Il Balletto Di Bronzo live Firenze 10 gennaio 2020

Un concerto del Balletto di Bronzo non è un concerto come gli altri, per diversi motivi. La musica, il look, le liriche, niente è lasciato al caso o in qualche modo sottovalutato dallo storico leader del gruppo, l’istrionico Gianni Leone.

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Con questa consapevolezza attendiamo il concerto di venerdì 10 gennaio al Circus Club di Firenze, insieme a numerosi fan del Progressive Rock, tutti in trepida attesa per quella che è la prima data de Il Balletto di Bronzo in Toscana da quando Leone ha riformato la band nel 1995.

Il gruppo non si fa aspettare e puntuale alle 22.15 sale sul palco attaccando con la sezione ritmica, i bravissimi Riccardo Spilli alla batteria e Ivano Salvatori al basso. Dopo un breve intro percussivo è il turno dello storico leader Gianni Leone: uno stendardo nero lo copre alla vista del pubblico, mentre all’altezza del volto campeggia la sua foto tratta dalla copertina dello storico album “YS”, qualche passo sul palco e lo stendardo cade, una figura mascherata in pelle e paillettes si impossessa delle tastiere e dà inizio al concerto.

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“Deliquio viola”, con il suo incedere cerimoniale, è il brano di apertura, seguito da “La discesa nel cervello” tratto dal primo album solista di Gianni Leone a nome LeoNero, del 1977, e “L’emofago”, brani rock a tinte forti, tastiere aggressive e ritmica serrata. Con “Napoli sotterranea” scendiamo invece in atmosfere più mediterranee, ma sempre in stile Il Balletto di Bronzo, con giri armonici e vocali quasi gotici.

Allenta la tensione la seguente “Certezze fragili”, bellissimo brano atmosferico dal testo significativo, solo per risalire subito con le note di “Introduzione”, brano di apertura di quel capolavoro assoluto del prog italiano che è “YS”, e che, per la gioia dei presenti, il gruppo eseguirà per intero.

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“Primo incontro”, “Secondo incontro” e “Terzo incontro” si susseguono serratissimi, brani dalla struttura musicale molto complessa sia armonicamente che melodicamente, dove le tastiere di Leone sono letteralmente padrone della scena, le agita, le scuote, quasi le percuote in un impeto di stampo emersoniano, hammond, clavicembali, synth monofonici e la sua sempre ottima voce, coadiuvate da una sezione ritmica poderosa e impeccabile, ci accompagnano attraverso l’esecuzione di tutto l’album, nella sua impressionante qualità musicale, oscuro e dissonante, denso di solismo mai fine a se stesso, ma proteso verso un pathos sonoro che non può che catturare l’ascoltatore.

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Dopo un tale tour de force il gruppo esce tra gli applausi, e con un cambio di look il solo Leone rientra in scena, per deliziarci con una manciata di cover, suonate piano e voce, che la dicono lunga sui suoi ottimi gusti musicali: “Bag Lady” di Todd Rundgren, “The Stealer” dei Free, una bellissima “Baby’s on Fire” di Brian Eno nella quale Leone esegue un solo di organo dal forte stile chitarristico frippiano e “Nevermore” dei Queen, fanno da intermezzo prima del finale di concerto, affidato allo strumentale “Diaframma”, al brano “Né ieri né domani” tratto dal suo secondo album solista “Monitor”, all’esecuzione della classica “Rondò” di Diabelli (il compositore classico), la bellissima “Donna Vittoria” uscita solo su 45 giri nel 1973, “Tastiere isteriche” ancora dal suo primo album come LeoNero, e la conclusiva “Marcia in Sol minore”, che guida il gruppo verso i ringraziamenti e i saluti.

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Un pubblico estasiato defluisce lentamente dopo una serata musicalmente impeccabile, che mi auguro sarà solo la prima di altre visite in terra toscana da parte di questo storico gruppo il quale avrebbe meritato molto più successo.

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Set list

Deliquio viola

La discesa nel cervello

L’emofago

Napoli sotterranea

Certezze fragili

Introduzione

Primo Incontro

Secondo Incontro

Terzo Incontro

Bag Lady (Todd Rundgren)

The Stealer (Free)

Baby’s on fire (Brian Eno)

Nevermore (Queen)

Diaframma

Né ieri né domani

Rondò

Donna Vittoria

Tastiere isteriche

Marcia in Sol minore

 

Articolo di Claudio Rogai, foto di Francesca Cecconi