Il Bay Fest, festival di punta di Hub Music Factory, cambia casa, ma non cambia faccia. O almeno non completamente. Il primo giorno del Road To Bay Fest 2026, 10 agosto, porta al Beky Bay di Bellaria Igea Marina M Experience, Western Addiction, H2O e The Get Up Kids, inaugurando tre giornate che metteranno alla prova pubblico e musicisti anche sotto il profilo climatico. Il palco è a pochi metri dal mare, la location è più raccolta rispetto alle precedenti edizioni e, almeno in questa prima giornata, i numeri sono ancora piuttosto contenuti.Non è necessariamente un problema. Chi è arrivato presto sembra essere qui soprattutto per i concerti e la distanza fra palco e pubblico si riduce rapidamente alle transenne. È un lunedì di agosto, il sole picchia e davanti ci sono ancora tre giorni di festival: vediamo come va.
M Experience


Ad aprire il festival sono i M Experience, giovane band proveniente dal Molise. Il compito non è dei più semplici: sono i primi a salire sul palco, con il pubblico ancora in fase di arrivo e il sole che non ha nessuna intenzione di mollare la presa.La band affronta comunque il set con la giusta energia, proponendo un punk rock che si inserisce senza difficoltà nella line-up. Non ci sono particolari colpi di scena, ma nemmeno inciampi: i M Experience fanno il loro lavoro, prendono confidenza con il palco e lasciano il campo alle band successive. Un’apertura senza infamia né lode, ma onesta. E, soprattutto, una buona occasione per una band giovane di confrontarsi con un contesto decisamente più grande rispetto ai propri circuiti abituali.
Western Addiction


Con i Western Addiction cambia decisamente il passo. La band di San Francisco porta al Beky Bay un hardcore punk diretto, sporco il giusto e soprattutto veloce. Niente introduzioni chilometriche, niente grandi costruzioni: si parte e si suona. Il pubblico comincia a muoversi sul serio e arrivano i primi stage diving, mentre sotto il palco si crea quel tipo di confusione ordinata che accompagna quasi inevitabilmente un concerto hardcore.


I Western Addiction non hanno bisogno di inventarsi nulla. Il loro set funziona proprio perché è fisico, compatto e senza fronzoli. La band sembra perfettamente a proprio agio e, con il passare dei minuti, anche il pubblico comincia a dimenticarsi del caldo. Ed è probabilmente questo il primo vero segnale che il festival è entrato nel vivo.
H2O


Poi arrivano gli H2O. Qui, inevitabilmente, il giudizio si fa un po’ meno oggettivo. Gli H2O sono una delle band con cui sono cresciuto, uno di quei gruppi che hanno contribuito in maniera importante a formare il mio modo di intendere Punk e Hardcore. Li ho visti diverse volte e questa volta ho anche avuto la possibilità di fotografarli. La cosa interessante è che, nonostante il pubblico non sia ancora particolarmente numeroso, la risposta è immediata. Chi è sotto il palco conosce i pezzi, li canta e soprattutto non ha nessuna intenzione di assistere al concerto da spettatore.


Stage diving, cori e movimento continuo accompagnano un set che conferma una cosa abbastanza semplice: gli H2O sanno ancora perfettamente come si fa. Il loro Hardcore melodico non ha perso la capacità di essere immediato senza risultare scontato e la band appare compatta, energica e perfettamente consapevole dei propri mezzi.

Quando ascolti una band da così tanto tempo il rischio è quello di vedere soprattutto i ricordi. Questa volta, però, gli H2O sono lì davanti e non lasciano molto spazio alla nostalgia. Suonano bene, coinvolgono il pubblico e confermano di essere ancora una delle band più solide della loro generazione.
The Get Up Kids


A chiudere la prima giornata sono i The Get Up Kids. E qui il festival cambia nuovamente pelle. Se gli H2O hanno portato sul palco la parte più fisica e immediata della giornata, la band di Kansas City si muove in un territorio più sfumato, quello che negli anni ha messo insieme Punk, Emo, Indie e Alternative Rock.


Una carriera lunga ormai più di venticinque anni e una discografia che ha lasciato un segno importante in più di una generazione. Il ritmo cambia, ma la partecipazione non scompare. Semplicemente assume un’altra forma: meno stage diving, più attenzione ai brani e tanti volti che sembrano conoscere perfettamente quello che stanno ascoltando. È un modo interessante di chiudere la prima giornata, dopo una scaletta che ha attraversato più anime della stessa scena.


Il nuovo Road to Bay Fest parte quindi con un pubblico ancora relativamente contenuto, ma decisamente intenzionato a esserci. Il resto del festival, a questo punto, è tutto da vedere.
Articolo e foto di Umberto Donati
Set list The Get Up Kids BayFest 10 agosto 2026
- Satellite
- I’m A Loner Dottie, A Rebel
- Stay Gold, Ponyboy
- Forgive And Forget
- Valentine
- Red Letter Day
- The Problem Is Me
- Martyr Me
- Better Half
- New Colonial
- No Love
- Stay Gone
- The Advocate
- Action & Action
- Supersonic – Cover Oasis
- Don’t Hate Me
- I’ll Catch You
[foto post-prodotte con Adobe LR/PS che integrano modelli AI]
