Sabato 25 luglio, i boschi nel cuore del Monferrato si preparano ad essere travolti da un’onda di potenza sinfonica: si terrà l’attesissimo live dei Rhapsody of Fire, headliner della seconda giornata del KaPtura Festival, dedicata al Power e Symphonic Metal. Il KaPtura Festival è un festival musicale che si svolge a Piea (Asti), nato nel 2023 con l’idea di unire musica, natura, arte e valorizzazione del territorio attraverso un’esperienza all’aperto definita dagli organizzatori “The Woodland Experience”. Il festival è giunto alla quarta edizione, rinominata “Metal Midnight Forest”, nato dalla visione della Fondazione Monferrato On Stage insieme a Nadir Music, non è stata soltanto un modo di fare festival: è diventata una vera e propria esperienza. Le colline piemontesi hanno accolto la potenza dell’Heavy Metal come se fosse un richiamo primordiale. Il campeggio gratuito, steso a pochi passi dal palco, si è trasformato in un piccolo villaggio temporaneo, dove tende e chiacchiere si intrecciavano con il profumo dei piatti degli stand gastronomici locali.
Evilizers


Già a partire dalle prime ore del pomeriggio, sfidando il caldo e il sole, i primi spettatori attendono sotto il palco una delle prime band che si esibiranno durante la giornata: i primi a calcare il palco sono gli Evilizers, che alle 16.00 aprono ufficialmente la maratona Heavy Metal che proseguirà fino a notte inoltrata.


Questa è una delle primissime occasioni di vedere la band con il nuovo cantante Andrea Marchisio, voce storica della scena heavy, entrato nel gruppo a inizio luglio. Alla batteria, invece, siede Carlos Cantatore, chiamato a sostituire l’attuale batterista impossibilitato a partecipare. Gli Evilizers propongono un Heavy Metal old school, intriso di New Wave of British Heavy Metal e dell’eredità di Judas Priest e Iron Maiden, ma con la spinta moderna che li contraddistingue. Fin dai primi minuti, Marchisio si impone come frontman carismatico, perfettamente calato nell’immaginario della band. La scaletta serratissima ed adrenalinica si chiude con il brano che porta il nome del gruppo, come a voler affermare la nuova identità del quintetto.
Axeblade





Il testimone passa agli Axeblade, capitanati dalla frontwoman Paola Goitre, che guida lo show con carisma, e trascina il pubblico in un headbanging selvaggio. La scaletta alterna brani veloci e inni da cantare, conquistando sia i fan storici sia chi è arrivato presto per gli headliner. Nonostante il caldo, l’entusiasmo resta altissimo. Gli Axeblade incarnano l’essenza dell’Heavy Metal tradizionale. Il loro set è una dichiarazione d’identità, un tuffo nell’acciaio degli anni ’80 suonato però con la determinazione e la compattezza di una band perfettamente calata nel presente.
Septem


I Septem salgono sul palco nel pieno del caldo pomeridiano e conquistano subito il pubblico con un heavy metal solido e viscerale. In mezz’ora offrono uno show compatto, dominato da una sezione ritmica vulcanica e riff incalzanti. Il momento più atteso è il nuovo singolo “Ghosts of Moon”, che dal vivo brilla grazie al ritorno del chitarrista Giacomo Lomasti e ai suoi assoli. La voce guida la folla attraverso i brani più iconici, interagendo molto col pubblico e mantenendo l’energia sempre alta. Un set breve ma potentissimo, che conferma i Septem come una certezza dell’underground italiano e prepara alla perfezione il terreno per il Power Metal del tardo pomeriggio.



Nei momenti di cambio palco tra una band e l’altra, la location offre molto altro oltre all’area food e beverage; il festival ospita infatti una nutrita selezione di espositori che propongono artigianato, cd e vinili, gadget personalizzati ed ovviamente lo stand ufficiale dove acquistare merch delle varie band e del festival stesso; inoltre, il KaPtura ospita la versione on the road della mostra “Pictures of You”, nata da una collaborazione tra il fotografo Henry Ruggeri e Massimo Cotto, storico giornalista e speaker radiofonico originario di Asti, scomparso prematuramente nel 2024.
Derdian




Il tardo pomeriggio è dominato dai Derdian, con un set solido e tirato. La doppia cassa di Roberto Gaia spinge forte, gli assoli neoclassici sono nitidi e Ivan Giannini, ex voce dei Vision Divine, guida il pubblico con carisma, tra cori e pogo. Il frontman introduce il brano “Black Typhoon”, raccontando di come il brano sia stato ispirato da una tempesta che li ha sorpresi durante l’attesa di un volo ad Osaka. Con brani come “Burn” e “The Hunter”, la band conferma la propria forza nella scena Power italiana, offrendo uno show melodico e senza cali che traghetta il festival verso la serata.
Embrace of Souls






È ora il turno degli Embrace of Souls, che calcano il palco del KaPtura Festival con un set potente, dominato dai brani del nuovo album “The Battle of the Dead”. Una line‑up affiatata, che alterna nuove tracce a classici come “The Number of Destiny”, sostenuti da cori e atmosfere epiche. Un’esibizione compatta e convincente, che li conferma tra le realtà più solide del Power Metal italiano. Ad impreziosire la loro proposta, la presenza della giovanissima soprano Martina Mazzeo, che aggiunge una dimensione lirica al suono della band.
Winterage




Il sole è ormai calato e i Winterage salgono sul palco, gruppo power metal con forti influenze di musica classica, irlandese e medievale. Violino e cornamuse dialogano con chitarre e voce, mentre la scaletta alterna brani veloci e momenti epici da cantare, che assume quasi toni pirateschi quando in scaletta è il momento di “The Mutineers”. Suoni nitidi e arrangiamenti complessi valorizzano l’impatto del sestetto, accolto da cori e grande partecipazione sotto il palco. In cinquanta minuti di energia orchestrale, i Winterage confermano la loro crescita.
Eldritch






Sono ormai arrivate le 21.00 e si appresta a salire sul palco l’ultima band prima degli attesissimi headliner. Gli Eldritch dominano la venue con un set preciso e potente, esaltato dal blu intenso delle luci e dall’atmosfera cupa del bosco. La band offre una performance tecnica impeccabile, tra incastri perfetti di chitarre e tastiere e un frontman carismatico che alterna classici e brani recenti. Con un audio pulito e devastante e un pubblico caloroso, gli Eldritch confermano il loro ruolo di colonna del Metal italiano, preparando alla perfezione il terreno per il gran finale della serata.
Rhapsody of Fire


Dopo una breve pausa concessa al pubblico per recuperare le forze e ai tecnici per il cambio palco, finalmente alle 23.00 risuona nell’arena la voce di Christoper Lee, che scatena il pubblico in trepidante attesa e segna l’inizio del set dei Rhapsody of Fire con “The Dark Secret”.


La band attacca con “Unholy Warcry” e “Rain of Fury”, trovando subito la risposta di un pubblico caldissimo, che sprigiona un’energia che le transenne quasi faticano a contenere. Il set alterna con equilibrio i brani del nuovo “Challenge The Wind” ai classici che hanno definito il genere. Giacomo Voli è in stato di grazia: voce monumentale, presenza scenica magnetica, capace di coinvolgere fino all’ultimo spettatore presente. Le chitarre di Roby De Micheli, il basso di Alessandro Sala e la batteria di Paolo Marchesich costruiscono un muro sonoro impeccabile, tra riff neoclassici e assoli taglienti eseguiti con una maestria disarmante.


La scaletta prosegue con “Wizard’s Dream” e “Challenge in the wind”, sono molti i momenti di interazione col pubblico, che canta a squarciagola insieme alla band. Non mancheranno le incursioni del frontman tra la folla: durante “On the way to Ainor”, si lancerà in un breve ma intenso momento di crowdsurfing, mentre sulle note di “Chains of Destiny” chiede a gran voce un circle pit, nel quale farà un breve giro correndo all’impazzata giù dal palco, per poi tornare rapidamente on stage per i brani che andranno a chiudere la setlist: “Kreel’s Magic Staff” e l’intramontabile “Dawn of Victory”.


Il concerto volge al termine ma l’energia è ancora altissima, e al momento dell’encore, che includerà “Land of Immortals” ed “Emerald Sword”, cantate a gran voce dalla folla, si chiude a notte inoltrata uno show epico, lasciando i fan esausti ma felici. In conclusione lo show dei Rhapsody of Fire è stato spettacolare: non un semplice concerto power metal, ma un vero film fantasy in musica, con una componente teatrale e sinfonica che pochissime band riescono a portare sul palco con la stessa intensità.


Una delle esperienze live più complete della scena power europea: chi pensa che il genere sia “passato”, cambia idea dopo averli visti dal vivo.
Articolo e foto di Silvia Sangregorio
Set list Rhapsody of Fire Asti 25 luglio 2026
- The Dark Secret
- Unholy Warcry
- Rain of Fury
- Warrior Heart
- Erian’s Mystical Rhymes
- I’ll be Your Hero
- Wizard’s Dream
- Challenge The Wind
- On The Way To Ainor
- March Swordmaster
- Chains of Destiny
- Kreel’s Magic Staff
- Dawn of Victory
- A New Saga Begins
- Land of Immortals
- Emerald Sword
