palco. Se solitamente i gruppi metal tendono a propendere per un tono più serio, oscuro, arrabbiato, gli Avenged Sevenfold non hanno avuto timore di mostrare al mondo intero quanto si divertissero, prendendosi tempo per affacciarsi ai bordi del palco per sorridere ai fan deliranti e sfoggiare straordinari assoli di chitarra.

Per dirla breve, questo di stasera è stato un trionfo di audacia artistica, dimostrando che questo gruppo rifiuta assolutamente di ristagnare, preferendo spingersi sempre oltre i propri limiti creativi.
Per i fan di lunga data, è stata la giusta opportunità per vedere questi artisti evolversi e affrontare nuove sfide, mentre per i neofiti è stata una potente introduzione alla loro musica complessa e dalle mille sfaccettature.

Un concerto che è stato una testimonianza della loro bravura artistica e della capacità di creare un’esperienza live tanto potente quanto visivamente stimolante. Se cercate una band che non abbia paura di osare e di sorprendervi, e che sappia spingersi costantemente oltre i propri limiti, non abbiate nessun dubbio: gli Avenged Sevenfold dal vivo sono una garanzia. Come recita il brano “Bat Country”: Now take a trip with me / but don’t be surprised when things aren’t what they seem.
Articolo e foto di Simona Isonni

Set list Avenged Sevenfold Interlaken 13 giugno 2025
- Game Over
- Mattel
- Afterlife
- Hail To The King
- Buried Alive
- The Stage
- So Far Away
- Nobody
- Nightmare
- Bat Country
- Unholy Confessions
- Cosmic
- A Little Piece Of Heaven
