Appuntamento estivo immancabile per i metallari è il Rock Inn Somma. Nato nel 2006 e giunto ormai alla XIX edizione, il Rock Inn è un must che raduna musicisti e appassionati da tutta Italia, vero e proprio baluardo del sottobosco underground, dove le formazioni emergenti si trovano a dividere il palco con mostri sacri della scena metal nazionale. Service impeccabile, organizzazione al top comprensiva di bar e cucina e, cosa da non sottovalutare, quattro giorni a ingresso gratuito: queste sono le caratteristiche che fanno sentire accolto in un caldo abbraccio all’odor di zolfo i tanti appassionati accorsi al Rock Inn. Da due anni il festival si svolge a Casorate Sempione e non più nella natia Somma Lombardo, ma garantisce sempre e comunque un fine settimana di musica e divertimento, cosa che traspare dall’entusiasmo degli organizzatori che passano intere giornate a gestire questa macchina complicata e bellissima.
Prima band ad aprire le danze di sabato 23 agosto gli AYRA, progetto metal sinfonico con spiccate influenze elettroniche, sviluppato dal tastierista e cantante Francesco Di Biase, Ayra appunto, insieme a Fabrizio Uccellini alla batteria e Stefano Scola al basso. Tanta tecnica e ricerca di suono, un mix tra classico e moderno che apre la serata con la giusta dose di energia ed un tocco di sperimentazione sonora.



Si prosegue con un’atmosfera di stampo più heavy, con il power dei bresciani Ice On Fire. Formazione solida, composta da Sandro Vitti (vocals), Fabrizio Treccani (guitars & backing vocals), Nadir Mutti (bass) e G.Franco Francovarius Tosi (drums) e dal sapore NWOBHM che porta sul palco riff potenti e una voce versatile e carismatica.


Presentano l’ultimo lavoro in studio “Nine Shades of Evil”, con una scaletta completamente dedicata al terzo album della loro carriera, iniziata nel 2012. La performance brilla per precisione tecnica: ogni membro è ben rodato, con assoli e sezioni ritmiche eseguite con grande padronanza. Sul palco portano un’energia sincera: nonostante la teatralità del genere, gli Ice on Fire trasmettono autenticità e passione.


Terzi ad avvicendarsi su palco i piemontesi Evilizers, freschi di promozione dell’ultimo lavoro “Lord Of The Lost Souls”. Un omaggio in tutto e per tutto al Metal più classico, con venature thrash e selvagge accanto a brani di stampo heavy allo stato puro. Chitarre di Fabio Novarese e Emanuele DeBernardi armonizzate, martellante sezione ritmica con Alessio Scoccati al basso e Giulio Murgia alla batteria, e infine una voce che spazia dal pulito più power a delle raw vocals più indomabili di Fabio Attacco.


Un live degli Evilizers è un concentrato di puro Heavy Metal tradizionale, con radici ben piantate nel sound classico degli anni ’80 ma con un’energia moderna. La band porta sul palco un mix di potenza, precisione e carisma, trasformando ogni concerto in un tributo vivo e pulsante alla vecchia scuola metal.


Il live si apre con “Facing My Fear”, brano tratto dall’album Lord of the Lost Souls A. È un inizio esplosivo: riff serrati, batteria martellante e una voce che graffia. La scaletta prosegue senza tregua con “Final Goal”, e “No Return”. Con “Goddess Of Pain” entra in scena Valeria Aina, seconda voce per questo brano. Qui la band mostra il lato più melodico e teatrale, con una performance intensa e coinvolgente. Chiude la loro performance il brano “Evilizers”. Il titolo stesso è un’autoproclamazione: i membri si presentano come portatori del verbo metallico, fieri della loro missione sonora.


Dal mondo dei vivi a quello dei morti insieme ai veneti Superhorror, pronti ad accendere il pubblico ormai avvolto dalle tenebre, che nel frattempo sono scese sulla location. Il loro Horror Punk fa saltare tutti con un mix tra humor e grottesco, marchio di fabbrica di un gruppo che ormai da vent’anni calca palchi prestigiosi in Italia e in Europa.


Apre le danze “Holy water”, uno dei brani più recenti, un vero e proprio omaggio al cinema horror vintage. Si prosegue al grido di “Satan Loves You”, un cult del loro repertorio; il titolo stesso è una provocazione: non un invito al male, ma una critica ironica ai moralismi e ai tabù.


Un concerto dei Superhorror è un’esplosione di energia, ironia macabra e puro spettacolo rock’n’roll. Immagina di entrare in un cabaret infernale dove zombie glam, riff taglienti e umorismo nero si fondono in un’esperienza che è tanto musicale quanto teatrale. Un loro concerto è come un party post-apocalittico in un luna park infestato: divertente, travolgente e assolutamente unico. L’interazione col pubblico, che diventa parte dello spettacolo, è costante: battute, gag, inviti a cantare e ballare. A chiudere il loro set, “Voodoo Holiday”, perché anche le rockstar non-morte hanno bisogno di vacanza!


È ormai buio e l’inferno si è aperto sul festival, insieme ai toscani Deathless Legacy, vecchia conoscenza di Rock Inn Somma e della scena gothic metal internazionale. Sangue, rituali occulti e creature demoniache, sono il marchio di fabbrica di questo progetto, che porta con sé anche una ricerca dettagliata su temi legati all’esoterismo più oscuro.


Band con un grande impatto visivo e scenico; la frontwoman, Steva, domina la scena con una presenza intensa, gesti teatrali e vocalità potente. “Rituals of Black Magic” cattura l’essenza del loro show, dove il confine tra spettacolo e rito si dissolve. Con “Miserere” portano in scena il conflitto tra sacro e profano, tra redenzione e dannazione. Sulle note di “Sanctified” la band trasforma il palco in un altare, con movimenti sincronizzati e un crescendo drammatico che amplifica il senso di sacralità profana. “Ora Pro Nobis” è un esempio perfetto di come la band riesca a trasmettere una spiritualità oscura e solenne, con cori evocativi e ritmi martellanti.


Un loro concerto è come entrare in una dimensione parallela dove il metal diventa misticismo, e il pubblico non assiste: partecipa. Tra le note di “Dominus Inferi”, un inno alla trasgressione e alla liberazione dalle convenzioni religiose, giunge al termine la terza giornata di festival.


Si spengono le luci sul palco e l’aura infernale portata dai Deathless Legacy si dissolve, lasciando che il pubblico possa ancora godersi la permanenza nell’area del festival, chi per un’ultima sosta all’ottima area food e beverage prima di rientrare, chi per trovarsi agli stand del merchandise per scambiare due chiacchere post concerto con le band, il tutto in un clima conviviale e rilassato, degno di un festival dove si incontrano tante generazioni, dai metalhead di vecchia data fino a giovani rocker in tenera età. Tanto pubblico, tanta passione e tantissimo rispetto per chi, negli anni, ha creato e coltivato una realtà fondamentale per l’underground e un appuntamento imperdibile per centinaia di persone.

Articolo e foto di Silvia Sangregorio
Set list AYRA Rock Inn Somma 2025
- Intro Infernal Paradise
- Infernal Paradise
- Make Me Real
- My Room
- Built To Survive
- You’re hurting me again
- No Hopes Finale
- Outro
Set list Ice On Fire Rock Inn Somma 2025
- Perfect world
- Dry your tears
- A dream for my mind
- Nightmare
- The rings of Saturn
- Useless Sacrifice
Set list Evilizers Rock Inn Somma 2025
- Facing my fear
- Final Goal
- No Return
- Terror Dream
- Goddess of Pain
- Lord of the Lost Souls
- Survival
- Evilizers
Set list Superhorror Rock Inn Somma 2025
- Holy Water
- Six Feet Above Ground
- Post-Mortem Pictures
- Satan Loves You
- Death Becomes Us
- Average Horror Band
- Dead Girls Are Good
- Down at the Graveyard
- Devilish Theme
- Pensiero Violento
- Church of I.D.G.A.F.
- Ready, Steady… Die!
- Graveyard Dolce Vita
- Voodoo Holiday
Set list Deathless Legacy Rock Inn Somma 2025
- Damnatio Aeterna
- Rituals of Black Magic
- Miserere
- Absolution
- Moonless Night
- Sanctified
- Your Blood is Mine
- Get on your Knees
- Spiritus Sanctus Diabolicus
- Gehenna
- Ora Pro Nobis
- Dominus Inferi
