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Firenze Rocks 2026 day #2

Sul palco della seconda giornata alla Visarno Arena EJENT, Mistery Jets, KT Tunstall e Robbie William

Sabato 13 giugno, la Visarno Arena è di nuovo presa d’assalto dai tantissimi appassionati accorsi nella capitale Toscana in occasione del Firenze Rocks 2026, indubbiamente uno degli eventi musicali più importanti dell’intero panorama nostrano. Arrivato al secondo giorno dell’edizione di quest’anno, il festival vede la partecipazione di band molto interessanti fin dai nomi di apertura, prima del “re dell’intrattenimento”, Robbie Williams.

È l’esordio sul palco del Firenze Rocks per KT Tunstall, la quale, armata solo di una chitarra acustica e della sua inconfondibile voce graffiante, ha scaldato la platea con un set a cavallo tra i suoi personali successi e una proposta di cover molto apprezzata, preparando il campo per l’atteso main act. Robbie Williams ha infine travolto per due ore piene il Firenze Rocks, con il suo nuovo, spettacolare format, uno show di altissimo livello che ha trascinato i presenti sull’onda della nostalgia anni Novanta, ma non solo.

EJENT

Nonostante la giovane età, gli EJENT possono già vantare decine di concerti in tutta Italia, sia come headliner che a supporto di nomi storici come Pooh e CCCP, con la vittoria ad Emergenza Festival Italia 2024 come ciliegina sulla torta, senza dimenticare il secondo posto conquistato alla finale internazionale del Taubertal Festival in Germania.

La band ha oggi la sicurezza di chi gioca in casa: infatti, galeotto fu il Liceo Dante Alighieri di Firenze, dove Edoardo, Ruggero, Enrico, Gabriele e John si sono conosciuti e hanno cominciato a duellare con i rispettivi strumenti.

Gli EJENT hanno stupito tutti sfoggiando una capacità di mordere il palco degna di formazioni decisamente più navigate, e il pubblico li ha premiati cantando a squarciagola la maggior parte dei brani proposti. “Libera”, “Pianeti”, “Noi”, “Luna”, tra le altre, hanno efficacemente coinvolto la venue con il sound esuberante del quintetto, prima dell’applauso entusiasta tributato dai presenti quando i cinque giovani musicisti hanno lasciato il palco.

Mystery Jets

Tra gli ospiti più attesi della seconda giornata figurano senza dubbio i Mystery Jets, storica formazione britannica originaria di Eel Pie Island, a Twickenham. Con oltre vent’anni di attività e una carriera costruita attraverso una costante evoluzione sonora, i musicisti inglesi hanno portato sul palco del Firenze Rocks tutta l’esperienza maturata in una lunga serie di album e tournée internazionali.

I Mystery Jets hanno proposto un set capace di mescolare atmosfere sognanti, melodie raffinate e momenti più energici, confermando quella capacità di muoversi con naturalezza tra Indie Rock, Pop alternativo e sonorità più ricercate che da sempre caratterizza il loro percorso artistico.

Il gruppo ha sapientemente sfruttato l’ora di palco concessagli, proponendo un set in cui i classici del repertorio si sono andati ad alternare con i pezzi più recenti. “Two Doors Down” ha fatto saltare all’unisono gli oltre quarantamila presenti alla Visarno Arena, mentre “Young Love” e “Bubblegum” hanno visto una buona parte delle prime file impegnate a strillare interi stralci delle canzoni insieme al vocalist Blaine Harrison. Il pubblico del Firenze Rocks ha risposto con attenzione e partecipazione, premiando una performance elegante, intensa e ricca di sfumature con una meritata ovazione sulla potente coda strumentale della conclusiva “Someone Purer”.

KT Tunstall

Tra le performance più apprezzate della giornata di sabato figura senza dubbio quella di KT Tunstall, cantautrice e polistrumentista scozzese, capace di costruire nel corso degli anni una carriera solida e trasversale, sospesa tra Folk, Rock e Pop d’autore.

Forte di una presenza scenica elegante ma al tempo stesso energica, l’artista ha conquistato il pubblico grazie a una proposta musicale autentica e immediata, mettendo in mostra una voce intensa e una notevole capacità comunicativa, oltre che una totale padronanza della loop station usata per costruire dal nulla arrangiamenti efficaci nel sostenere il cantato.

Nel corso del set, la Tunstall ha alternato momenti più intimi ad altri decisamente più coinvolgenti, riuscendo a creare un dialogo costante con i presenti. Cantatissima e ballatissima “Black Horse and the Cherry Tree” mentre “Seven Nation Army”dei White Stripes e “Psycho Killer” dei Talking Heads sono state accolte con entusiasmo dal pubblico, capaci di aggiungere ulteriore energia a un set già particolarmente riuscito.

KT Tunstall saluta Firenze sulle note della hit “Suddenly I See”, confermando ancora una volta la sua invidiabile capacità di superare i confini dei generi musicali e lasciando al Firenze Rocks il ricordo di una esibizione talmente coinvolgente da far quasi scordare a tutti di star aspettando Robbie Williams.

Robbie Williams

Energico ma soprattutto ironico, The Robster (uno dei soprannomi dell’ex Take That, forse meno noto al pubblico italiano), ha fatto cantare, ballare, divertire ed emozionare il pubblico del Firenze Rocks con due ore piene di spettacolo. La popstar britannica, da un po’ di tempo, porta in giro un format che mescola i suoi grandi successi rivisitati, alcune cover e i brani del nuovo lavoro “BritPop”, il tutto accompagnato da coreografie di ballerine, cantanti di supporto e divertenti momenti di simil-cabaret.

Non appena il giro di pianoforte che introduce “Let Me Entertain You” ha iniziato a pulsare dall’impianto dell’arena, è diventato chiaro a tutti che chi pensava di assistere a uno show all’insegna della nostalgia si sarebbe dovuto ricredere: Robbie è ancora in evoluzione e la reinterpretazione di brani iconici in chiave diversa dall’originale  – come nel caso di “Rock DJ” – è la dimostrazione della sua capacità innata di reinventarsi.

L’artista inglese è una vecchia volpe dello showbiz, e non ha mancato di sparare stasera le sue migliori cartucce, con hit come “Something Beautiful”, “Millennium”, “Come Undone” e “Kids” ad alternarsi a medley composti da classici della storia Rock e Pop, uno su tutti quello proposto poco dopo metà scaletta che, tra le altre, ha messo gomito a gomito, in maniera sorprendentemente efficace, la “Ace Of Spades” dei Motorhead e quell’inno disco che è “YMCA”.

Momento da capogiro per una fan presente, la biondissima Olga, cui l’ex Take That ha dedicato “She’s The One” – brano dei World Party di cui Williams fece una cover di successo a fine anni Novanta. La fortunata è una ragazza di origine russa in visita a Firenze, che alla fine del set ci ha raccontato: È stato incredibile, come se non stesse succedendo davvero a me, proprio qui, proprio ora. È un’emozione per me molto profonda: sono un fan di Robbie da quando avevo dodici anni, e credo che la sua musica abbia avuto un ruolo importante nel mio percorso di apprendimento della lingua inglese. Questo regalo inaspettato mi ha colto completamente alla sprovvista.

Robbie Williams chiude il concerto con un momento emozionante, che ha fatto scendere la lacrimuccia a buona parte dei presenti: una sentita interpretazione della “My Way” scritta da Paul Anka e conosciuta poi universalmente per la versione cantata da Frank Sinatra, dedicata dal cantante a papà Peter, affetto purtroppo da una forma particolarmente aggressiva del morbo di Parkinson.

La serata però non è ancora finita, e quando Robbie Williams torna sul palco del Firenze Rocks per i dovuti bis il pubblico sa già che cosa sta per succedere. “Feel” fa cantare tutta la Visarno Arena come se si trattasse di un unico, gigantesco essere cresciuto a pane e MTV tra gli anni Novanta e i Duemila, mentre la conclusiva “Angel” prende in pugno il cuore dei quarantamila presenti, per poi stritolarlo con la forza di una delle melodie più iconiche della storia della musica Pop.

Robbie Williams, al Firenze Rocks, ha dimostrato di essere ancora una forza con cui fare i conti, e non solo per il suo passato: “BritPop” è infatti la prova che l’ex Take That ha ancora diverse carte da giocare prima di andare in pensione, e la sua capacità di reinventarsi fa sì che sia ancora oggi un artista al passo con i tempi, lontano da quella nostalgia per gli anni Novanta che, in qualche caso, fa odorare di stantio la carriera recente di qualche suo vecchio collega. Chi è stato presente a questa esibizione non può che essere tornato a casa più che soddisfatto.

Set list Robbie Williams Firenze Rocks 13 giugno 2026

  1. Let Me Entertain You
  2. Song 2 / Seven Nation Army / Living On A Prayer
  3. Monsoon
  4. Rocket
  5. Rock DJ
  6. Love My Life
  7. Spies
  8. Better Man / Sexed Up / Candy
  9. Relight My Fire
  10. Something Beautiful
  11. Millennium
  12. Theme From New York, New York
  13. Ace Of Spades / Another One Bites The Dust / Walk This Way / Y. M. C. A. / The Best / Take On Me / Hey Jude
  14. Come Undone
  15. Kids
  16. She’s The One
  17. My Way
  18. Feel
  19. Angel

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