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Elio e le storie tese live Pistoia

Due ore di esibizione, tra canzoni, monologhi, scherzi musicali e performance strumentali

Ci sono band che, una volta entrate nel cuore, anche dopo aver ascoltato una canzone innumerevoli volte, riescono ancora a regalarti un sorriso. Sono quelle band che ascolti quando affronti una giornata difficile e che, con una semplice nota, riescono a migliorarti l’umore; per me, questa band sono gli Elio e le Storie Tese. Era da cinque anni che non facevano un tour e, ovviamente, quest’anno ho colto tutte le opportunità che mi sono capitate. È la terza volta in un anno che assisto a un loro concerto, e se vi dicessi che mi hanno stancata, vi mentirei.

L’8 luglio abbiamo avuto l’occasione di assistere al loro concerto al Pistoia Blues Festival, nella meravigliosa Piazza del Duomo. La scaletta non è cambiata dall’ultima volta che li abbiamo visti, il 14 novembre al Teatro Duse di Bologna (il nostro report), ma ogni piccolo sketch assume una variazione a seconda della città in cui suonano, rendendo ogni live unico.

Sebbene la scaletta non abbia subito grossi cambiamenti rispetto alle date invernali, la formazione della band ha visto una modifica significativa: il noto batterista Christian Meyer non è più presente e al suo posto ci sono due giovani entrate, Paolo Rubboli e Riccardo Marchese. A febbraio, la band aveva annunciato l’assenza di Meyer alle nuove date estive, riportando le parole del batterista, che aveva spiegato di non poter partecipare alla nuova avventura a causa della sua passione per i pinoli.

Meyer aveva riferito di aver consumato eccessivamente pinoli non italiani, e che questo consumo aveva provocato effetti imprevedibili e indesiderati. Questi effetti gli impedivano di partecipare allo spettacolo estivo della band, ma aveva assicurato che sarebbe tornato dopo aver seguito una dieta bilanciata a base di miele, fave di cacao e fichi d’india. Insomma, una classica risposta da membro degli Elii.

Due ore di esibizione, tra canzoni, monologhi, scherzi musicali e performance strumentali, promettono di essere un viaggio alla scoperta della cultura italiana, arricchito dall’ironia e dall’assurdo immaginario di Elio e le Storie Tese. Lo spettacolo, diretto dal regista Giorgio Gallione, è popolato da bellimbusti modaioli, onorevoli poco onorati e boschetti fantastici abitati da vitelli con piedi di balsa …

Il nostro fantastico viaggio inizia con “La Terra Dei Cachi”, che ci introduce nel bel paese che farà da cornice alle bizzarre avventure dei nostri protagonisti. A fine canzone l’iconico Mangoni fa il suo ingresso sul palco, accolto da un boato del pubblico e, dopo un breve saluto, se ne va. Sebbene Mangoni non abbia mai fatto parte ufficialmente degli Elio e le Storie Tese, le sue apparizioni sono diventate una componente fondamentale delle esibizioni del gruppo, in particolare durante i concerti dal vivo.

Dopo “Uomini col borsello”, segue un monologo del bassista Faso, un blues eseguito con basso e voce che prende in giro i giovani di oggi. Questo sketch introduce il brano “Supergiovane”, che vede il ritorno di Mangoni vestito da supereroe, o meglio, da supergiovane. Inutile dire che senza Mangoni il live sarebbe meno sorprendente, perdendo quella scintilla di ironia che solo gli Elio e le Storie Tese sanno portare.

Dopo essere entrati nella Terra dei Cachi e aver incontrato i suoi abitanti, tra cui gli Uomini con il borsello e i Supergiovani, è il momento di addentrarsi nel boschetto della nostra fantasia e incontrare i vitelli dai piedi fantastici. “Il Vitello dai Piedi di Balsa” è una delle canzoni più celebri del gruppo, dove alla fine il testo recita: Ma la legge prevede una pena aggiuntiva per questo reato: l’ascolto forzato di…  Ma invece di partire con la consueta e iconica parte delirante-strumentale, attacca uno snippet di “Brividi” di Blanco, cantato da Mangoni e Vittorio Cosma, lasciando la canzone a metà.

Tra i brani eseguiti con maggior precisione, spiccano “Valser Transgenico” e “Pork e Cindy”, due brani meno famosi al grande pubblico. Durante questi pezzi, emerge chiaramente il vero divertimento tra i membri del gruppo, i quali sembrano suonare non tanto per gli spettatori quanto per il proprio piacere personale.

Il brano eseguito con maggior passione e piacere è stato sicuramente “Parco Sempione” dove ogni componente è riuscito a dare il meglio di sé. Tra il tastierista Cosma, Elio, il bassista Faso, il chitarrista Cesareo e la cantante Paola Folli, veniamo accompagnati nell’emblematica atmosfera africana che accompagna il famoso brano del gruppo Milanese, lasciando tutti gli spettatori a bocca aperta.

Non sarebbe un concerto degli Elii se dopo l’ultimo brano non si alzasse dalla platea l’inconfondibile coro di Forza Panino, chiedendo il bis. Dopo un breve momento di suspense, Elio sale sul palco fingendosi sorpreso, esclamando che non si sarebbe mai aspettato un simile coro una volta finita la scaletta. Nel bis ci regalano “Out Into the Daylight”, cover di MiKe Rutherford che in quattro minuti di strumentale riesce a sottolineare il virtuosismo di ogni componente della band. Chiudono con “Tapparella”, non deludendo le aspettative anticipate dal coro di Forza Panino.

Un concerto teatrale che mescola virtuosismo strumentale con intermezzi comici, mantenendo sempre leggerezza e originalità. Lo sguardo cinico sul mondo moderno si trasforma, attraverso l’umorismo demenziale della band, in un’esperienza live imperdibile.

Il tour estivo “MI RESTA UN SOLO DENTE E CERCO DI RIAVVITARLO” prosegue fino a settembre, non perdetevelo.

Articolo di Ambra Nardi, foto di Irene Arditi

Set ilist Elio e le Storie Tese Pistoia 8 luglio 2024

  1. Unanimi
  2. La terra dei cachi
  3. Arriva Elio
  4. Uomini con borsello (ragazza che limoni da sola)
  5. Supergiovane
  6. Il vitello dai piedi di balsa
  7. Valzer transgenico
  8. Pork & Cindy
  9. Servi della gleba
  10. La follia della donna
  11. Parco Sempione
  12. Cameroon
  13. Gimmi I.
  14. Storia di un bellimbusto
  15. Il Vitello Dai Piedi di Balsa reprise
  16. Urna
  17. Born to be Abramo
  18. Arrivederci
  19. Out into the Daylight (Mike Rutherford cover)
  20. Tapparella
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