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Diplomatics live (doppio) Bologna

A Casalecchio di Reno c’è un barbiere dove le rockstar si rifanno il capello e ci piazzano anche un live al suo interno!

A Penny Lane c’è un barbiere che mostra fotografie / Di ogni testa che ha avuto il piacere di conoscere / E tutte le persone che vanno e vengono / Si fermano a salutarlo, cantano i Beatles. Be’, a Casalecchio di Reno, nel bolognese, c’è un barbiere che si chiama “Penny Lane” ed è dove ci troviamo nella soleggiata mattina di domenica 15 febbraio per assistere alla realizzazione di una delle puntate di “Penny Lane – musica dal barbiere”. Avete intuito bene: a Casalecchio c’è un barbiere dove le rockstar si rifanno il capello e ci piazzano anche un live al suo interno! Non vi meravigliate: questo è il Rock’n’Roll, un’incontinenza artistica che ha bisogno di farla ovunque e subito, la cosa più lontana che potete vedere dalla patinata tv. Grazie ragazzi, i nostri neuroni dovrebbero farvi un monumento solo per questo: siete una salvezza ribelle nel nostro panorama attuale di intrattenimento omologato.

Penny Lane – la musica “on (h)air”

“Penny Lane – la musica dal barbiere” è un format in cui delle band vengono ospitate e intervistate da Peter Smith (istrionica voce tra gli altri dei Bromance) e Davide Melchioni (de i B.R.E.N.S.O., recensiti di recente nel Panthers Party di gennaio). Mentre il primo, assistito dal loquace secondo, sistema con cura barba e capelli delle rockstar in questione, i due insieme fanno un’intervista ai “clienti” sotto le forbici, il tutto davanti a delle telecamere. Ma non è finita: segue un live acustico degli ospiti appena sbarbati all’interno del barbiere stesso, tra shampoo e caschi asciugacapelli. Già, lettore, è proprio una figata: che ci fai ancora sul divano? Butta la tv e cerca il Rock di cui hai bisogno che va scovato per strada come va scovata la vita stessa.

Il format è già avanti con i lavori: ha ospitato nel corso delle sue puntate i Nabat, i Jackson Pollock, Stella Burns, gli Avvoltoi e Muddy Worries: non artisti di primo pelo insomma – o capello! Curiosi? Potete vedere le puntate sul canale YouTube di RadioSeeeYou, web radio indipendente bolognese che ha intervistato tra gli altri Pino D’Angiò, Claudio Coccoluto, Tullio De Piscopo, i Gaznevada, Enrico Ruggeri e tanti altri.

RadioSeeeYou

Abbiamo fatto due chiacchiere con il suo fondatore Simone Hancy che ci spiega come è nato il progetto per cui siamo qui oggi mentre, durante gli ultimi preparativi dei ragazzi, ci mostra il suo studio all’interno del centro sociale culturale “Croce” che è esattamente di fronte al nostro Penny Lane: nulla è casuale. O quasi. Radio Seee You è un webradio che trasmettiamo da qui, ci spiega Hancy, in questo edificio che una volta era una scuola e ora è un centro sociale.

Camminiamo per i corridoi: immaginate la suggestione nel sapere che qui prima i bimbi scorrazzavano con la merendina in mano. Un Robin Williams de “L’attimo fuggente” nella mia testolina dolcemente depressa mi suggerirebbe di udirne i fantasmi degli studenti passati, anche se qui l’atmosfera è molto meno melodrammatica. Ho conosciuto Pete mentre facevo il dj al Vanilla&Comics (n.d.r. un locale ormai storico in via del Pratello a Bologna)e lui mi ha detto che avrebbe aperto un barbiere in via Canonica. Il che mi ha sorpreso: è dove abitavo!

Ed è la stessa via dove c’è il centro culturale Croce, base di produzione di Hancy: unite i puntini ed ecco come è nato il format “Penny Lane – Musica dal barbiere”. Sembra di sentire la storia di una formazione di una band, quelle cose così cool che dovevano accadere.

Diplomatics live da Penny Lane

Dopo un paio di birrette e chiacchiere con Simone, che è andato a prendere un cavalletto e intanto ci ha raccontato la storia di RadioSeeeYou, eccoci infilati tutti dentro la bottega di Penny Lane; non è uno spazio enorme, il che rende tutto ancora più figo: rockstar, amici, barbieri, tecnici audio e video e giornalisti (io e la fotografa),  tutti qui compressi ed emozionati per quello che sta per accadere, un’esperienza eccitante, stimolante e sicuramente uno dei format musicali più interessanti e genuini degli ultimi anni: il Rock, parlo da testimone, torna a farsi scoprire oltre che a scoprire, a cercare nuovi habitat dove riprodursi, non bastano più palchi, stadi, locali. Già, ora il Rock si riproduce anche su una poltrona da barbiere. Il Rock deve accadere. Era dai tempi dei leggendari Guilty Boat che non percepivo un’atmosfera così e chi è andato a una delle edizioni del Guilty sa di cosa parlo.


C’è molto entusiasmo nel team: alcuni di loro hanno idee folli sul come far suonare stavolta la band, magari sotto il casco asciugacapelli; si abbracciano, ridono. Si parla di dischi, capelli e altro ancora. Tutto, l’ambiente, il team, i tecnici, il format, tutto dico ha l’organicità di una band rock, quello spirito e quell’attitudine, tutto si muove in un unico stretto vissuto pantalone.

I Diplomatics, socievoli e dal marcato accento veneto (sono di Vicenza) sono pronti ed eseguono un breve live con voce, due chitarre acustiche e percussioni. Il live è energico, il bassista che in questa versione unplugged non figura, è dietro, insieme a noi, e canta ascoltando la sua band in questa dimensione meno noise.  Alla fine di uno dei brani, il chitarrista ha la testa dentro l’asciugacapelli sopra di lui. Peter e Davide esultano da dietro le quinte: la loro trovata scenica è riuscita! Tutti nella bottega cantano a squarciagola “Hey Loser, You Poser” dal loro album “I lost my soul in this town” del 2016.

Finito il concerto il batterista e il bassista si siedono sul sedile e si godono il trattamento di taglio e rasatura mentre vengono intervistati. Peter e Davide sanno mettere a loro agio i loro ospiti. Li guardo e penso che la creatività è un effetto collaterale del divertirsi insieme. I membri della band ci raccontano ad esempio della volta che aprirono il live ai Buzzcocks ma non faremo spoiler perché vedrete il tutto, giustamente, nella puntata che verrà del format in questione, live compreso.

La band funziona bene anche dentro queste scarpe unplugged ma tra qualche ora la vedremo a valvole spianate (e con il leopardato bassista) al fondo Comini, un centro sociale nei pressi della Bolognina, nel concerto pomeridiano organizzato dal collettivo Panthers Party. I Diplomatics, freschi di taglio e barba da Penny Lane, sono la band a sorpresa che si esibirà ma al momento questo lo sappiamo solo noi, dunque terremo il segreto fino a quell’ora.

Ci salutiamo con un’insolita questione con uno dei chitarristi; ma per un gruppo punk rock qual è il disco dei Queen “passabile”? Tutto è nato dal discorso che i punk rockers non ascoltano i Queen ma lui ha ammesso di farlo. Credo che ci indirizziamo tutti su “Sheer Heart Attack” probabilmente per la presenza della dura “Stone cold crazy”, ponte di unione tra amanti del Glam, dell’Hard Rock e del Metal.

Diplomatics: live p.m. al Fondo Comini

Si fanno le 17, parcheggiamo ed eccoci in questa seconda parte della giornata con i Diplomatics. Il Fondo Comini da diversi anni è tornato ad essere uno dei punti interessanti nelle estati bolognesi a livello musicale e non solo. È un parco storicamente nevralgico ai tempi della Resistenza circondato ora da palazzi popolari con questa struttura a due piani la cui atmosfera, luci e suggestioni suscitate sono quelle di un vecchio centro sociale dell’entroterra emiliano. I Diplomatics suoneranno dentro questo stanzone al piano terra di fianco al vecchio bancone del bar. Mi guardo attorno: riviste indipendenti, volantini di corsi di quartiere, lucette appese, tubi idraulici colorati in blu e rosso, abbinamento ovviamente costante qui a Bologna e un pubblico di diverse età.

Caccadura

Ad aprire il live c’è un’esibizione in chitarra elettrica e voce dell’artista Caccadura a base di accordi aperti in overdrive.

Poi arrivano loro. I Diplomatics in versione pomeridiana. Nell’intro vediamo calci in aria dopo essere stata caricata da basso e batteria come una fionda seguiti da chitarre secche e dirette. Il cantante tiene il tamburello anche nella successiva “Back to you”. Che bello tornare a Bologna, dice. Ma il ghiaccio è stato già ampiamente rotto, con i presenti già divertiti.

Il bassista che canta urlando, lì dietro, dal fill per “Hey loser, you poser” che stavolta ascoltiamo in versione full band e viene accolta allo stesso modo dal pubblico: cantando in coro. Continua il live con “Who I am”; penso sia un gruppo che possa piacere molto anche agli amanti dei Foo Fighters, credo ci si trovino molto bene. Osservo le chitarre elettriche, abbiamo due splendide nere: una Epiphone e una Rickenbacker.

Il pubblico pronuncia un Molto bene di gradimento. Sono in forma, eh? mi dice Davide, di fianco a me. Sono in ottima forma, continua. Non può che trovarmi d’accordo. Il batterista carica su “No heart No future” e tira fino alla successiva “Desert love” che la band dedica al presente Marzio dei MarsX, tra il pubblico. La chitarra ululante introduce “You are nothing” e arriviamo a un brano con – anche – armonica per “Go high”.

Entra Davide sul palco che li presenta e li ringrazia: Sono una band con un gran cuore, da Vicenza con furgone. Il pubblico ne vuole ancora, bisogna stravolgerla una domenica pomeriggio troppo spesso sonnecchiante, quando ricapita un gruppo così in questo orario inusuale? Quando riaccade un magnifico imprevisto nella tua vita chiamato “Rock”?

E così, arriviamo alla finale e flangerata “Shadow” dove la band lancia piccole percussioni al pubblico per farsi accompagnare. È stata una grande giornata di scoperte, da Penny Lane a questa doppia versione dei Diplomatics. Un magnifico 15 febbraio 2026.

Articolo di Mirko Di Francescantonio, foto di Giovanna Dell’Acqua

Set list Diplomatics acoustic “live a.m.” Penny Lane, Casalecchio 15 febbraio 2026

  1. Shadow
  2. Cobra dream
  3. Hey Loser, you poser
  4. No heart no future
  5. Go High

Set list Diplomatics “live p.m.” Fondo Comini, Bologna 15 febbraio 2026

  1. Intro (stop!)
  2. Back to you
  3. Hey loser, you poser
  4. Who I am
  5. No heart No future
  6. Desert love
  7. You are nothing
  8. Go high
  9. Encore:
  10. Shit monday
  11. Nevah
  12. Shadow

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