Eric Johnson ha chiuso l’edizione estiva 2026 del Chiari Music Festival l’8 luglio 2026 nel parco dell’Istituto Salesiano San Bernardino di Chiari (BS). Prima di addentrarci a descrivere un concerto raffinato, perfetto e allo stesso tempo coinvolgente, ci sia concesso parlare del contesto.
Il Chiari Music Festival
Il Chiari Music Festival è una manifestazione splendida, che merita un piccolo approfondimento. Gente per bene, persone corrette che rispondono in modo puntuale alle mail, e con le quali è possibile dialogare e confrontarsi. Allo stesso tempo, l’associazione ADMR che, da anni, cura gli eventi musicali in questo comune bresciano, ha dato vita a una rassegna che porta sul territorio artisti di fama nazionale e internazionale. A tutto questo si aggiunge una location magnifica, con ampio spazio verde e una struttura in muratura che consente di ospitare concerti anche in caso di maltempo contenuto. Non paghi di tutto questo, ci teniamo a sottolineare che la festa è organizzata con grande onestà. Prezzi contenuti e giusti, acqua e cibo che possono entrare, compresi l’Autan e le borracce. Negli stand ci sono tariffe che non sono più praticate da nessuna parte. Si riesce a mangiare un ottimo panino con 4 euro, bere una birra media con 4 euro e pagare un’acqua fresca 1 euro. Lo so, sembra il paese dei balocchi, ma è semplicemente il frutto della passione di un gruppo di persone che amano la musica e l’esperienza live, che dunque non lucra e non specula, e non si inventa di usare la musica per fare dell’altro. Un plauso dunque a un festival ben organizzato, frequentato da persone per bene, gentili, che rispondono in modo corretto, che non praticano la prepotenza come legge di sopravvivenza per ascoltare la musica. Vi invito a seguire gli appuntamenti sui loro canali social e a frequentare questo bel festival. Ne vale la pena, sotto ogni aspetto.
E fra gli elementi per i quali vale la pena andare a Chiari c’è la proposta musicale che, ogni anno, regala emozioni e grandi nomi agli appassionati della musica del diavolo, anche nelle sue declinazioni contemporanee. La serata conclusiva del Festival, avviato, quest’anno, il 7 giugno scorso, si è svolta, come da tradizione, nella struttura dell’Istituto Salesiano San Bernardino. In apertura il Blues genuino della Roberto Formigoni Band, che ha saputo scaldare un pubblico attento e rispettoso che, oltre ad ascoltare la proposta musicale della band, ha saputo tributare la giusta soddisfazione ai musicisti. Un set di quasi un’ora che si è interrotto giusto per il cambio di palco.
Eric Johnson
Tempo 15 minuti e sul palco, non senza tanta emozione da parte degli organizzatori che hanno voluto salutare la platea, è arrivato Eric Johnson, chitarrista e musicista di 71 anni, texano di Austin. Perché questi dati? Perché sul palco, quando sale, tutto ti aspetti tranne di vedere una persona per bene, magra, con molto garbo e cortesia, che affronta anche un piccolo disguido tecnico con grande gentilezza. Un’eleganza che, in questi tempi, da un texano non ti attendi, e tanto meno da un musicista accolto con un vero boato dei presenti, peraltro tutti in piedi.
Come la figura è snella, magra e pacata, così la sua proposta musicale lascia davvero stupiti. Pulizia formale, nessun virtuosismo eccessivo, giusto qualcosa nella parte finale, nell’intro di “Cliffs of Dover” e nel bis, concesso in un battibaleno, che ha visto l’esecuzione di “Bold as Love”, cover della The Jimi Hendrix Experience. Nel mezzo, dopo una parte iniziale elettrica, con brani cantati ed esecuzioni di pezzi musicali, un set acustico.
Devo dire che è la parte che più mi ha emozionato. Sia chiaro, non che il resto sia stato piatto o poco coinvolgente. Anzi, la pulizia formale e il Blues bianco che Johnson ha portato a Chiari sono stati di gran classe, tanto che i fan più accaniti si sono divertiti e hanno più volte chiamato a gran voce il loro idolo. Tuttavia, il set acustico mi ha colpito perché Johnson si è distanziato dalle sonorità prettamente blues della prima parte, per virare verso sonorità country-blues, con omaggi al mondo del jazz – bellissima l’esecuzione di “Chester” in tributo a Chet Atkins, come d’altronde l’accenno a “Once Upon a Time in Texas”. Il dialogo con il basso di Daniel Kimbro è perfetto, e nel “Bass solo” c’è anche spazio per alcuni ritmi funky. Un momento, dunque, che mi ha ricordato esperienze come quelle di Dave Matthews & Tim Reynolds. Insomma, una parentesi meno blues, ma più cantautorale, più vicina alle esperienze della musica d’autore statunitense.
Nella terza parte dello spettacolo, Johnson ha invece alternato il Blues – con brani come “Trueheart Blues” e “Blues Jam” – a pezzi di repertorio più morbidi, dove il Blues si è fuso con il Folk, il Country e la musica d’autore. Il tutto fra gli applausi di un pubblico attento ed esperto della sua musica. Da sottolineare nel finale l’ottima esecuzione di “Cliffs of Dover”, con tanto di intro dove Johnson rompe un poco lo schema e si lascia andare a passaggi di puro virtuosismo. Un momento intenso, anche se, continuando a guardarlo, dimostra comunque una presenza scenica di tutt’altra pasta rispetto a quella del musicista maledetto che mette sotto stress la sua chitarra.
I saluti sono veloci, ma il pubblico richiama Johnson, che non si sottrae. Ne esce una cover di Hendrix, già proposta in alcune serate dell’attuale tour, dove però la rilettura di Johnson è meno acida e agitata dell’originale. La sua morbidezza si mescola con le note di Hendrix dando vita a un brano di grande impatto emotivo. Peccato solo che Johnson scelga di eseguirla fin troppo da manuale, senza nessuna concessione di tempo ulteriore.
Si esce soddisfatti da questi concerti, da contesti come questo e da serate così ben organizzate. La musica come esperienza artistica e collettiva è ancora possibile, e questo fa ben sperare. Seguite ADMR di Chiari, perché le sorprese, durante l’anno, non finiscono mai.
Articolo di Luca Cremonesi
Set list Eric Johnson 8 luglio 2026 Chiari (Bs)
- Righteous
- Forty Mile Town
- Caravan (Duke Ellington and His Orchestra cover)
- S.R.V.
- Friends
- Resolution
- Abelia
- Chester (Tribute to Chet Atkins)
- Bass Solo
- Once Upon a Time in Texas
- Song for George
- Stella by Starlight (Victor Young cover)
- E Flat Groove
- Trueheart Blues
- Blues Jam
- Steve’s Boogie
- On Green Dolphin Street (Bronislaw Kaper cover)
- Desert Rose
- Solo Intro Cliffs of Dover
- Cliffs of Dover
- Bold as Love (The Jimi Hendrix Experience cover)
