Osanna live Firenze

Una delle band più rappresentative del panorama musicale progressive italiano degli anni Settanta

Osanna

Se 30 anni fa, durante un’affannosa ricerca di vinili prog in un panorama musicale che di prog non aveva più niente, mi avessero detto che avrei avuto la possibilità di ascoltare dal vivo i capolavori degli Osanna, difficilmente ci avrei creduto. Eppure è andata così, ci sono voluti proprio 30 anni, ma al Circus Club a Scandicci ho assistito al concerto di una delle band più rappresentative del panorama musicale progressive italiano degli anni Settanta.

Entro nel locale quando il gruppo è appena salito sul palco, il trucco di scena sul volto come (pionieristicamente) usavano all’epoca. Affascinante il disegno del leader Lino Vairetti, che festeggia i suoi 70 anni: a vederlo e sentirlo nel corso della serata, sembrerebbero 20 di meno. Mentre cerco un posto con un buon ascolto tra il pubblico, non numeroso purtroppo (chi ha scelto una pigra domenica sera non sa cosa si è perso), la band sciorina tre brani simbolo dal primo album, “Non sei vissuto mai”, “Bandiera rossa” e “L’uomo”, e fa capire subito che la serata sarà di altissimo livello.

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Il gruppo è giovane, solo Lino Vairetti è rimasto della formazione originale, e conduce la danza magistralmente. “Il castello dell’ES” è il primo dei due brani eseguiti da “Landscape of life”, l’altro sarà il bellissimo omonimo “Landscape of life”, intervallato da “Ce vulesse” tratto dall’album “Suddance” del 1978, dai forti riferimenti alla musica partenopea. “Mirror train”, capolavoro dal primo album, con il suo delizioso intermezzo jazzistico, lascia il posto a “Taka boom”, unico pezzo in scaletta del loro rientro sulle scena discografica nel 2000.

La band suona benissimo, con tecnica e precisione, ma soprattutto con anima. Ci teniamo a omaggiare alcuni artisti simbolo di quel periodo musicale dice Lino introducendo una sezione centrale del concerto dedicata alle cover di brani storici del prog italiano. Non so quanti altri suoi colleghi farebbero altrettanto. Una versione decisamente rock di “Gioco di bimba” de Le Orme e il seguente medley con brani di PFM, Banco e il riff di “Luglio, agosto, settembre nero” degli Area mandano il pubblico in estasi, anche se per quanto mi riguarda il momento clou della serata arriva subito dopo.

Vogliamo ricordare Louis Bacalov e la nostra collaborazione per la musica del film ‘Milano calibro 9, annuncia Lino dal microfono, e lancia ‘Preludio’, il brano che amo di più da un disco che adoro, suonato con un’intensità rara e coinvolgente. A seguire la sognante “There will be time”, brano di chiusura dello stesso album, e “Preludio reprise” … che dire, eccelsi. Ancora cover con una commovente “Impressioni di settembre” della PFM e poi di nuovo in territorio tipicamente Osanna grazie a “Antotrain” dalla loro ultima fatica “Palepolitana”, “A’ zingara” da “Suddance” e “Oro caldo” da “Palepoli”, brani dove nuovamente torna il rock saggiamente in bilico fra la tradizione e i moderni suoni elettrici.

“L’amore vincerà di nuovo”, “In un vecchio cieco”, “Vado verso una meta” e “Everybody gonna see you die” sono tutti tratti dal primo album, a questo punto eseguito praticamente per intero, intervallati  da “Solo uniti” e una “Lucky man” di emersoniana memoria, gruppo con il quale, gli ELP, Lino conferma di essere amichevolmente legato, a conferma la sua recente collaborazione live con Carl Palmer.

Ci guidano verso i saluti finali “Fuje blues”, un’improvvisazione con ospite un amico di infanzia di Lino alla batteria, e la trascinante danza a forti tinte partenopee “Fuje ‘a chistu paese”, linguaggio che è voce importante nella musica di questo gruppo. Grazie a tutti per essere stati con noi, dice Vairetti a un pubblico acclamante e sorridente al termine di una serata carica di emozioni, ricordi e musica suonata magnificamente.  Grazie a te, Lino, e alla band, per tenere vivo il buon nome del Prog Italiano.

Articolo di Claudio Rogai, foto di Alessandro Rella

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Set list Osanna Firenze 27 ottobre 2019

Non sei vissuto mai – Bandiera rossa – L’uomo – Il castello dell’ES – Ce vulesse – Landscape of life – Mirror train – Taka boom – Gioco di bimba (Orme) – Prog Garden Medley (PFM, Banco, Area) – Preludio – There will be time – Preludio Reprise – Impressioni di settembre (PFM) – È festa (PFM) – Antotrain – A’ zingara – Oro caldo – L’amore vincerà di nuovo – In un vecchio cieco – Vado verso una meta – Solo uniti – Lucky man (ELP) – Everybody gonna see you die – Fuje blues – Fuje ‘a chistu paese

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