A Largo Venue si respira un’atmosfera distesa, quasi familiare, in attesa del concerto dei Sanlevigo il 16 maggio. Per la band romana, però, questa non è una data qualunque: dopo il sold-out dello scorso novembre al Wishlist, il ritorno nella loro città per l’ultima tappa del tour nei club assume il valore di una consacrazione. Un traguardo costruito passo dopo passo, partendo dal debutto nel 2019, passando per l’album di esordio nel 2021, fino ad arrivare all’ultimo lavoro in studio, “Spettri”, pubblicato nel 2025.


A dispetto di questa fiorente crescita artistica e alla progressiva conquista di una certa notorietà, quando Matteo Lambertucci, Emanuele Campanella, Lorenzo Imperi e Mattia Leoni entrano in scena, a prevalere è l’esatto contrario del divismo da rockstar: sul palco ci sono quattro ragazzi normali. Stiamo assistendo a qualcosa in divenire: rispetto a qualche anno fa, la band sta iniziando a costruire, a trovare i mezzi per esprimere nel modo più giusto e personale la propria musica. Luci, colori e video sono semplici ma curati e nulla è lasciato al caso.

La forza del live risiede nella capacità del gruppo di muoversi dentro un’atmosfera ben definita, dove le loro reference artistiche dialogano tra loro senza che una prevalga sull’altra. A legare questi mondi interviene una coltre onirica che permea sia i testi sia il suono; quest’ultimo, pur rimanendo ancorato a una matrice indie-rock, acquista una sfumatura sognante, specialmente nei brani tratti dall’ultimo disco, grazie ai synth morbidi e ovattati. In più, la compattezza della sezione ritmica e l’eleganza delle chitarre rendono tutto estremamente piacevole e credibile.

L’intero sound del gruppo gioca proprio sulle contaminazioni: c’è un’influenza psichedelica che ricalca i The Lazy Eyes, e allo stesso tempo anche il Post-Punk e New-Wave dei Molchat Doma e l’Elettro-Rock dei Subsonica. Il mash-up tra “Monotonia” e “Doppelgänger” esplode in un’incursione elettronica post-rock di chiara ispirazione Radiohead, durante la quale le luci rosse e le visual tratte da Twin Peaks ci catapultano direttamente nell’universo noir della Loggia Nera. Il palco, pur nella sua semplicità, si trasforma così in uno spazio suggestivo capace di unire cinema, musica e performance in una configurazione che ormai appartiene solo ai Sanlevigo.


È un concerto fatto di spazi liminali, di ombre, di spettri. In questa ambientazione spicca la voce di Lambertucci, precisa e chiara: il medium perfetto per farci arrivare le sue parole. Su quel palco si parla di alienazione, di paranoia, della deriva individualista della nostra società e della perdita dell’identità personale. “Il progresso che attendevamo oggi è il nostro inferno privato”, cantano in “Idoli”.

Tutto questo è la conferma che i Sanlevigo non solo hanno qualcosa da dire, ma sanno anche comunicarlo molto bene. Alla fine, la loro Roma li acclama a gran voce: questo live è la chiusura di un cerchio che, ne sono certa, apre già le porte a un nuovo, luminosissimo viaggio.
Articolo di Marta Mazzeo, foto di Beatrice Fraioli

Set list Sanlevigo Roma 16 maggio 2026:
- Spartisci la folla
- Idoli
- Piccoli cannibali
- Nuova cenere
- Monotonia/Doppelgänger
- Viaggi onirici al piombo
- L.T.L.N.B.
- Limbo
- L’evasione, il ritorno
- Annegare nel tempo
- Qualcuno di importante
- Cristalli
- Un pugnale nel cuore
- Nei panni sporchi di Venere
