La nostra prerogativa è seguire la musica suonata bene e con passione, e a noi non importa se le strade ci conducono su sentieri diversi dal Rock in senso stretto: noi seguiamo la musica fatta con l’anima. Prendi la sera del 2 febbraio: all’Off-Off Theatre, nel cuore di Roma, si esibisce Mauro Di Maggio, cantautore con una carriera trentennale che ha da poco pubblicato il nuovo singolo “Fuori Tonalità”.

Il teatro è un ambiente magico: una volta al suo interno vieni circonfuso da un calore che permea tra le file di poltrone e i tendaggi. Certo, l’Off-Off è un teatro moderno, ma quell’atmosfera sospesa si respira allo stesso modo. Vengo accolto dallo staff dell’artista, che mi fa accomodare tra le scarlatte file di sedie per assistere a parte del sound check, prima di passare un po’ di tempo con lui nel backstage e intervistarlo prima del concerto. Questo mi permette di scoprire tante sfaccettature dell’artista, ma come sempre aspetto che sia la musica a parlarmi.

Quindi, con un piccolo balzo temporale, entriamo nel vivo del concerto, senza però prima dirvi una cosa fondamentale: stasera è sold out. Sì, lo so, ormai va di moda dirlo ai concerti, però stasera vi sfido davvero a trovare una poltrona libera all’interno dell’Off-Off.

La band sale sul palco, sale anche Mauro Di Maggio, e si parte subito con “Mia Superstar”, brano del 2006 che crea all’istante quella connessione magica tra pubblico e artista, una connessione che si rafforza brano dopo brano. Vuoi l’atmosfera del teatro, vuoi il pubblico che canta, ed ecco che ci si ritrova non più a un concerto, ma dentro qualcosa di più intimo, dove il cantautore romano racconta la vita attraverso le sue canzoni.

Si scorre tra brani più emozionali come “Senza stelle e senza luna” e quelli più catchy come “Surf nelle vene”, fino ad arrivare alla nuova “Fuori Tonalità”, una canzone che ti entra subito in testa e ti ritrovi a canticchiarla senza nemmeno accorgertene. Che poi, in fondo…in questi tempi così tristemente omologati e stereotipati, quanto è bello essere diversi, quanto è bello essere fuori tonalità?

Si prosegue con “Non ti voglio fermare” e poi, improvvisamente, il set cambia. La band scende dal palco, viene portata una sedia: è il momento per Di Maggio di spogliarsi dei suoni elettrici e restare solo, voce e chitarra acustica. Signori, se avete mai suonato da soli su un palco con una chitarra, sapete che questo è il momento in cui si diventa più fragili, quello in cui si mette a nudo l’anima.


Ed è esattamente ciò che accade. Si inizia con “Nel cuore di ognuno”, si prosegue con “Sig. Tarantola” e “Amore di ogni mia avventura”, dove – a gran sorpresa – sul finale risale la band, che resterà sul palco fino alla conclusione del concerto. Qui apro una piccola parentesi proprio per la band di Mauro Di Maggio: Fabio Greco alla chitarra elettrica, Alberto Lattuada alle tastiere, Nicolò Pagani al basso e Vincenzo Tacci alla batteria. Musicisti di spessore, tecnicamente preparatissimi, ma soprattutto al servizio delle canzoni.

Lo spettacolo prosegue fino a chiudersi con “Hai le mani che odorano di aglio”, brano tratto dallo stesso album della canzone che ha aperto il concerto. Il cerchio si chiude in modo perfetto. Ma sarà davvero finita qui? La band scende dal palco, Mauro anche. Il pubblico reclama, chiama, insiste. E a quel punto lo sai: il bis è dietro l’angolo. Difatti, eccoli di nuovo sul palco per riproporre “Non ti voglio fermare” e, ovviamente, “Fuori Tonalità”. Un bis partecipatissimo, con il pubblico che canta così forte da sovrastare persino la voce di Di Maggio.

Il tempo è scivolato via veloce. Il teatro, pian piano, si svuota. Io esco dall’Off-Off Theatre e percorro Via Giulia verso l’auto. Come sempre, un coacervo di emozioni e pensieri mi sconquassa dopo i concerti. La musica, si sa, ha il dono di far vibrare le corde dell’anima, e io – da ex musicista – vengo sempre piacevolmente scosso da ogni live. Stasera, però, è stato diverso. Questa esibizione mi ha fatto riflettere su quanto si stia perdendo un certo modo di scrivere canzoni e, soprattutto, di regalarle dal vivo così: senza maschere, senza sovrastrutture, senza paura di essere fragili.

Mentre Roma scorre silenziosa sotto i miei passi notturni, mi rendo conto che forse non è la musica a essere cambiata davvero. Siamo noi che abbiamo smesso di ascoltarla in silenzio. Per fortuna, ogni tanto, qualcuno sale su un palco, ti prende per mano e ti ricorda che essere fuori tonalità non è un difetto. È una forma di resistenza.
Articolo e foto di Daniele Bianchini


Set list Mauro Di Maggio live Roma 2 febbraio 2026
- Mia Superstar
- Avvelenato
- Senza Stelle e Senza Luna
- Il Tempo Va
- Per Un Solo Respiro
- Surf Nelle Vene
- Fuori Tonalità
- Non Ti Voglio Fermare
- Nel Cuore D’Ognuno (acustico)
- Sig Tarantola (acustico)
- Amore Di Ogni Mia Avventura (acustico)
- Ed Io Ti Vorrei Sposare
- Questo Mai
- Hai le Mani Che Odorano di Aglio
- encore:
- Non Ti Voglio Fermare
- Fuori Tonalità
