17/07/2026

Johnny Marr, Roma

17/07/2026

Subsonica, Pordenone

17/07/2026

The Zen Circus, Arezzo,

17/07/2026

Planet Funk, Grado (GO)

17/07/2026

Luppolo In Rock 2026, Cremona

17/07/2026

Deep Purple, Este (PD)

17/07/2026

Casino Royale, Bellaria Igea Marina (RN)

17/07/2026

Ludovico Einaudi, Dogliani (CN)

17/07/2026

Giorgio Poi, Recanati (MC)

17/07/2026

Nada, Ginevra Di Marco, Fiesole (FI)

18/07/2026

Litfiba, Servigliano (FM)

18/07/2026

i cani, Arezzo

Agenda

scopri tutti

Eric Steckel + Fantastic Negrito live Pistoia

Sul palco della 45/ma edizione del Pistoia Blues Festival Fantastic Negrito, Eric Steckel, Electric Cherry e Aftertaste

4 luglio, anche a Pistoia il caldo è aggressivo. Ma come sempre, nella Piazza Duomo della città toscana, si sta comunque bene. Questo è un festival, l’abbiamo ribadito più volte, dove si sta sempre bene. L’atmosfera è rilassata come ormai chi frequenta i grandi festival non ricorda neanche più. Certo, non c’è più quel vibe particolare e unico di una volta, la città intorno al festival sonnecchia, non c’è altra musica, il mercatino storico e amato è diventato un’accozzaglia sparuta di banchetti dozzinali, ma la musica bella resta, eccome. E per chi millanta che il Pistoia Blues non sia più un festival di Blues, ecco che anche quest’anno un bello schiaffo in faccia: Erick Steckel, Walter Trout e anche, perché no? Fantastic Negrito.

Ovviamente per tenere su un festival così aperto, grande e bello, qualche concessione ad altri generi musicali è stata e continua a essere fatta, da tanti anni ormai. Si dice: non uscire fuori dal giro, e poter riuscire a portare grandi nomi internazionali in Toscana senza far pagare prezzi di biglietto (o di birrette) esorbitanti. Preview delle grandi serate della 45/ma edizione del Pistoia Blues, sul palco il 2 luglio è salito Maurizio Pirovano, cantautore italiano, il cui stile unisce sonorità rock d’oltre oceano a testi ispirati al cantautorato nazionale. Ad arricchire il bill completo del Festival anche le tre band vincitrici del contest “Obiettivo Bluesin” 2026: gli Aftertaste da Firenze, Mel and the Double Soul da Catania e Woody Bones da Cremona.

Aftertaste

E la serata del 4 luglio si apre proprio con gli Aftertaste: giovanissimi ed emozionatissimi, hanno proposto un breve assaggio della loro musica diretta ma raffinata, una miscellanea di Blues elettrico, Hard Rock, Psichedelia, Prog canterburiano, molto Texas Blues, ben fusi e in maniera personale, anche grazie alla bellissima voce di Greta Sofia. Finalmente una band giovane con reference importanti e ben valorizzate in modo originale.

Electric Cherry

Segue un’altra band italiana, già di caratura: sono i romani Electric Cherry. Il loro secondo album “Cherry Heart”, uscito a maggio di quest’anno, ci era davvero piaciuto (la nostra recensione), avendolo trovato adatto anche ai palati degli stimatori del Rock più raffinato, e capace di emozionare.

Le aspettative di sentire come suona questa musica dal vivo non solo non è andata delusa, anzi: il loro set è risultato ancora più rock, schietto, senza tralasciare l’attenzione a ogni dettaglio, a ogni intreccio sonoro, e neanche quella alla qualità visiva dello show.

Sono solo in quattro, la classica formazione rock basso-chitarra-batteria-voce, ma nonostante abbiamo suonato ancora con la luce naturale dell’ora del tramonto, riempivano anche gli occhi e non solo le orecchie, muovendosi in modo fluido e attenti all’interazione con il pubblico e tra loro, sintomo di esperienza, consapevolezza e cura del loro progetto, che peraltro abbraccia nei testi temi importanti e necessari.

Eric Steckel

E mentre calavano le prime ombre della sera, ecco sul palco l’attesissimo da parte del popolo del Blues (ben radicato in città e in generale nella Toscana nord-ovest) giovane bluesman americano Eric Steckel. 36 anni ma con 12 album pubblicati – il primo a poco meno di 12 anni – e collaborazioni stellari, è considerato uno dei più grandi nuovi talenti del Blues contemporaneo.

Nessuna base, nessun artificio, neanche un telo con il suo nome, si presenta semplicissimo in jeans e t-shirt bianca, e il suo set gira solo e soltanto intorno alla musica. Oh, che ventata di aria fresca, dopo tanti super show che frastornano più che regalarci pura gioia e vera esperienza sonora! Questa, come tutto il Blues sanguigno e ben fatto è musica per l’anima.

Ma Steckel non è soltanto un virtuoso delle 6 corde: è un musicista che gode suonando, e questo trapela senza filtri. È sempre sorridente, e dalla sua chitarra Knaggs Signature esce un Blues moderno, vivace, che arriva diretto a tutti i presenti. E nel caso di questo concerto non si può dire che sia stato l’ultimo opener, perché molti erano lì proprio per ascoltare lui e non l’headliner, e posso aggiungere che la piazza è stata davvero calorosa e partecipe.

Come spesso accade con musicisti virtuosi e appassionati con un largo repertorio, Steckel non ha una scaletta predefinita: improvvisa, pescando non solo dall’ultimo lavoro; ma come spesso accade, tributa in chiusura del suo concerto il grande Hendrix con “Voodoo Child”. Credo che Pistoia e il suo popolo del Blues non dimenticherà facilmente questa serata.

Fantastic Negrito

E per finire questa proprio bella serata, arriva Fantastic Negrito, per una delle solo due date italiane di questo nuovo tour, che promuove il suo primo album live – “Alive!” (originale, no?), in uscita il 17 luglio. Che a lui piaccia il nostro paese è indubbio, ogni suo tour europeo lo ha sempre toccato, anche per più date (pare che sua sorella viva qui). Non è quindi la prima volta che mi capita di vederlo, la prima nel 2022, e non riesco a non notare il cambiamento che questo artista ha fatto dal vivo.

Da quella prima volta, oltre ai musicisti che di volta in volta lo accompagnano, è cambiato il suo modo di vendere la propria immagine. Non più sorridente, resta sempre istrionico ma con aria sofferente, vittimista mentre sottolinea, anche con l’abbigliamento, il tema a lui caro della schiavitù dei neri d’Africa e il suo volersi sentire “africano”; insomma, ha iniziato proprio ad esagerare.

Da aggiungere la quantità di frasi fatte e imparate a memoria che propina a ogni concerto, cambiando solo il nome della città… Insomma, ha perso quelle che sembravano genuinità e spontaneità e che tanto ci piacevano. Secondo me di tutta questa teatralità preconfezionata non avrebbe bisogno, la sua musica resta bella potente con quel misto di Funk, Soul, Blues e Rock, o come la definisce lui stesso “Rhythm”.

Lui si alterna tra strumming alla sua Telecaster, piano elettrico, sola voce. Una set list articolata, ben 22 brani, diversa dalle precedenti del tour. Il pubblico all’inizio freddino, pian piano si scalda e inizia a ballare, trasformando la piazza medievale in una pista da ballo.

Si chiude così una serata davvero musicalmente eccellente dall’inizio alla fine, davvero un evento raro.

Articolo e foto di Francesca Cecconi

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!