10 luglio, in una serata non troppo calda ci aspetta la giornata numero sei della edizione 2025 del Pistoia Blues Festival, una manifestazione che nonostante abbia forse perso parte del suo antico smalto è sempre capace di proporre nomi interessanti a un pubblico pronto e ricettivo anche verso artisti emergenti e non solo verso i soliti nomi da cassetta. Stasera però si parla di Paul Gilbert e Blackberry Smoke, certo non nomi di seconda scelta e che hanno dato vita a una serata di grande qualità.


Piazza del Duomo non è proprio gremita, non lo sarà neanche dopo a dire il vero, quando Paul Gilbert sale sul palco accompagnato dalla sezione ritmica italiana di Roberto Porta alla batteria e Marco Galiero al basso, il sole non è ancora tramontato e il classico di BB King “Rock Me Baby” apre le danze, non sarà una scaletta blues quella che il chitarrista di Racer X e Mr.Big ha in serbo per il pubblico di Pistoia o, meglio, non solo.


Quello che segue infatti è un medley di mezz’ora abbondante di brani dei Led Zeppelin, forse la band rock più trasversale di sempre e difficilmente non si conquista una platea suonando roba simile.


Riff, parti strumentali, assoli, strofe e ritornelli abbozzati o più compiutamente riproposti, parti vocali e di tastiere rifatte con la chitarra: in questo modo Paul tocca praticamente ogni album dal debutto fino a “In Through The Out Door, compresi un classico solo di batteria e un intermezzo chitarra e archetto a colorire il set.


Terminato il medley, sale sul palco Emi Gilbert alle tastiere, moglie di Paul, con la quale vengono eseguite una versione di “Heard It On The X” degli ZZ Top e un assaggio iniziale di “A Wither Shade Of Pale” che si tramuta poi in un lungo strumentale con il quale Paul Gilbert saluta il pubblico. Esibizione vincente, vuoi per la bravura dei musicisti, Gilbert in primis e qui non si scopre niente di nuovo, vuoi per la scelta di andare sul sicuro proponendo materiale non originale ma ben conosciuto e assolutamente in linea con la serata.


Sono da poco passate le 21:00 ed ecco che fanno il loro ingresso sul palco i Blackberry Smoke da Atlanta, Georgia, sud degli Stati Uniti, band attiva da 25 anni con all’attivo nove album in studio, l’ultimo “Be Right Here” del 2024 (la nostra recensione).


Generalmente etichettati come una Southern Rock band, la band di Charlie Starr in realtà lambisce soltanto i territori del Southern Rock, se lo intendiamo come genere musicale e non come un termine a indicare una specifica area geografica all’interno del Rock made in USA.


Per dirla con parole più spicce, i Blackberry Smoke stanno più ai Rolling Stones che ai Lynyrd Skynyrd senza togliere che una parte dell’eredità di questi ultimi così come anche quella più blues degli Allman Brothers o il background folk e in special modo country confluiscano tutti insieme nel tessuto sonoro della band rendendoli quello che sono.


Tre chitarre, basso, batteria, tastiere e voci, Charlie Starr tiene il centro del palco, voce sicura e fraseggio solido e sciolto sulla chitarra, il resto della band segue con disinvoltura e naturalezza, base ritmica precisa e mai eccessiva, tastiere che colorano e sostengono il suono della band che inizia il set con il Rock’n’Roll di “Little Bit Crazy” e “Hammer And The Nail” dal loro ultimo album, a seguire ancora Rock’n’Roll con “Live It Down”.


La pattuglia di chitarre presente sul palco è ovviamente l’ossatura del suono dei Blackberry Smoke e ne dà giusta prova quando diventa un muro alto e imponente come nella zeppeliniana “Waiting For The Thunder” oppure si modella nei midtempo di “Living In The Song” e “Good One Comin’ On”.


Più o meno a metà set arriva la bella “Sleeping Dogs” all’interno della quale prende vita una breve versione di “Midnight Special” dei Creedence Clearwater Revival. Durante tutto il concerto le chitarre vengono cambiate a ritmo frenetico, elettriche, acustiche, anche un mandolino che arriva nelle mani di Benji Shanks per “Azalea” ed è in pezzi come questo o “Ain’t Got The Blues” che le chitarre abbandonano l’elettricità per tornare a suoni acustici e rurali. La piazza gradisce in egual misura e verso la fine del set “One Horse Town” strappa un applauso più grande degli altri prima di chiudere con la bella “Run Away From It All”.

La band non tarda a tornare per il bis; vi ricordate che all’inizio si parlava di Southern Rock, beh “Flirthin With Disaster” dei Molly Hatchet arriva potente, irruenta e suonata con cuore e passione, una bella versione che comunque rimarca il fatto che questa band non suoni espressamente Southern Rock più per appagare la propria espressività che per altro. “Ain’t Much Left Of Me” chiude il concerto, versione arricchita al suo interno da una porzione di “When The Leeve Breaks” degli Zeppelin, e questa serata indirettamente è stata anche loro.

Una grande band, un grande suono che è quello e da quello non si scappa, una band che difficilmente suona la stessa set list sera dopo sera, che ama la musica e cita con passione i propri beniamini, una band di fratelli, come amano definirsi che suona per un popolo di fratelli e sorelle, tutto nel nome del Rock.
Articolo di Andrea Bartolini, foto di Francesca Cecconi
Set list Paul Gilbert Pistoia 10 luglio 2025
- Rock You Baby
- Led Zeppelin Medley
- Heard It On The X
- A Wither Shade Of Pale/instrumental
Set list Blackberry Smoke Pistoia 10 luglio 2025
- Little Bit Crazy
- Hammer And The Nail
- Live It Down
- Good One Comin’ On
- Hey Delilah
- Living In The Song
- Let It Burn
- Waiting For The Thunder
- Sleeping Dogs (including “Midnight Special” by Creedence Clearwater Revival)
- Introduction to the band / Azalea
- Everybody Knows She’s Mine
- Ain’t Got The Blues
- One Horse Town
- Run Away From It All
- Flirthin’ With Disaster (Molly Hatchet cover)
- Ain’t Much Left Of Me (including “When The Leeve Breaks” by Led Zeppelin)
