21 novembre, sul palco dell’Off Topic di Torino ci sono Selli e Gioia Lucia, due giovani artiste per un doppio live di ottima musica indipendente nostrana.
La venue: Off Topic Torino
L’Off Topic è un’interessante realtà del panorama culturale torinese: nato nel 2017 grazie agli sforzi di Cubo Teatro APS, KLUG APS e Goodness APS, si configura come un hub culturale polivalente, nei cui spazi è possibile assistere a spettacoli teatrali, partecipare a workshop e conferenze, ballare al ritmo dei tanti dj set organizzati in collaborazione con gli artisti della scena torinese e nazionale, il tutto sorseggiando cocktail o gustando i piatti preparati dalle mani sapienti degli chef dell’area Bistrò, insomma un punto di riferimento ormai consolidato della vita notturna sabauda che offre intrattenimento a 360 gradi. In un contesto del genere non può ovviamente mancare la musica dal vivo, protagonista della serata del 21 novembre, dove i mondi musicali apparentemente agli antipodi di due giovani artiste talentuose si sono incontrati regalando buone sensazioni al pubblico entusiasta, che per l’occasione ha riempito la sala concerti dell’Off Topic. I loro nomi? Selli e Gioia Lucia.
Selli

Classe ‘95, Selli – all’anagrafe Selene Greco – è una songwriter torinese dalla poetica intimista, il cui mondo sonoro rarefatto descrive con grazia ed eleganza piccoli e grandi fragilità dell’essere umano, figlia ideale della scena indie pop italiana di metà anni Dieci e soprattutto nipotina della tradizione cantautorale che negli anni Sessanta e Settanta ha regalato al pubblico del Belpaese alcuni dei momenti più alti della nostra storia artistica, almeno nell’ambito della musica popolare.

Il suo progetto inizia a prendere forma nel difficile periodo della pandemia, mentre nel 2021 viene selezionata da _Reset rehub per lavorare insieme all’ex membro degli Afterhours Roberto Dellera al brano “Partenza”, per poi unirsi in tempi più recenti al collettivo Canta fino a dieci (ne parliamo qui), con cui ha calcato palchi importanti come quello dell’Apolide Festival, di Eurovillage e del Reset Festival; la serata oggetto di questo reportage è particolarmente importante per Selli, in quanto release party del suo primo album “Ma se poi”, pubblicato proprio il 21 novembre sulle piattaforme.


Ed è compito della stessa Selli quello di aprire le danze: sale sul palco sfoggiando un elegante look total black e imbracciando la fida chitarra acustica, mentre i volume swells della Stratocaster suonata dalla sua luogotenente Francesca Pia Roca creano il morbido umore che caratterizza l’opener “Alberi senza foglie”, fino al crescendo della sezione ritmica che fa esplodere il brano sul finale e porta alla successiva “Origami”.

Selli è visibilmente emozionata per l’accoglienza ricevuta: ringrazia calorosamente il pubblico torinese prima di presentare la title track dell’album “Ma se poi”, che cambia decisamente rotta rispetto ai due pezzi precedenti grazie al feel giocoso da marcetta pop dal sapore beatlesiano, influenza questa resa ancora più marcata dal cambio di tempo in ¾ sul ritornello.

Il lavoro di arrangiamento della già citata Francesca Pia Roca è sempre ottimo, con parti suonate prevalentemente sul registro più alto dello strumento e un consistente utilizzo del delay che aiuta a riempire i brani senza che si percepisca l’assenza dell’accompagnamento da parte delle tastiere, come in “Mare di paure”, canzone che non sfigurerebbe in uno dei primi lavori di Emma Nolde per l’atmosfera creata dal quartetto sul palco e per il testo ricco di immagini che colpiscono la fantasia dell’ascoltatore.

Nella ballad intima “Navigatore della notte”, invece, è necessario sottolineare il bel lavoro di cesello del bassista Ermanno Capirone e del batterista Samuel Napoli, che delicatamente sfuma il chorus sui piatti utilizzando le bacchette con la punta in feltro.

Ci avviciniamo velocemente alla conclusione dell’esibizione: “Partenza” inizia con Selli da sola sul palco con la sua acustica a cantare, con stile sempre misurato ed elegante, questa ballata in stile anni ‘60, la cui ritmica in strumming fa tornare in mente la famosa storia di un pescatore con un solco lungo il viso come una specie di sorriso. A metà brano la band sale nuovamente sullo stage, ribaltando completamente l’atmosfera per il finale e accompagnando la cantautrice nel doveroso bis “Mi voglio trasferire”, mentre il suono degli applausi riempie l’aria della piccola sala concerti.
Gioia Lucia

Salutiamo Selli e ci prepariamo ad assistere allo show di Lucia Vitale, meglio nota con il nome d’arte di Gioia Lucia: l’artista classe 2002 propone un mix trasversale di generi, in cui le atmosfere R&B vengono contaminate dallo stile funky/disco della sezione ritmica, mantenendo comunque un’anima pop e cantautorale. I temi delle sue canzoni sono i piccoli e grandi drammi della post-adolescenza, con sentimenti come inadeguatezza e alienazione a farla da padrone, anche se spesso viene utilizzata la maschera di una colorata spensieratezza che rende i brani leggeri e divertenti anche nei momenti più introspettivi. La carriera discografica di Gioia Lucia inizia nel 2021 con il singolo d’esordio “gabbia”, brano che verrà successivamente ripubblicato nel suo primo ep “sotto” del 2022, cui seguirà la seconda parte “SOPRA” l’anno successivo e soprattutto il primo album “Forse un giorno” a maggio 2025, anticipato da singoli di successo come “Morta d’amore” e “Disco Gioia”.


Gioia Lucia è accompagnata da una band composta da giovanissimi musicisti di talento, un motore perfettamente oliato che non perde un colpo e sostiene la leader con groove serrati e una sicurezza da professionisti navigati, come è possibile constatare fin dalle prime note del set, aperto dal mini medley tra la soffusa “Fino all’alba” e la scatenata “Disco Gioia”, che fa muovere da subito il culetto a tutto il locale con le sue atmosfere scintillanti da Studio 54.

Dopo la suadente “bello così” – caratterizzata dal solo conclusivo in stile Rob Harris del chitarrista Ermen – il ritmo quadrato di “Flusso” mette in risalto le sfumature black della vocalità di Gioia Lucia, fino al finale dove il pubblico intona in coro il ritornello davanti allo sguardo orgoglioso e soddisfatto della cantautrice; una bella cover a tinte funky di “Splendido splendente” fa successivamente da preambolo a quella che è forse la parte più intima ed emotiva del live: “qualcosa di sbagliato” è infatti una ballad seducente, almeno finché la sezione ritmica non raddoppia il tempo e la chitarra distorta non entra con il suo phrasing blues, quando invece nella breve, malinconica “Gli occhi” è il giro di accordi liquido del piano elettrico, suonato da Mario Croce, a costruire l’ossatura del pezzo con eleganza, mentre la cantante racconta di come sia straziante piangere note aspettandosi di essere capiti.


Con il Funky di “Vento in faccia” il mood della serata torna ad essere sbarazzino e solare, in netto contrasto con il tempo da lupi che aspetta il pubblico all’uscita: qui, il basso di Federico Lastella è protagonista, con un groove propulsivo che trascina con sé tutta la band, mentre Gioia Lucia si esibisce nel flow da annodare la lingua che su disco è interpretato dal rapper Ombra; “Le tue mani, la tua moto” è introdotta da un breve discorso della cantautrice, che ringrazia il pubblico, commossa, per l’entusiasmo dimostrato durante la serata dopo tanti live da esordiente in cui nessuno le prestava attenzione, fino a che il duello a colpi di paradiddle tra le percussioni di Edoardo Bolamperti e la batteria di Alberto Biosa non apre la strada al ritmo spensierato della popolarissima “Morta d’amore”.

Il concerto di Gioia Lucia si conclude con un bis, quella “gabbia” scritta ai tempi del Covid e che, come detto prima, ha rappresentato il primo passo nel mondo discografico per la giovanissima autrice.
Cosa ci resta del concerto di Selli e Gioia Lucia
Siamo alla fine dello spettacolo, il pubblico inizia a scemare verso l’uscita, oppure va a formare lunghe code verso gli stand dove le due artiste, gentilissime, stanno elargendo sorrisi e selfie a chi vuole stringere loro la mano e scambiare quattro chiacchiere. La qualità delle esibizioni di stasera è stata alta, e ancor più notevole è la maturità del materiale presentato sia da Selli che da Gioia Lucia, in grado di portare il sole in questa gelida serata di autunno torinese. E siamo appena agli inizi: non vediamo l’ora di scoprire quali sorprese queste due giovani autrici ci riserveranno in futuro.
Articolo di Alberto Pani, foto di Silvia Sangregorio
Set list Selli Torino 21 novembre 2025
- Intro
- Alberi senza foglie
- Origami
- Ma se poi
- Mare di paure
- Navigatore della notte
- Tergicristalli
- Venere
- Partenza
- Mi voglio trasferire
Set list Gioia Lucia Torino 21 novembre 2025
- Fino all’alba/Disco Gioia
- bello così
- Flusso
- Splendido splendente (Rettore cover)
- qualcosa di sbagliato
- Gli occhi
- x non pensare +
- Vento in faccia
- Parole vuote
- Le tue mani, la tua moto
- Morta d’amore
- gabbia
