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Edoardo Bennato live Mantova

Sembra davvero che il tempo si sia fermato per il menestrello partenopeo

Non sono state solo canzonette quelle cantate da Edoardo Bennato a Mantova il 21 novembre in occasione della terza edizione dell’All In Rock, il grande concerto integrato organizzato da Casa del Sole Onlus al Palaunical. Un sold out importante, raggiunto un mese prima del concerto, con la location già piena poco dopo l’apertura delle porte. Prezzi popolari, non certo da concerto, clima di festa nei vari stand all’ingresso e fra le file organizzate tutte per accogliere sia persone normodotate che diversamente abili. Siamo stati riconosciuti come evento culturale e sociale di rilevanza europea, e questa è una grande soddisfazione, è stato ricordato dai vertici di Casa del Sole. “Matto del bar”, “Eppure soffia”, “A muso duro”, cantate live da Alberto Bertoli – che ha partecipato alla prima edizione dell’All In Rock e ha lavorato come medico alla Casa del Sole – ha aperto la serata. “La musica deve arrivare a tutti, non è possibile che ci siano ancora persone diversamente abili che non trovano posti a sedere nei concerti”, ha ricordato Bertoli.

Una testimonianza importante quella del figlio di Pierangelo, che non solo è condivisibile e auspicabile, ma allo stesso tempo spinge ad una piccola riflessione. Forse è ora che certi artisti si riapproprino della loro dimensione e contribuiscano, con la loro parola, a porre un freno a situazioni incredibili: bottiglie d’acqua fatte gettare all’ingresso, prezzi spropositati, posti venduti a costi differenti e a cifre fuori da qualsiasi logica, se non quella del profitto.

Chi crede alla leggenda dell’algoritmo è giusto che venga fregato. Chi ha ancora sale in zucca, invece, dovrebbe battersi per riportare far riportare i piedi per terra agli artisti e al sistema che li circonda. Non solo serve uscire dalla condizione di inferiorità nella quale si crede di essere, per via dell’algoritmo, che è un po’ come credere nei marziani e nel potere delle stelle di Hokuto o dei cristalli di luna. Serve anche capire che abbiamo sempre la verità che ci meritiamo, alla luce delle questioni che ci poniamo e delle frottole nelle quali crediamo. Bertoli lo ha ben detto, in una semplice e chiara frase.

L’organizzazione ha messo a punto un sistema di servizi che rendono l’esperienza unica e completamente accessibile. Gli spettatori in carrozzina hanno scelto il posto in pianta, godendo del massimo comfort e della migliore visuale. Erano presenti interpreti LIS, che hanno tradotto in lingua dei segni italiana gli interventi e i testi delle canzoni. Curiosità per gli zaini vibranti SubPac, dispositivi che hanno trasmesso le basse frequenze direttamente sul corpo, offrendo una percezione fisica della musica. Erano inoltre disponibili audioguide descrittive, che hanno permesso di seguire lo spettacolo attraverso parole e sensazioni, con un semplice smartphone.

Casa del Sole ha inoltre ricreato l’Oasi Multisensoriale per chi necessitava di momenti di relax o decompressione, prima e durante l’evento. Qui è stato possibile continuare a seguire lo spettacolo in un ambiente tranquillo, con il supporto del personale di Casa del Sole. A completare il tutto, c’erano percorsi tattili, i touch tour, che hanno permesso di vivere l’atmosfera del backstage, entrando in contatto con le emozioni e l’energia degli artisti. Se tutto questo si è potuto fare a Mantova, per una sola sera, vuol dire che è possibile farlo sempre, alla faccia di algoritmi e chiacchiere varie.

Detto questo, visto che la serata è stata voluta e promossa, per il terzo anno consecutivo, da Casa del Sole, Onlus d’eccellenza in materia di disabilità nel territorio mantovano, possiamo parlare del concerto che ha chiuso questa edizione dell’ “All In Rock”. Edoardo Bennato, il primo rocker italiano che ha riempito San Siro, ha saputo fare la differenza grazie ad una band rodata, e guidata dal chitarrista e bluesman Gennaro Porcelli, con un concerto che ha ripercorso la sua lunga carriera, cominciata nel 1958 con i suoi fratelli.

Ad aprire lo show il video di “Signori e signori”, prima dell’uscita, in solitaria, con chitarra e tamburo a pedali, sul palco con “Abbi i Dubbi”. Coltivate i vostri dubbi, e non barricatevi nelle vostre certezze. Io non ho dubbi solo sul potere sovversivo del Rock ’n’ Roll, ha ricordato prima di cominciare. Uno spettacolo che di fatto non si è discostato da quello che Bennato, alla Dylan, porta in giro ormai da alcuni anni. Un viaggio in una carriera splendida, che Bennato incarna da vero divo senza età.

In questi dieci anni penso di averlo visto dal vivo almeno una volta all’anno, e sembra davvero che il tempo si sia fermato per il menestrello partenopeo, ben presto cresciuto e diventato la prima grande rockstar della musica italiana. Dopo un set acustico, con classici come “Sono solo canzonette” e “Il gatto e la volpe”, la band ha raggiunto Bennato sul palco trasformando la serata in un concerto rock, a trazione blues, che non ha concesso nessuna tregua.

In scaletta brani molto noti come “La torre di Babele”, “Rinnegato”, “Mangiafuoco”, “Il rock del Capitano Uncino”, “Cantautore”, ma anche le canzoni che sono state aggiunte in tempi recenti alla rilettura del classico “Burattino senza fili”, e cioè “Mastro Geppetto” e “La fata”, canzoni che ho messo nella riproposizione del disco perché mancavano ma anche perché mi sono reso conto che le favole ci aiutano a capire il mondo con il sorriso. Alla fine, chi fa il mio lavoro deve divertire, ma anche far riflettere. Io ho riflettuto su Collodi, che ha creato personaggi che sono ben presenti nella nostra vita quotidiana, ha ricordato Bennato alla platea mantovana.

Non sono mancati gli omaggi alla sua Napoli, con il bel blues “A Napoli 55 è ’a musica”, canzone che si è prolungata in due code dove Gennaro Porcelli e Giuseppe Scarpato, le chitarre al fianco di Bennato, hanno spaziato da Clapton ai Pink Floyd, dai Led Zeppelin a Santana. “La calunnia è un venticello”, brano davvero splendido, è come sempre dedicato ad Enzo Tortora, ed è stato uno dei momenti più toccanti dello spettacolo, con le immagini del grande presentatore che sono scorse sul maxi schermo. Testo e video, per chi ha saputo immergersi in questa canzone, hanno ancora una volta mostrato quante contraddizioni dominano la storia in questo strano Paese.

La scaletta – che viene redatta dallo stesso Bennato dopo il soundcheck – ha visto la riproposizione di brani meno frequentati come le tre canzoni d’amore “Io vorrei per te”, “E lei” e “In amore”. Tre brani meno noti dei grandi classici di Bennato, ma che permettono a tutti di ricordare il peso specifico della scrittura del cantautore napoletano, maestro indiscusso della musica d’autore italiana.

Anche se lo spettacolo è di fatto la riproposizione di un canovaccio ormai ben rodato, la qualità della band, la voce perfetta di Bennato e la sua capacità di dialogo con la sola presenza scenica, ne hanno fatto uno spettacolo nel quale non ci si annoia mai. Anche solo per ascoltare grandi classici capaci ancora di pungere nell’animo. È il caso di “Cantautore”, brano non solo profetico e veritiero, ma che ci ricorda come un tempo la musica e i suoi interpreti erano cosa seria. Lunga vita a Bennato e alla sua musica.

Articolo di Luca Cremonesi, foto di Moris Dallini

Set list Bennato Mantova 21 novembre 2025

  1. Abbi dubbi
  2. Sono solo canzonette
  3. Il gatto e la volpe
  4. La torre di Babele
  5. Mangiafuoco
  6. Mastro Geppetto
  7. La fata
  8. Cantautore
  9. A cosa serve la guerra
  10. L’isola che non c’è
  11. A Napoli 55 è ‘a musica
  12. La calunnia è un venticello
  13. Io vorrei per te
  14. Rinnegato
  15. E lei
  16. Il rock di Capitan Uncino
  17. In amore
  18. Nisida
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