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Hozier live Gardone Riviera

Musicista colto, la sua musica abbraccia tutte le sue influenze: Blues, Jazz, Folk, Soul, R’n’B, Rock

I biglietti per il concerto di Hozier all’Anfiteatro del Vittoriale per il Tener-a-mente Festival (la nostra intervista alla direttrice artistica) una volta messi in vendita erano andati esauriti alla velocità della luce, e non poteva essere altrimenti. Intanto, perché è stata data unica per l’Italia nel tour dell’artista; poi, i concerti in questo luogo meraviglioso sono sempre e comunque tutti esauriti, giustamente; last, but not least, il cantautore irlandese è, nonostante la giovane età e la discografia limitata, già una star del firmamento della musica d’autore. A buona ragione, lo sapete se lo avete già scoperto, e il suo concerto ha solo confermato il suo enorme talento.

Victoria Canal

Hozier ha debuttato nel 2013, a soli 23 anni, con l’ep “Take Me to Church”, ed è stato subito un successo internazionale. Musicista colto, la sua musica abbraccia tutte le sue influenze: Blues, Jazz, Folk, Soul, R’n’B, Rock, e la sua personale ricetta è talmente esplosiva, energetica, ma allo stesso tempo riflessiva e profonda, che è difficile non amarlo, o perlomeno ascoltarlo.

In questo bellissimo anfiteatro, raccolto, con una vista Lago di Garda mozzafiato (una delle tre venue da concerto all’aperto più belle d’Itala, insieme all’Anfiteatro del Venda e allo Sferisterio di Macerata) la serata inizia presto e bene: sul palco troviamo Victoria Canal, giovanissima cantautrice di soli 25 anni, che possiamo definire cittadina del mondo. È sul quel grande palco da sola, con la sua tastiera, vestita come una ragazza comune della sua età, niente pailette o scolli vertiginosi. Artista solare, il suo sorriso sprizza giù insieme alle note, e alla sua bellissima, anzi bellissimissima voce. Victoria ha una mano sola, la sinistra, ma riesce a suonare in modo magistrale e trasmettere tutta l’intensità delle sue canzoni. Il set è breve, ma sufficiente a scaldare il pubblico, che si dimostra entusiasta!

Ecco, il pubblico. Anfiteatro stipato, si diceva, con persone adulte, ci sono anche molti giovani ma non giovanissimi. Ma erano così scatenate, ma così scatenate, che pareva di essere a uno spettacolo per ragazzini delle scuole medie tanto erano fragorose! Quindi un pubblico totalmente partecipe, che è stato difficile, per gli addetti alla sicurezza, tenere fermo nei posti assegnati. Applausi scroscianti alla fine di ogni canzone, cori e canti continui. Questo è l’atmosfera di questo live, ne ha fatto parte e lo ha reso ancora più magico, se possibile.

Sono le 21.30 in punto quando Andrew Hozier-Byrne, in arte solo Hozier, sale sul palco, ed è già ovazione da parte del pubblico. Insieme a lui la numerosissima band, ben otto musicisti, che presenta due volte per nome durante lo spettacolo. Non una backing band, uno sfondo di musicisti che fanno il loro lavoro, bensì un tutt’uno con il leader, musicisti che hanno saputo non solo interagire attivamente tra loro, ma anche con il pubblico, tutti gioiosi, coinvolti, affiatati. C’è anche il tempo, a fine concerto, di cantare tutti insieme “Happy Birthday” al tecnico delle chitarre di Hozier, in un clima ormai familiare. Ondeggiamo, da subito, e ci uniamo alla festa.

Hozier è affettuoso con il pubblico, con i suoi musicisti, con Victoria Canal, che non solo ringrazia per aver aperto la serata e per essere una musicista incredibile, ma che chiama vicino a sé per l’esecuzione di “Like Real People Do” e in chiusura del concerto.

Il suono, nonostante la quantità di musicisti e soprattutto di strumenti – il secondo chitarrista suona anche il violino, una delle coriste scende spesso alle tastiere a fianco di Hozier, la tastierista suona anche le percussioni e il tamburello, la violoncellista suona anche la chitarra acustica, Hozier ha due diversi microfoni con diversi effetti e passa dall’elettrica all’acustica – è eccellente, senza sbavature, e ci consente di non avere distrazioni. Piccola nota sulle coriste. Coriste vere, lì per cantare e non per sculettare, vestite di nero come tutti, senza fare mostra di attributi fisici. Bene, molto bene. Lo spettacolo qui lo fa solo e soltanto la musica, non c’è alcun effetto, neanche un telo retropalco, la quinta è fatta dal lago.

E Hozier è davvero tanto felice di suonare in questo luogo bellissimo, più volte ringrazia di essere stato invitato in tanta meraviglia. Sorride, chiacchiera con il pubblico quel poco che basta per intrattenere, saranno oltre un’ora e mezza di musica, di gioia. Mi emoziono un po’ quando esegue “Francesca” perché racconta come questa canzone sia stata ispirata da una delle storie d’amore più grandi della letteratura, specificando che era accaduta a Firenze. Beh, ecco, forse ero l’unica Francesca di Firenze al concerto!

Il finale è affidato a “Take Me To Church” con il pubblico in delirio, ormai è impossibile riuscire a farci stare seduti. L’emozione nell’anfiteatro è palpabile, nessuno vorrebbe proprio andarsene. C’è per fortuna il rito dei bis, per il primo Hozier imbraccia la chitarra acustica, ed esegue “Cherry Wine” da solo, le luci di tutti i cellulari, ma proprio tutti, si accendono, di vari colori: bianco, rosa, giallo, verde, azzurro, lo spettacolo è davvero molto bello, e Hozier stesso si stupisce I don’t kown where you get all the colours, but it’s beautiful! Beautiful, tutto. Davvero.

Articolo di Francesca Cecconi, foto di Roberto Fontana

Set list Hozier Gardone Riviera 16 luglio 2023

  1. Eat Your Young
  2. Jackie & Wilson
  3. From Eden
  4. To Be Alone
  5. Dinner & Diatribes
  6. Francesca
  7. Like Real People Do ( con Victoria)
  8. Unknow
  9. De Selby Pt. 1& 2 / All Things End
  10. Would That I
  11. Someone New
  12. Angel Of Small Death
  13. Almost 
  14. Movement
  15. Take Me To Church
  16. Cherry Wine
  17. Work Song
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