Perigeo, One shot reunion 2019

Il Perigeo è stato, per chi scrive, il punto di partenza nell’esplorazione del panorama jazz-rock italiano, articolato e denso di sorprese. Quando è uscita la notizia di una loro data “one shot reunion”, ospitata nella suggestiva cornice di Piazza SS Annunziata a Firenze, l’ho subito incorniciata come l’evento live dell’estate, almeno personalmente.

Perigeo

Un caldissimo luglio fiorentino non è il massimo per un concerto in piazza, ma già dal tardo pomeriggio si capisce che l’affluenza sarà record, del resto è stato ampiamente dichiarato che sarà un concerto senza repliche, quindi “ora o mai più”…

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Un po’ di attesa, e appena cala il buio e si accendono le luci i quattro compassati jazzisti salgono sul palco. Giovanni Tommaso, Bruno Biriaco, Claudio Fasoli, Tony Sydney… quasi 80 primavere ciascuno, ma non li dimostrano. La musica mantiene giovani, specialmente quella buona.

Sono in compagnia di Claudio Filippini alle tastiere e pianoforte, al posto di Franco D’Andrea che non è potuto essere presente causa precedenti impegni, e Alex “Pacho” Rossy alla seconda batteria e percussioni.

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L’inizio è esplosivo: “La valle dei templi” un loro grande classico, seguito a ruota da “Azimut” e ”Sidney’s call” ci restituiscono intatte le atmosfere magiche e sognanti di un periodo storico musicale vivo e vitale, ma è l’intro del quarto brano che funge da vera macchina del tempo: “Abbiamo tutti un blues da piangere” è uno dei brani più conosciuti del gruppo, sentirlo suonare live emoziona visibilmente molti dei presenti, incluso il sottoscritto… L’esecuzione è magistrale, il Maestro Giovanni Tommaso ci regala un solo iniziale commovente e sentito, che scivola lentamente verso l’epico giro armonico del brano, nel quale si innesta il solo altissimo del clarino di Claudio Fasoli. Potrebbero scendere dal palco adesso e non direi una parola.

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Invece per fortuna la serata continua, seguono “Quartiere”, bel brano tratto da uno sfortunato album del 1980 (“Alice”) inciso come Perigeo Special, “Polaris”, “Cantilena”, “Terra rossa” con un lungo solo alla batteria di Alex Rossi, “Genealogia” tratto dall’omonimo album, “Pensieri”, “Via Beato Angelico” brano che ebbe anche un certo airplay grazie al tema particolarmente orecchiabile. “Il Festival”, tratto ancora una volta dall’album del 1980, è la lunga cavalcata finale del concerto, denso di assoli e sorrisi compiaciuti, tra il pubblico e sul palco.

I saluti sono d’obbligo, ma tutti sanno che torneranno subito, e lo faranno accompagnati da alcuni ospiti d’eccezione, immancabili in occasioni come questa.

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Giovanni Tommaso si rivolge ai presenti  ringraziando per la fedeltà ai Perigeo, dimostrata dalle vendite dei CD negli anni, nonostante non fossero più in attività dal 1978… quello che infatti è alla base di questo concerto è proprio il desiderio del gruppo di rendere omaggio al pubblico, ve lo dovevamo, dice nel microfono tra gli applausi.

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Il bis è affidato ad una rivisitazione cantata dalla voce di Jasmine Tommaso di “Abbiamo tutti un blues da piangere”, in compagnia di Danilo Rea al piano e Fabio Morgera alla tromba, eccellente versione benché diversa dall’originale, e al conclusivo brano “Rituale” emozionante groove sul quale corrono i soli di tutti, fino ai saluti finali.

Perigeo    Perigeo

Francamente non so se questo sia veramente l’ultimo concerto del Perigeo, mi auguro ovviamente che non lo sia, ma nel frattempo ognuno dei presenti nella piazza se ne sarà tornato a casa soddisfatto e certo di aver assistito ad un evento difficilmente ripetibile, almeno qualitativamente.

Set list 
1. La Valle dei Templi
2. Azimut
3. Sidney’s Call
4. Abbiamo Tutti un Blues da Piangere
5. Quartiere
6. Polaris
7. Cantilena
8. Terra Rossa
9. Genealogia
10. Pensieri
11. Via Beato Angelico
12. Il Festival
13. Abbiamo Tutti un Blues da Piangere (con Danilo Rea, Jasmine Tommaso e Fabio Morgera)
14. Rituale (con Danilo Rea, Jasmine Tommaso e Fabio Morgera)

Articolo di Claudio Rogai, foto di Francesca Cecconi

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