Il 16 luglio la carovana dei Bluvertigo è passata da Asti in occasione della rassegna AstiMusica, per ricordare ai tanti fan accorsi nel capoluogo piemontese cosa significhi “Essere Umani”.
Bluvertigo: L’Age d’Or


Quella dei Bluvertigo è da sempre una storia complicata. Formatasi a Monza nel 1992 dall’incontro degli ex Golden Age Marco “Morgan” Castoldi e Andrea “Andy” Fumagalli con il chitarrista Marco Pancaldi e il batterista Sergio Carnevale, la band lombarda propone, fin dal primo disco “Acidi e basi” del 1995, un Rock colto e originale, influenzato dal Glam di Bowie così come dalla New Wave dei Depeche Mode, con testi nevrotici e cerebrali che tradiscono l’amore dell’autore principale Morgan per il cantautorato italiano più avanguardistico. Dopo tre album di grande successo, il chiacchierato ultimo posto a Sanremo 2001 con “L’assenzio (the Power of Nothing)” e una presenza mediatica che fa sospettare il dono dell’ubiquità almeno per i due eccentrici leader, i Bluvertigo all’inizio del nuovo millennio spariscono gradualmente dalle scene, per venire fagocitati dall’ego del loro frontman; quest’ultimo, oltre a produrre un piccolo capolavoro come “Canzoni dell’appartamento” nel 2003, diventa un personaggio televisivo tanto controverso quanto popolare, oscurando la musica del gruppo e rendendo difficile una sua pianificazione a lungo termine.
You say goodbye, and I say hello


La prima réunion dei Bluvertigo risale al 2008, quando Morgan, Andy, Sergio e Livio Magnini – il cui chitarrismo elegante sostituisce quello più istintivo di Pancaldi fin dal secondo disco “Metallo non metallo” – entrano negli studi di MTV Italia per registrare un memorabile episodio di “MTV Storytellers”, dove suonano i loro successi in chiave semiacustica. A seguire, un tour estivo che sembrerebbe cementare il ritorno ufficiale della formazione, ma che al contrario si rivela essere il preambolo di una nuova fase di stallo.


Si apre nuovamente uno spiraglio a metà anni Dieci: un primo live al Velvet di Rimini nell’aprile 2014 viene seguito, nell’estate dello stesso anno, da un mini-tour di sole cinque date. Il primo maggio dell’anno successivo si esibiscono invece al tradizionale Concertone romano, dove presentano il brano inedito “Andiamo a Londra”, mentre “Semplicemente”, portato a Sanremo 2016, avrebbe dovuto anticipare la pubblicazione del quarto album in studio “Tuono – Tono, Tempo, Suono”. Il condizionale è d’obbligo, visto che, dopo una serie di rinvii e ritardi, il 22 febbraio 2017 Morgan dichiara, con un post su Facebook, il suo definitivo allontanamento dai Bluvertigo, sancendone così la fine.


Con un colpo di scena, però, a inizio 2021 lo stesso Morgan annuncia che in primavera uscirà un nuovo album a nome della band. Album che non vedrà mai la luce, mentre i quattro musicisti partecipano a settembre allo show della Rai in memoria del Maestro Battiato “Invito al viaggio” e iniziano i preparativi per gli impegni estivi del 2022: l’apertura ai Duran Duran a Lido di Camaiore in occasione della rassegna La Prima Estate (il nostro report) e, successivamente, una serata da doppio headliner al Rugby Sound Festival di Legnano, insieme agli amici Subsonica. Dopodiché, il caos. La macchina Bluvertigo si inceppa di nuovo, resa inutilizzabile dai gravi problemi interpersonali tra Morgan e il resto della band, come confermerà Andy durante un’intervista nell’autunno 2023.


Arriviamo così ai primi giorni del 2026, quando, improvvisamente, qualcosa sembra muoversi. I canali social dei Bluvertigo si risvegliano dal loro stato di coma indotto e iniziano a pubblicare vecchi video risalenti all’età dell’oro del gruppo. Immagini sbiadite, disturbate, la cui quotidiana regolarità sembra portare con sé un messaggio inequivocabile: qualcosa bolle in pentola. Come volevasi dimostrare, il 19 gennaio i Bluvertigo annunciano infatti l’ennesimo ritorno; “Essere Umani” è il nome del concerto-evento previsto a Milano per il 14 aprile che vede di nuovo i quattro insieme sullo stesso palco, oltre che del tour che, in estate, li porterà in giro per l’Italia, la cui prima data è proprio quella di Asti oggetto di questo reportage.
“Essere Umani” ad Asti


Con una manciata di minuti di ritardo rispetto a quanto promesso, il megaschermo alle spalle della batteria si accende di colpo. Un flusso di immagini colorate, apparentemente sconnesse tra loro, viene riprodotto su quella tela gigantesca, mentre una selezione di rumori bianchi della più disparata origine si alterna al suono alieno dei sintetizzatori e a frammenti di parlato, tra i quali spicca una citazione dall’editoriale scritto dall’allora direttore del Corriere della Sera Mario Borsa in occasione del referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica. Finalmente Sergio, Livio, Andy e infine Morgan – seguiti da Lele Battista come tastierista di supporto – salgono sul palco, e le note familiari di “Decadenza” iniziano a traboccare dai line array travolgendo il pubblico di piazza Alfieri.

Non è un inizio di esibizione perfetto: al netto di qualche errorino sul palco, il problema più grosso è un mixaggio non all’altezza, che almeno nei primi pezzi rende il basso di Morgan e soprattutto la chitarra di Livio Magnini quasi inudibili. Un problema non da poco per un repertorio che basa parte del suo fascino proprio su un equilibrio sonoro il più possibile perfetto, ma che viene superato brillantemente grazie alla professionalità dei Bluvertigo, i quali, di brano in brano, entrano sempre più in partita, aiutati anche dall’affetto dei presenti. Prima di attaccare “L’assenzio”, Morgan saluta il pubblico e ne approfitta per ricordare il compianto giornalista Massimo Cotto, originario proprio di Asti, anche se è il groove sbilenco di “Sono=sono” ad accendere definitivamente la platea, che si ritrova a ballare sulla Samba evocata nella sezione strumentale.


La scaletta è un vero e proprio greatest hits del quartetto, studiata con attenzione per far gustare nuovamente il sapore dolce della giovinezza a un pubblico di Gen X e Millennial della prima ora. Le bordate di feedback che introducono “L.S.D. la sua dimensione” sbatacchiano i presenti come le onde di un oceano in tempesta farebbero con i passeggeri di un guscio di noce, mentre protagonista assoluto di “Forse” è invece Andy, che oltre a eseguire la linea vocale principale, la manipola sapientemente sul finale del pezzo, mandandola in loop, filtrandola, creando texture sonore che avvolgono come una ragnatela il perimetro di piazza Alfieri. Le immagini surreali proiettate a schermo sono l’ideale complemento per la musica: spicca il video in stop motion realizzato per “Cieli neri” dall’equipe guidata dalla storica collaboratrice Karin Maiog, con il bandleader a volerne ricordare la scomparsa a costo di interrompere l’esecuzione del brano dopo pochi secondi. Alle spalle del gruppo durante “L’Eretico” ci sono invece dettagli di opere dai chiaroscuri caravaggeschi, a comunicare un senso di punizione quasi medievale, ben rappresentato dalle scudisciate elettriche che eruttano dall’amplificatore di Livio nel solo conclusivo.

La cover di “Loving the Alien” è il dovuto omaggio alla musa David Bowie, mentre l’uno-due di “La crisi” e “Zero” mette KO il pubblico prima di una lunga sezione bis. Al ritorno sul palco, è la dodici corde di Morgan a guidare il groove di “Complicità”, ma soprattutto a prendersi la responsabilità di fare da collante in un inaspettato medley tra “Iodio”, “Il mio malditesta” e “Salvaluomo”. “Fuori dal tempo” è impreziosita da una lunga coda elettronica impregnata di una Psichedelia algida, anche se è il brano di chiusura “Altre F.D.V.” a far scatenare più di ogni altro il pubblico di appassionati e non accorso per l’occasione nel capoluogo piemontese. I Bluvertigo salutano così tra gli applausi Asti, pronti a risalire sulla loro astronave per raggiungere la prossima meta del viaggio.
Outro
La macchina Bluvertigo ha mostrato ad Asti qualche inevitabile cigolio da debutto, sia nei suoni che negli sguardi sul palco, dove al posto della vecchia complicità si è potuta notare soprattutto una militaresca disciplina professionale. Ma sono dettagli che i chilometri che attendono la band quest’estate sapranno sicuramente smussare: musicalmente infatti il quartetto è una roccia, con soprattutto Morgan ad apparire vocalmente in gran forma, particolarmente coinvolto e focalizzato sull’obiettivo. La speranza, stavolta, è che la carovana Bluvertigo non si incagli sull’ennesimo binario morto, ma che questo ritorno rappresenti l’inizio di una nuova, duratura stagione artistica. Dopo tutto il tempo passato ad aspettare in stazione, i fan si meritano finalmente di prendere questo treno.
Articolo di Alberto Pani, foto di Silvia Sangregorio
Set list Bluvertigo Asti 16 luglio 2026
- Decadenza
- Il dio denaro
- L’assenzio (the Power of Nothing)
- Sono=sono
- La comprensione
- Forse
- L.S.D. la sua dimensione
- Sovrappensiero
- Miscugli
- L’Eretico
- So Low
- Cieli neri
- Loving the Alien – David Bowie cover
- La crisi
- Zero
- Complicità (Here is the House) – Depeche Mode cover
- Iodio / Il mio malditesta / Salvaluomo
- Fuori dal tempo
19. Altre F.D.V.
