13 luglio, nuova data dello Storyteller, spin off del Pistoia Blues, inaugurato nel 2020 in tempi di pandemia, e proseguito come uso intelligente dello spazio, ovvero del grande – e costoso – palco del festival storico, che nel tempo è diventato una manifestazione, senza concerti necessariamente consecutivi. Quindi, cosa di meglio che riempire le serate vuote con una rassegna parallela, per un pubblico decisamente diverso? Quindi, un pubblico mainstream, senza pretese di afflato blues.


E invece stasera … ecco la Gianna nazional-popolare, per un pubblico nazional-popolare, e quindi ci riversa tutte le sue hit, anche quelle che più nazional-popolari (ruffiane, nel mio gergo) non si può, ma con un grosso ma: la Gianna rocker, quella sana artista che è nonostante il music business, tira fuori dal cappello un mini set che porta omaggio e rispetto al palco dove si trova stasera, tra tutti i palchi variegati dove si è trovata in questo tour estivo, tour che non promuove nessun album appena uscito.


Un tris di canzoni ri-arrangiate in chiave bleuseggiante, quasi a metà concerto, dove le luci calano, lei e i musicisti si siedono, il tempo non si ferma ma rallenta, tutto è più dolce, acustico. Questo avviene dopo una breve pausa, quando sparisce dietro le quinte per cambiarsi, via il completo rosso, ricompare in maglietta bianca e pantaloni neri baggy. No look, insomma.


La security ne approfitta per far risedere il pubblico, cosa mal tollerata dalla gente, ma anche da Gianna stessa, che appena può riprende a incitare affinché il suo concerto sia un concerto rock bello e buono, dove si canta a squarciagola. E chi vuol cantare a squarciagola seduto composto su una sedia di plastica in una piazza immensa? Sinceramente, non si è capita la scelta degli organizzatori di fare un tal concerto a sedere, in una piazza dove ci sono comunque le gradinate in fondo e a lato per chi a sedere ci vuole comunque stare…


Ma torniamo al principio. C’era qualche voce che forse il concerto sarebbe stato annullato, perché Gianna non stava bene, addirittura che la sera prima fosse stata in ospedale per un piccolo malore. No, lei c’è. Magari non sta benissimo, questo si vede, perché dopo i primi brani dove si scatena fisicamente, rallenta il ritmo fisicamente, e chiude il concerto con un brano in meno rispetto alla scaletta prevista, facendo cenno ai suoi musicisti che basta così.


Musicisti che va sottolineato, oltre a essere dei gran maestri di musica, sono sintonizzati sulla loro leader in modo sensibile e preciso, la seguono ovunque voglia portare il suo show, basta uno sguardo. Lei li stima, li presenta con tutti i crismi, ne è orgogliosa. Sono il band leader Davide Tagliapietra alle chitarre e alla direzione musicale, Francis Hylton al basso, Christian Rigano alle tastiere, Isabella Casucci e Sofia Gaudenzio ai cori, Thomas Lang alla batteria e il chitarrista blues Patrick Murdoch.
Non è contenta di vedere il suo pubblico a sedere, e più volta lo incita a sfidare le security, provocando un moto verso la transenna più e più volte. Qui tutti sanno, tutti conoscono, tutti cantano ogni singola parola di ogni singola canzone. Ma come si fa a tenerli lontani?


Completo giacca e pantaloni leggermente borchiati nel suo colore preferito, rosso fuoco, e una semplice maglietta bianca, spettinata e niente trucco, come sempre, che sottolinea come sia l’unica rockstar donna che non si avvale dei piacere della medicina e della chirurgia estetica. Qualche anello, una catena al collo, e il resto è solo e soltanto musica.


È quello che conta, del resto se n’è sempre fottuta, e questo fa di lei una vera rocker, come nessun’altra in Italia, con un coraggio e una strafottenza invidiabili. A prescindere dalla musica, perché alcuni suoi brano rock non lo sono proprio, e anche stasera qualcuno è in scaletta. Beh, ma in genere nei suoi testi, anche nelle canzoni più pop e che strizzano l’occhio a far cassetta, c’è sempre un bel messaggio: amore libero.

Parla poco la Gianna, ma quando lo fa mai escono fuori le solite frasi stereotipate e accuratamente preparare che la maggior parte degli artisti ci rifilano in ogni data di un tour. Esprime la sua contentezza di essere a Pistoia semplicemente con un mi sento a casa stasera, e poi ho appena vinto anche il palio, siamo a posto, sottolineando la sua toscanità e quanto le sue radici siano ancora nella nostra terra, anche se il Palio si corre a Siena e qui non siamo a Fontebranda. Lei è una contradaiola sfegatata della Nobile Contrada dell’Oca (sono una becera dell’Oca, come ama dire), che ha vinto il Palio di Provenzano, corso quest’anno il 3 luglio, solo pochi giorni fa.


Dopo un’ora e messo circa le luci si spengono, e anche se il pubblico ne vorrebbe di più della sua musica, Gianna lascia Pistoia per il meritato riposo. La sua grinta resta intatta, ma gli anni passano. Ormai sono 71 … Ok, nessun problema, la aspettiamo di nuovo qui, nella sua terra.
Articolo e foto di Francesca Cecconi


Set list Gianna Nannini Pistoia 13 luglio 2025
- Panorama
- America
- 1983
- Fenomenale
- Profumo
- La differenza
- Ragazzo dell’Europa
- Scandalo
- Avventuriera
- Il buio nei miei occhi
- Notti senza cuore
- Ninna nera
- California
- Io e Janis
- I maschi
- Fotoromanza
- Io
- Sei nell’anima
- Meravigliosa creatura
- Bello impossibile
