Il Banco del Mutuo Soccorso (d’ora in poi solo Banco) ha partecipato alla prima edizione del Torri Summer Festival, manifestazione che si è svolta il 1 luglio a Torri del Benaco (Vr), sulle sponde del Lago di Garda. Un forte temporale ci ha messo lo zampino, e il rischio che il concerto saltasse è stato alto. In primis per la location, la piazza vista lago – splendida – ma impraticabile per via delle onde e del forte vento, poi per la difficoltà a raggiungere un paese che vive, principalmente, di turismo e che, in condizioni climatiche avverse, vede arrivare poca gente. L’amministrazione si è fatta in quattro, insieme all’organizzazione, e il concerto si è tenuto al chiuso, in un cinema teatro con un’acustica soddisfacente. Soluzione salutata con entusiasmo anche da Vittorio Nocenzi, ad inizio spettacolo.


Perché questa lunga introduzione? Per far capire che la serata, nata con tutte le premesse per essere un’esibizione sotto tono e sfortunata, si è trasformata invece in una performance che ha visto i pochi fortunati arrivati a Torri del Benaco (il concerto era a ingresso gratuito) spellarsi, letteralmente, le mani in lunghi applausi. Nocenzi lo aveva detto, ma pareva la classica frase di circostanza: fra concerti con 5000 persone e serate con 20 persone davanti alla coda del mio pianoforte, non ho dubbi! Scelgo le 20 persone, per l’intimità che si crea. Ed è davvero stata così (ma non eravamo 20, ma forse poco più di 100 presenze, a essere ottimisti…).


Il Banco ha regalato un’esibizione memorabile. Certo, la set list è stata ridotta, e i pezzi nuovi – tranne “Eterna Transiberiana” – non sono finiti in scaletta, a vantaggio però di grandi classici. E diciamolo, pur se “Transiberiana” è un ottimo album, come d’altronde “Orlando: Le Forme dell’Amore”, chi mai avrebbe sperato di ascoltare un concerto di otto grandi classici, colonne della musica Prog italiana e internazionale, mentre fuori pioveva, con pochi adepti in un comune del Lago di Garda? Detta così, capite, era una cosa impossibile.


Tuttavia, chi ha saputo trarre vantaggio da questa situazione, e ha saputo calarsi in questa atmosfera che solo i grandi della musica sanno rendere magica, ha vissuto un’esperienza artistica unica. Lo sapevano anche i musicisti, che hanno davvero dato il meglio di sé (ma sia chiaro, parliamo di grandi musicisti, per davvero). Su tutti, mi sia concesso un elogio senza tanti fronzoli, Tony D’Alessio, la voce della nuova formazione del Banco. Nocenzi lo ricorda nella presentazione (ed è cosa nota), il suo era il compito più duro. Lo sappiamo. In questi anni ha lavorato tanto, da vero professionista. Il suo stare sul palco è fin troppo rispettoso verso Nocenzi, la storia del Banco e Di Giacomo. Se ne sta in disparte, resta al centro solo per cantare e, quando la voce non c’è, esce in quinta.


Tuttavia, rispetto all’ultima volta che li ho visti dal vivo (era appena uscito “Orlando: Le Forme dell’Amore”), ho trovato un D’Alessio migliorato, con un’estensione vocale meravigliosa. Devo dire che sui grandi classici non fa rimpiangere chi, per destino, non c’è più. Anzi, ci mette del suo, e la sua timbrica, unita a una voce potente, soprattutto nelle parti alte, viaggia morbida. Non era così all’inizio, soprattutto ai tempi di “Transiberiana”. Qui la voce era più roca, meno libera di spaziare. “R.I.P.”, brano cucito addosso a Di Giacomo (lo sappiamo bene), ha trovato un nuovo figlio, che non rinnega il precedente e che non lo fa rimpiangere. Anzi, il brano ora è anche suo. E che interpretazione intensa nella seconda parte.


“Lontano Da”, pezzo pop-prog inatteso, viene interpretato con una morbidezza vocale che commuove. Un’esibizione perfetta, come la suite “Il Giardino del Mago”, che mette in risalto anche Filippo Marcheggiani e la sua sei corde. Considerando che è un brano che dura 19 minuti, un intero lato di un vinile, c’era il rischio, in una serata di questo tipo, che fosse un’esibizione di mestiere. Il Banco, lo ripeto, ha invece preso sul serio la serata, e con essa il pubblico presente in sala. “Il Giardino del Mago” è diventato così il vertice di un concerto magico. Tutti suonano in straordinaria armonia, con la voce che segue le trame di Nocenzi, mentre chitarra prima e la batteria di Andrea Bruni poi si inseguono, dando calore e corpo al brano che, dopo poco – ma sono passati in realtà 19 minuti – arriva alla fine.


Di “R.I.P.” abbiamo già detto, e sono contento del video sul mio cellulare, che conserverò (anche se l’audio ovviamente non è eccellente…) perché un’esibizione così intensa non l’avevo ancora sentita, e D’Alessio ora ha fatto sua, per davvero, questa canzone. Ci voleva del tempo, lo capisco, ma da grande professionista c’è riuscito, confermando così quello che Nocenzi, uomo di palco, sa da sempre e che confessa al pubblico senza timore: questa è una delle migliori formazioni del Banco che, ricapitoliamo, vedeva sul palco Vittorio Nocenzi alle tastiere, Andrea Bruni alla batteria, Marco Capozzi al basso, Tony d’Alessio alla voce e Filippo Marcheggiani alle chitarre.

Confesso che se questa cosa mi fosse stata detta prima di questo concerto non sarei stato proprio d’accordo con Nocenzi. Tuttavia, uscito da questa esibizione – in una struttura dall’acustica discreta, ma non eccellente – non posso che concordare con Nocenzi. C’è voluto del tempo, e la perseveranza ha premiato. Dal vivo la band non fa rimpiangere, ormai, il glorioso passato. Diversa la questione in studio, soprattutto in relazione all’ultimo lavoro (ma solo questo, perché i precedenti sono davvero ottimi dischi del Banco).

“Non mi rompete” è il bis, ed è la conferma di quanto scritto. D’Alessio prosegue nella sua appropriazione di pezzi di storia del Banco, della quale ora è parte integrante anche lui, e la band saluta il pubblico con una lunga coda degna dei tempi migliori. Spiace davvero che si debba chiudere, ma è bene così. L’essenziale è invisibile agli occhi, certo, ma qui è stato quanto meno ben udibile dalle orecchie presenti in sala. Magici ed eterni, non c’è altro da dire.
Articolo di Luca Cremonesi, foto di Marco Olivotto
Set list Banco del Mutuo Soccorso 1 Luglio 2026 Torri del Benaco (Vr)
- Nudo
- Metamorfosi
- Il Ragno
- Lontano Da
- La Conquista della Posizione Eretta
- Eterna Transiberiana
- Il Giardino del Mago
- R.I.P.
- Non Mi Rompete
