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Harakiri For The Sky live Bologna

Due grandi band post-black metal per scavare nei recessi dell’anima

Il 28 febbraio il Locomotiv Club di Bologna ha accolto uno dei concerti più intimi e strazianti del panorama metal internazionale, il tutto targato dalla sempre perfetta organizzazione di Hellfire Booking. Sul palco ci sono i romani Svnth e l’acclamatissimo duo austriaco Harakiri For The Sky.

Svnth

La band capitolina, al tempo Seventh Genocide, sale sul palco con un bel fardello: aprire ad una delle band più interessanti del panorama Post-Black Metal internazionale.

Il quintetto composto da Rodolfo Ciuffo voce e basso, Alessandro De Falco chitarra, Jacopo Fagiolo chitarra, Alessandro Canzoneri batteria e Valerio Primo synth, voce e batteria, ha dalla sua parte una bella esperienza alle spalle e di certo non si scompone, anzi, domina il palco con competenza.

Il set si compone per lo più di brani tratti dall’ultimo disco “Pink Noise Youth”, uscito il 18 aprile 2025 per These Hands Melt. Davvero degno di nota uno dei singoli di questo disco nonché secondo brano in scaletta, “Perfume”, con i suoi contrasti tra parti melodiche ma pesanti, lo scream di Rodolfo si contrappone alla voce pulita carica di riverberi e angoscia, e le intrusioni del sitàr in una specie di falso inciso.

Harakiri For The Sky

Dopo un copioso cambio palco ci apprestiano a vedere la band austriaca. Tutto si fa ancora più cupo e fumoso, come a voler sottolineare che ci siamo addentrando sempre più a fondo nelle zone buie del nostro io. Il duo composto da J.J. e M.S., alias Michael Kogler e Matthias Sollak rispettivamente voce il primo e il secondo- compositore della band – dal vivo solo alla chitarra, si accompagnano per i live con vari turnisti: oggi Chris Marrok alla chitarra, ormai stabile dal 2012, Paul Farber alla batteria e un bassista non riconosciuto. Il set percorrerà varie tappe della loro carriera anche se si sofferma maggiormente sul loro ultimo album.

Parte un intro con delle basse profondissime e molto forti: dalla prima fila sento vibrare tutto il corpo a livello quasi viscerale. Iniziano delle armonie di pianoforte e capisco che è “Heal Me”, uno dei singoli del loro disco uscito il 24 gennaio 2025, “Scorched Earth”. Insieme alle melodie calme della parte iniziale, la voce d J.J. è quasi struggente nella sua violenza di scream, come un urlo disperato, un SOS in mare aperto; poi il pezzo esplode ed è qui che le parti più black metal si sentono. Un’altalena di emozioni continuerà a susseguirsi per tutto il brano, che è un po’ il marchio di fabbrica della band.

Si continua con “Fire, Walk With Me”, il titolo un chiaro riferimento all’opera di Lynch, un pezzo che parla di addii, abbandoni ed estraniamento. Il brano è tratto da “Arson” disco del 2018 ed è qui che si sente la differenza tra questo e l’ultimo lavoro: la durezza complessiva all’ascolto di questo brano è molto più marcata e fa sì che le varie melodie sembrino ancora più contrastanti.

Torniamo all’ultimo disco ed è il turno di “With Autumn I’ll Surrender” che è stato anche il primo singolo di questo lavoro. Qui Shoegaze e Black Metal si fondono alla perfezione, riuscendo a tenere i vari cambi di registro a bada senza mai farci calare l’attenzione; questo brano, come un po’ tutta la loro produzione generale, è costituito da una composizione molto buona vista anche la lunghezza media molto alta, di quasi 9 minuti per canzone.

Torniamo indietro al 2016 con un brano tratto da “III: Trauma”, cioè “Funeral Dreams”. Qui mi sembra di essere tornati a più verso il Melodic Death Metal di stampo nordico, se non fosse per la voce di J.J. Un brano direi più semplice rispetto agli altri ma che non si risparmia certamente né in potenza e né intrecci armoniosi. Ora tocca a “You are The Scars”. Torna la perdita, qualcosa di rotto nell’animo dopo una rottura, torna lo strazio interiore dovuto ai silenzi. Un tributo al dolore da abbandono. Mi guardo intorno e vedo molta gente davvero toccata da questo brano.

La tematica non cambia molto con “Without you I’m Just a Sad Song”, ma l’approccio musicale è molto diverso: si vede l’evoluzione stilistica della band che abbraccia melodie più complesse della precedente, andando un po’ a smorzare la parte più distorta e pesante. “Sing for the Damage We’ve Done” qui è sempre la tristezza che ci ha accompagnato per tutto il viaggio con gli Harakiri For The Sky, ma le parti più post-rock/post-hardcore, soprattutto della prima parte della canzone la fanno da padrone, con un drumming più cadenzato tipico di quel genere.

Arriviamo alla fine della loro scaletta con “Keep Me Longing”. Ritorniamo come all’inizio con un pianoforte che intona delle belle, calmi ma tristi melodie. Sarà l’ennesima altalena emotiva musicale che ci ha accompagnato per tutto questo concerto. Le parti dure e veloci con doppia cassa si terranno a braccetto con le incursioni più melanconiche ed armoniose in un susseguirsi di brutalità e disperazione, culminata con il cantante in mezzo al pubblico ad enfatizzare il senso di comune tristezza ed angoscia. Quasi generale ci lasciamo con “Mad World” di Machael Andrews di sottofondo che definitivamente chiude una serata piena di emozioni complesse.

Articolo e foto di Nicola Gigliotti

Set list Harakiri For The Sky Bologna 28 febbraio 2026

  1. Heal Me
  2. Fire, Walk With Me
  3. With Autumn I’ll Surrender
  4. Funeral Dreams
  5. You Are The Scars
  6. Without You I’m Just a Sad Song
  7. Sing for the Damage We’ve Done
  8. Keep Me Longing

Set list Svnth Bologna 28 febbraio 2026

  1. Narrow, Narrow
  2. Perfume
  3. Cinnamon Moon
  4. Immense As The Ocean

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