Sabato 20 giugno, sotto un sole rovente, al via il secondo giorno del Low-L Fest, che vede di nuovo sul palco band importanti di stampo italiano e internazionale.
Colliders



Ad aprire le danze di questa seconda giornata di festival subito sul main stage ci sono i Colliders. Il gruppo hardcore direttamente da Melegnano è affamato e aggressivo. Nonostante siano i primi a suonare c’è già mossa sotto palco e loro sono bravissimi a non far perdere l’attenzione, facendo cantare e muovere il pogo delle persone davanti a loro.
Spleen Flipper



Seguono a ruota gli Spleen Flipper. Salgono sul palco violentissimi, suonano in cinque ma sembrano in dieci, complici i suoni grevi e la voce aggressiva. Portano sul palco un metal tendente al Deathcore e Grind, con ritmi davvero serrati. Il Low-L Fest è un’occasione per portare per intero anche il loro ultimo disco, datato 19 Novembre 2025, dal titolo “THROUGH THE ASHES OF MANKIND”.
Skulld



Seconda squadra di oggi ad avere una frontman donna, bravissima e potente con un’importante presenza, che non esita a richiamare il pubblico nonostante il terribile caldo di questo sabato di fine Giugno. Gli Skulld inaugurano il palco piccolo e i presenti non si fanno attendere. Sono attenti all’esibizione di questa band che porta un metal potente unito ad una batteria incessante molto hardcore.
If I Die Today


La presenza di tante band italiane a cui viene dato uno spazio fondamentale è la forza di questo festival, quindi ecco che è turno degli If I Die Today. Potremmo dire che il loro genere è un mix delle sonorità che troviamo nei Converge piuttosto che nei Dillinger Escape Plan. Non poteva esserci situazione migliore di questa per presentare dal vivo il nuovo album, uscito giusto il 19 Giugno, di cui hanno portato tutte le tracce, compresa una collaborazione con la cantante e amica Mare Meow.
Jaguero


Seconda band per il second stage, sono i Jaguero. Formata da membri di vecchi gruppi della scena come Regard e Slander, portano un’energia rinnovata hardcore punk. Trovano spazio in questo festival molto apprezzati dal pubblico che subito dalla prima traccia si fa trovare sotto al palco pronto a cantare i pezzi e pogare.
Despite Exile

L’esibizione dei Despite Exile è quella che corona ufficialmente questo Sabato di festival. Enormi, sembrano delle macchine, i membri di questa band deathcore salgono sul palco raccogliendo tutta la prepotenza e la riversano senza alcuna pietà in ogni canzone. Il pubblico mano a mano si scalda sempre di più, passa dai circle pit, a pogare a perfino una “navigata” in piena regola. I loro volumi sono viscerali e si prendono tutta la scena.
Excide



Facciamo un passo indietro e torniamo negli anni ’90. Queste sono le sensazioni che ci lasciano gli Excide non appena cominciano a suonare. Sono una fusione di Post-Hardcore che scivola negli scantinati in cui è nato l’Hardcore più puro, crudo e distorto. Si vede subito che la gente è lì davvero per loro, perché non appena mettono mano agli strumenti il second stage impazzisce, il gruppo è ben contento di portare a termine ciò che gli è stato affidato. Sono energici e divertenti e nel ritmo incessante della loro musica riescono comunque ad interagire con il pubblico.
Thrown

Finalmente arriva il momento degli headliner di questo secondo giorno: i Thrown. Non hanno sicuramente bisogno di molte presentazioni perché la band svedese in pochissimi anni, quattro per la precisione, si è presa senza pietà la scena metal. La loro prima pubblicazione è del 2022, “Extended Pain”, un primo EP che subito li ha portati in tour con i Counterparts. Da quel momento non si sono quasi mai fermati, hanno fatto concerti ovunque, calcando i palchi dei festival più importanti. Il loro Nu-Metalcore è caratterizzato da pezzi brevi ma molto intensi, anche dal vivo i loro suoni così pesanti riescono a scavare dentro alla gente che è in estasi. Marcus Lundqvist si mangia il pubblico, interagisce non solo con le parole ma anche fisicamente.
Subito dopo la canzone di apertura, “Bloodsucker”, suonano uno dei due ultimi singoli usciti quest’anno, precisamente ad Aprile, intitolato “Split”. Il concerto prosegue con i brani presi sia dall’EP “Extended Pain”, sia l’album “Excessive Guilt”. Portanoi grandi singoli come “Backfire” e “Guilt”, passando per “Parasite”, “Vent” e “On The Verge”.
Wojtek


Anche questo sabato si chiude con una band italiana nel palco piccolo, si tratta dei Wojtek, band originaria di Padova. Le loro sonorità sono sludge e si mischiano con quelle post-hardcore. Fin da subito rendono chiaro il tono del concerto, ironico da non prendersi sul serio, dicendo come uno dei loro pezzi fosse dedicato alle persone che inviano messaggi vocali lunghi come podcast, piuttosto che una canzone dedicata al Polase.
Articolo e foto di Giulia Bui
Set list Spleen Flipper
- Restless
- Betrayal&Martyrdom
- The Cold
- Endless Pain
- Time Has Come
- Can You Call This Life?
- Echoes Of A Dying World
- Burden
- Black Drape
- Throat Cut
- Let It Flow
Set list Skulld
- Healing The Wound
- Accabadora
- Velvet Cloak
- The Blink
- Mother Death
- In The Depths Of Fear
- Sacred Fires
Set list If I Die Today
- King
- Light
- Cowards
- 1984
- End
- Rachel
- Dark
- Isolation
- Monsters
- Lungs
- Tar
- Void
- Darkness
- Elysabeth
Set list Despite Exile
- New Warfare
- Terminal
- Custodian
- Ebna
- Scepter
- Where Hope Goes To Die
- Sunder
- Act IV
- Absent
Set list Thrown
- Bloodsucker
- Split
- Backfire
- Nights
- Look At Me
- Parasite
- New Low
- Guilt
- Vent
- Dwell
- On The Verge
- Bitter Friend
- So Done
- Grayout
Set list Wojtek
- Scilla
- 9:16
- Ritmi
- Colla
- Sole
- Via
