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Marco Castello live Bologna

Abbiamo sempre più bisogno di artisti che non esitano a rivelare la loro delicatezza e le ferite della loro anima

Il 14 giugno eravamo al festival GoGoBo al Link di Bologna, e la vasta line up di giovani artisti emergenti ci ha lasciato con molte cose da raccontare. Ad aprire le danze è stata Chiara Cami, giovane cantautrice classe 1998. Fin da piccolissima, Chiara scrive canzoni ed esegue performance in video registrati sul suo primo computer. La sua produzione si caratterizza per un sound intimo, riflettendo l’atmosfera della cameretta in cui compone i suoi testi. Le sue canzoni raccontano con sincerità le giornate, ordinarie e non, di una giovane donna che affronta una vita diversa da quella che aveva immaginato.

A seguire, è salito sul palco Michele Alessandri, in arte Sandri, classe 1996. Con il suo stile unico, Sandri ci ha trasportati negli anni ’70, suscitando grande curiosità sul suo percorso artistico grazie alla sua particolare identità. Il terzo set è stato quello de Il Mago Del Gelato, un collettivo di sette musicisti formatosi nel 2021 nella periferia di Milano. La loro musica unisce l’anima afrobeat con un cuore mediterraneo, creando un mix unico. La band arricchisce la sua musica con un immaginario estetico che evoca le coste italiane, con i loro stabilimenti arrugginiti dai colori pastello, i chioschi vicino al mare e le gelaterie abbandonate. Seguendo la scia afrobeat, alle 21 è stato il turno del DJ e produttore Jolly Mare, alias artistico di Fabrizio Martina. Jolly Mare è noto nella scena elettronica internazionale per le sue affascinanti contaminazioni tra Italo disco, library music e boogie. Il suo mix interessante trae ispirazione dai grandi maestri come Piero Umiliani e Franco Battiato, con influenze africane e arabe.

Il clou della serata, atteso da tutti, è arrivato alle 22 con Marco Castello, giovane polistrumentista siciliano, accompagnato da sax, tastiere, basso e batteria. Marco Castello ha esordito nella prima parte del concerto con il suo ultimo album, “Pezzi Della Sera”, pubblicato esclusivamente su vinile lo scorso settembre, sottolineando l’anima vintage del cantautore. Il suo nuovo lavoro rappresenta una maturazione sia nella scrittura che nel sound rispetto al suo album precedente, proponendo racconti ironici della quotidianità meridionale e avvolgendoli in sonorità pop, mescolando elementi di Jazz, Funk e R&B.

Fin dalle prime note, il pubblico è rapito dall’energia della band, ballando al ritmo di brani come “Porci”, “Beddu” e “Polifemo”. Oltre a essere supportato da una band di musicisti eccezionali, che a volte riesce a rendere le canzoni ancor più intense dal vivo rispetto alle versioni in studio, il vero punto di forza di Marco Castello sono i suoi testi, così iconici da esigere di essere cantati a squarciagola. Eccetto all’autoironia e al sarcasmo, che dominano quasi tutti i brani, con “Polifemo” e “Pipì” che ne rappresentano il manifesto, il cantautore siciliano mostra anche una dolcezza nascosta che emerge in poche canzoni. A “Sul Serio”, Marco Castello per tutto l’inizio del brano si accompagna da solo, regalando un momento intimo e commovente a tutto il pubblico caloroso del GoGoBo Festival.

Una volta completata quasi interamente l’esecuzione di “Pezzi Della Sera”, escludendo deliberatamente “Melo”, Marco Castello passa a eseguire i brani più celebri da “Contenta Tu”, il suo album di debutto. Il groove contagioso della band, arricchito dai sassofoni e dalle tastiere che trasudano l’anima funk del progetto, mi ha portato inevitabilmente a pensare a Lucio Dalla per tutto il concerto. Quasi come se avessero letto nel mio pensiero, poco prima della fine della scaletta, la band ha eseguito “L’Ultima Luna”, brano iconico del cantautore bolognese. Marco, con i suoi testi cinici e ironici, è sicuramente figlio del suo tempo, ma è soprattutto erede del cantautorato italiano, una eredità che ancora oggi apprezziamo e desideriamo.

Il cantante e gli altri membri della band si divertono scherzando e interagendo con il pubblico, che a sua volta lancia regali sul palco, dai cappellini ai disegni. Tra gli oggetti più insoliti, spicca un reggiseno, accolto dall’artista con grande divertimento, che decide di mettersi in testa per quasi tutti i brani finali del set. L’ultima canzone, richiesta con entusiasmo dal pubblico, è “Melo”, l’ultima traccia di “Pezzi Della Sera”. Il brano ha un testo buffo, narrato dal punto di vista del cane della ragazza del cantautore. Eppure, dovuto al crescendo del brano e dai vari cori che accompagnano la voce principale, il pezzo si tinge di colori caldi e della dolcezza che ci hanno fatto innamorare di Marco.

Marco Castello canta per coloro che portano nel cuore il peso di un amore spezzato, per chi, nonostante le sofferenze passate, trova il coraggio di aprire nuovamente il proprio cuore all’amore. Abbiamo sempre più bisogno di artisti così, cantanti che non esitano a mostrarsi vulnerabili, a rivelare la loro delicatezza e le ferite della loro anima.

Consiglio vivamente di partecipare a un concerto dal vivo di Marco Castello prima che sia travolto dall’onda del grande successo che inevitabilmente lo attende. Abbiamo avuto il privilegio di assistere alla quarta tappa del suo lungo tour estivo, che terminerà il 27 settembre a Palermo. La prossima tappa è prevista per il 6 luglio a Soliera, Modena.

Articolo di Ambra Nardi

Foto courtesy Federico Signorini

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