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Christmas Rock Firenze

Line up stellare: Giuseppe Scarpato, Stef Burns e Federico Poggipollini alle chitarre, con Donald Renda alla batteria

Domenica 21 dicembre al Teatro Puccini di Firenze un concerto benefico organizzato dall’Associazione benefica Matteo Patrizi a sostegno di progetti sociali di inclusione e assistenza in Brasile, Senegal e Guinea Bissau.

La direzione artistica è stata affidata a Giuseppe Scarpato, chitarrista e arrangiatore di Edoardo Bennato, napoletano doc ma da tanto tempo residente in città. E che serata ci ha regalato Scarpato, che dono immenso, sia umano che musicale. Andiamo con ordine, e vi racconterò uno dei concerti più belli dell’anno a Firenze, avvolto da un’atmosfera di gioia, rilassato, e lungo – come ci piacciono proprio.

L’organizzatore: Associazione Matteo Patrizi

La serata è stata aperta dal rappresentante dell’Associazione Matteo Patrizi, fondata dai genitori insieme ad amici in seguito al tragico decesso del ragazzo in un incidente stradale. Figlio unico, è stato un lutto traumatico per la famiglia, che però l’ha trasformato in qualcosa di bello, in favore della vita, per aiutare comunità che hanno bisogno.

Il Natale è un’occasione importante per raccogliere fondi, non solo con il concerto, che peraltro ha biglietti a prezzi davvero popolari, alla portata di chiunque, ma anche con la vendita di panettoni artigianali appositamente confezionati, e altro merchandising, presente all’ingresso del teatro. Dopo aver presentato la mission dell’Associazione, salgono sul palco i genitori di Matteo; la madre legge un bellissimo discorso, pieno d’amore. Abbiamo tutti i lucciconi agli occhi.

E poi arriva la parte migliore: ci chiede di abbracciare qualcuno vicino a noi, ma che non conosciamo. Tutto il teatro si lancia in abbracci affettuosi, veri, forti, in sorrisi sani, belli. Un’esperienza talmente semplice che ci chiediamo cosa ci costi farlo senza invito, senza contesto. Un’emozione rara, e che fa riflettere.

La notte delle chitarre (rock): Scarpato, Poggipollini, Burns

Poi inizia il concerto, e saranno oltre due ore e mezzo di musica, sempre nel clima creatosi all’inizio. Anche i musicisti sono sereni, sorridenti, evidentemente felici di essere insieme su quel palco, senza tensione da performance, in interazione costante tra di loro, in empatia, e anche con il pubblico. E devo utilizzare ancora l’aggettivo “raro”: sì, un concerto raro, e prezioso, ma non per questo meno tecnicamente perfetto.

I suoni sono perfetti, le esecuzioni dei brani sono perfette, la regia è perfetta. Sembra tutto molto fluido e lo è, ma ovviamente per offrire una tale qualità di performance dietro ci sarà stato un duro lavoro, fatto da professionisti assoluti, con la regia – perfetta, ancora – di Giuseppe Scarpato.

Sul palco alle sei corde ci sono anche Stef Burns e Federico Poggipollini, alla batteria Donald Renda, alla voce in alcuni brani Lorenzo Campani (vocalist di musical come “Notre dame de Paris”), Marco Polidori al basso, con interventi di Alberto Linari alle tastiere. Una line up stellare davvero.

La luna serata è divisa in 5 parti: un intro di tutti i musicisti insieme, poi un set per ciascuno dei tre chitarristi, e infine il gran finale di nuovo in collettivo. La scaletta è composta da grandi classici del Rock italiano e internazionale, con l’eccezione del set di Poggipollini che ha visto anche suoi brani originali. Lo spettacolo, o meglio “la notte delle chitarre” (per chi se le ricorda) inizia con un assaggio dell’energia e della vitalità che ci accompagnerà per ore, e la dichiarazioni d’intenti è chiara: Rock, Rock, Rock, e i nostri si cimentano con cover affatto facili (in fondo all’articolo la scaletta).

Tutti insieme partono con “Are you gonna go my way” seguita da “Have you ever seen the rain” (non devo dirvi di chi sono questi brani, vero?), e ci aspettiamo già un seguito senza cali di tensione, che infatti non ci saranno affatto. Si alternano poi i set di Giuseppe Scarpato (che tra l’altro ci propone un masterpiece dei Beatles ri-arragiato in chiave zeppeliniana, un’esecuzione unica), Federico Poggipollini (che non teme cimentarsi in “Heroes”) e Stef Burns (la sua chicca è stata sicuramente la scelta di un brano celebre di Stevie Ray Vaughan), con Lorenzo Campani alla voce in alternanza con i chitarristi stessi, tutti ottimi vocalist.

Ma durante i tre set, i chitarristi non erano sempre soli: gli altri due entravano, aggiungevano qualcosa, un duello di assoli, un riff in sostegno, un accordo in più. Sempre sostenuti da una sezione ritmica incrollabile, precisa, potente, sempre sul pezzo, capace di capire i vari cambiamenti, dilatazioni e improvvisazioni che i chitarristi decidevano sul momento, con un solo sguardo: Renda e Polidori erano sempre pronti a supportare.

Buon Natale (rock)

Il finale con poteva essere che “Rock’n Roll” degli Zeppelin, con tutto il pubblico in piedi a ballare tra le file, insieme alle massime autorità istituzionali presenti sotto palco, in quella che era diventata una festa tra amici, con sorrisi che non si sono mai spenti, e che ci ricorderemo a lungo, perché sarà difficile assistere ancora a una esperienza concertistica del genere.

Ma non finisce qui: i musicisti sono scesi in sala e poi nel foyer per strette di mani, autografi, selfie con tutti, senza fretta e nessun fastidio. Che bella serata, e pure per una buona causa e non per ingrossare le tasche di promoter e le piattaforme di ticketing. È stato un buon Natale musicale, quello a Firenze, decisamente.

Articolo e foto di Francesca Cecconi

Set list Christmas Rock Firenze 21 dicembre 2025

  1. Are you gonna go my way
  2. Have you ever seen the rain
  3. Run to you (Scarpato)
  4. Jealous guy (Scarpato)
  5. Come together (Scarpato)
  6. Una settimana e un giorno (Scarpato)
  7. You shook me all night long (Scarpato)
  8. Certe notti (Poggipollini)
  9. Il chitarrista (Poggipollini)
  10. Per le strade di New York (Poggipollini)
  11. A day in a life (Poggipollini)
  12. Bologna e piove (Poggipollini)
  13. Heores (Poggipollini)
  14. Tie your mother down (Burns)
  15. Can’t find my way home (Burns)
  16. Couldn’t stand the weather (Burns)
  17. Panama (Burns)
  18. Little wing (Burns)
  19. Ain’t that a shame (nella versione dei Cheap Trick) (Burns)
  20. Confortably numb
  21. Rock’n roll
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