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Nada e Ginevra Di Marco live Fiesole

Le due artiste toscane scardinano la retorica del concerto per ritrovare l’essenza del canto, anche antico

Venerdì 17 di un luglio soffocante: e invece la serata sarà meravigliosa, una vera “fortuna” poter assistere a questo bel concerto difficilmente ripetibile. Pure la venue è magica, siamo al Teatro Romano di Fiesole, sulle colline fiorentine, e sì che i nostri antenati sapevano come costruire luoghi dall’acustica perfetta. Nel cartellone dell’Estate Fiesolana, ricco e vario nelle proposte culturali, destinato ad un pubblico adulto e colto, è apparsa questa gemma inaspettata, il ritorno di due regine toscane insieme: Nada Malanima e Ginevra Di Marco. E non sarà uno dei concerti condivisi fatti varie volte in precedenza dedicati alla tradizione toscana e popolare, ma davvero una proposta senza schemi.

Sul palco, come sempre scarno, i soli strumenti senza altri orpelli quali teli, schermi, luci particolari se non quelle fisse del teatro; qui si fa la musica, non si fa spettacolo. Il pubblico numeroso, adulto come dicevo, è qui in parte per Ginevra (e si riconoscono i consueti radical chic ai quali piace tanto farsi vedere ai concerti di Ginevra), e in parte per Nada, il popolo, ma che sin dalle prime canzoni si sono fusi in un unico corpo adorante.

Salgono sulle assi puntuali dallo scivolo dietro palco, tenendosi per mano, emozionate. Poche parole, e sarà tutto un concerto di poche parole – ce n’è bisogno quando le loro canzoni parlano tanto al nostro vero e nudo sé? – accompagnate dalla band di Ginevra, capitanata da Francesco Magnelli ovviamente, e dalle fide 6 corde del giovane Andrea Mucciarelli, da molto tempo al fianco di Nada.

Che emozione il primo brano, interpretato a due voci incredibilmente ancora piene, intense, senza un minimo calo di forza, di tensione, di estensione; si tratta di “500 catenelle d’oro”, antico canto popolare toscano risalente circa al XVI secolo, e che sia Ginevra Di Marco sia Nada hanno inciso ed anche eseguito in duetto più volte. L’emozione è subito alta, e non cala nonostante il concerto sia diviso in più parti: la prima e la terza per Nada, la seconda e la quarta per Ginevra, mezz’ora circa ogni volta per ciascuna, con un finale di cui vi dirò più sotto.

I set di Nada sono molto diversi dagli ultimi ai quali avevo assistito, lei – come sempre senza trucco, senza pettinatura, anche senza reggiseno con un vestito-saio nero, con la pelle bruciata dal sole (sì, bruciata dallo stare nei campi, non abbronzata con le cremine), è tutto l’opposto dell’apparenza – stasera è gioiosa, ridanciana, ballerina, ma allo stesso tempo, come sempre, intensa. Con Mucciarelli sono perfettamente accordati, lui riesce a intuire ogni vibrazione della voce e a seguire con la sua acustica. Nada ha messo in scaletta anche “Del mondo”, e forse non a caso.

Ginevra magnifica come sempre, ma stasera ancora più in forma vocale che mai, accompagnata da Magnelli, che pure percepisce l’aria di festa sul palco, ondeggiando spesso dietro ai pezzi della compagna, e chiedendo a più riprese il coinvolgimento del pubblico. Più seria e un po’ rigida, forse perché davvero molto concentrata, ha fatto cantare da subito tutto il teatro; sono brani che fanno bene e che abbiamo tanta voglia di cantare tutti insieme, perché non sono molto adatti alla solitudine, piuttosto alla condivisione, anche se non conosciamo chi ci sta accanto.

Davvero difficile replicare in parole una magia, una serata senza uguali, di quelle che ti porti nel cuore più che nelle orecchie. Dove le persone non alzano i cellulari, rapite da tanta bellezza, neanche per farsi i selfie. Però chiedono il bis, quello sì.

Si vedono i musicisti parlottare svariati minuti a fondo palco, ormai sullo scivolo che li traghetta nel backstage, e cominciamo a temere che il tempo sia scaduto (sono passate le due ore e il teatro è a ridosso delle abitazioni di Fiesole), fremiamo. No, ecco che ritornano: hanno solo deciso di cambiare il finale programmato. Prima sarà Nada a cantare da sola, senza alcuno strumento, e si sentono frusciare le foglie degli alberi tanto teniamo il fiato sospeso. Poi rientrano tutti i musicisti e Ginevra dice: sapete, c’è questa cosa dei C.S.I., non dico niente tanto sapete già tutto… e attaccano, insieme a Nada, “Amandoti”. La gente scende dalle gradinate, si riversa sottopalco, canta a squarciagola, incitata ai cori dalle due artiste. Stiamo bene, siamo felici, la musica bella c’è ancora, e c’è speranza che resti.

Articolo e foto di Francesca Cecconi

Set list Nada e Ginevra Di Marco live Fiesole 17 luglio 2026

500 catenelle d’oro (antichissimo canto popolare toscano) – primo brano
Amandoti – ultimo brano

Ginevra Di Marco

  1. La rivolta delle parole
  2. Sanfedisti (canto popolare della tradizione meridionale)
  3. Tanti auguri
  4. Io sarò al tuo fianco
  5. Ballata per Margherita
  6. Anagenesis
  7. Rosa

Nada

  1. Luna in piena
  2. Guardami negli occhi
  3. Canzone arrabbiata
  4. Il coraggio di essere fragili
  5. Maremma Amara
  6. Senza un perché
  7. Del mondo (cover C.S.I.)
  8. Depressione caspica
  9. Amore disperato
  10. Malarazza
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