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Francamente live Roma

“BITTE LEBEN”, la topografia emozionale della cantautrice torinese è un invito a vivere

“BITTE LEBEN”, “per favore, vivi”. Pare facile. Eppure Francamente, nome d’arte di Francesca Siano, a mente franca, con il suo disco d’esordio, pubblicato il 17 aprile per Carosello Records, invita proprio ad esistere. E non nel senso di mettere in fila un respiro dopo l’altro, ma di sporcarsi le mani in una topografia emozionale che va da Torino a Berlino e Milano. Una mappa vintage, da tracciare senza navigatore. Un viaggio intimo, ironico, stravagante che, alla vigilia del suo tour estivo, il 20 maggio ha toccato anche Roma con un live a Largo Venue.

Ed eccola là, sul palco, l’aria di Alexanderplatz: pezzi di storia, schegge di quotidiano che si configurano nella sperimentazione di tracce che spaziano dall’Elettronica alla Bossa Nova. Un cocktail di quelli che a sentire la lista degli ingredienti pensi: Ma possibile? e che, invece, sorprende.

Dopo l’intro mistico “ma tu”, si parte con i richiami onirici di “Sirene sulla Luna” (E un’altra volta, a piedi scalzi / E sotto i palchi, in mezzo ai campi, io e te) e, attraverso la stessa forza descrittiva, si approda sulla costa brasiliana di “Nuda di bossa”, una cartolina tropicale languida e rilassata. Il nuovo mondo dell’Ottantanove ritorna in “Telephone Tango”, dove la capitale tedesca post caduta del muro fa da sfondo a un immaginario di fabbriche, acciaio, scatti fugaci di notti da assorbire in coda nei club.

“La Casa dei Miei Nonni” – scherza Francamente – è un pezzo che in un album ci deve stare. Introspettivo, legato agli affetti, alla necessità, a volte, di prendere le distanze, il suo lavoro lo fa alla grande: ha il sapore di un’estate nostalgica, di quelle con la luce dorata sul lungomare. Coni gelato, una moka sul fornello. La cantautrice, in un certo senso, ci consegna, con ritmo accattivante e una cifra creativa sempre personale, le chiavi di gesti d’infanzia collettivi dimenticati, quasi fosse il piacere di attaccare l’ultima figurina mancante dell’album. Radici, ma anche visione e libertà di scegliere, in autonomia, la propria strada (Vedersi diversi / Ma con i tratti stessi / Tenersi distanti / Ma con i gesti riflessi).

“Cattedrale” chiama in causa Giordano Bruno e Giovanna d’Arco; qui non esistono modi sbagliati d’amare anzi, collidono nelle volte di un edificio amoroso totalizzante, capace di renderti pura “torcia umana”. Seguono “se potessi” e “Non mi importa più”, pezzo, ironizza Francesca, “un po’ da sottona” con un refrain interessante e – fintamente? – distaccato: Non mi importa più dei tuoi sogni /Non mi importa più se mi ascolti / Fuori casa senza cercarti / Non mi importa più se mi parli.

“Paracadute” – extra album – è la hit che esplose durante la sua partecipazione a X Factor e che Manuel Agnelli non esitò a definire il più bell’inedito presentato all’interno dello show (Anche se distanti / Fammi girar la testa / Anche se distanti / Fammi paracadute / Per atterrare su di te). Così come “Fucina”, che esegue più avanti: E dentro la fucina di parole che sei / Ti ascolto mentre suoni domande che non sono le mie.

“Zagara” è una meravigliosa e avvolgente vertigine anni Ottanta, in bilico tra sacro e profano, che sbarca a Palermo, Sicilia, con un accostamento melodico e testuale originale e potente (Prenditi un poco cura di me / Spaventami come Santa Rosalia / Prendimi un poco sopra di te / Spaventami come tu fossi regina). Teatrale, autorevole. Una hit a cui votarsi. Il concerto prosegue con “Bussola”, uno dei suoi primi pezzi, per poi chiudere con “5 di mattina”, evocativo caleidoscopio di memorie di un’adolescenza periferica: Pallidi, pallidi / Sono le cinque e siamo ai margini, margini / Ma da qui si vede il centro / Alberi, alberi / Sopra i balconi siamo scomodi in dodici / Ma / E noi, e noi si va / In bici dai palazzi in città / E noi, e noi si va / Il cuore dai palazzi come star.

Il cerchio metaforicamente si chiude con l’outro “PER FAVORE VIVI”. Un biglietto di andata e ritorno verso storie, ritratti, amori implorati, finiti e passioni tra portici, tram e treni. Narrazioni che, elegantemente, evocano, tra gli altri, Battiato, Giuni Russo, Battisti, Moby.

Francamente, con il suo album d’esordio, parla in maniera schietta e dice “vivi”. Comunque, oltre ogni teoria e ostacolo. Senza esitazioni, né etichette.    Il live di Francamente è stato aperto da due talentuose cantautrici. In ordine di esibizione: Alessandra Nazzaro, musicista napoletana al momento trapiantata a Roma, e Daria Huber, a giugno in uscita con il suo primo album.

Articolo e foto di Antonella Andriuolo

Set list Francamente Roma 20 maggio 2026

  1. ma tu (intro)
  2. Sirene sulla Luna
  3. Nuda di bossa
  4. Telephone Tango
  5. La Casa dei Miei Nonni
  6. Cattedrale
  7. se potessi
  8. Non mi importa più
  9. Paracadute
  10. Zagara
  11. Bussola
  12. Fucina
  13. 5 di mattina
  14. PER FAVORE VIVI (outro)
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