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Scorpions live Locarno

Avere tre generazioni di fan al proprio concerto significa che la tua musica resisterà alla prova del tempo

Svizzera: per me, ultimamente, è sinonimo di lunghi  viaggi e ottima musica, anche se per andare ad assistere a un concerto di un gruppo che ha contribuito a scrivere la storia non è poi così lunga la via.
Come ogni estate, Moon&Stars organizza a Locarno, nella Svizzera italiana, una serie di concerti per tutti i gusti e per tutte le età; quest’anno le mie antenne musicali mi hanno segnalato qualcosa di unico e irripetibile il 12 giugno, non sia mai, quindi, che io non mi metta ancora in viaggio oltre frontiera. Il Festival Moon&Stars vive nel cuore di Locarno, esattamente nel centro, col palco principale, incorniciato di legno tanto da sembrare un quadro, incastonato tra i palazzi storici di Piazza Grande. Il tutto ha un’aria intima, anche se festaiola; raccolta e per alcuni versi quasi elegante. Il palco principale è alto molto alto, ma le mie recenti esperienze mi hanno insegnato ad averci a che fare senza molte ansie. Per spezzare una lancia in suo favore, posso dire che l’impianto luci è veramente da fantascienza e promette foto luminose.

Megawatt
Megawatt

Gli unici opener della serata giocano in casa: parliamo dei Megawatt, un gruppo di cinque amici dalla Svizzera orientale con il Rock nel DNA, tre album di successo all’attivo e oltre 40.000 ascoltatori mensili su Spotify. Quindi, una delle rock band più affermate della Svizzera. Con il loro inconfondibile dialetto, i Megawatt riescono a trasportare il pubblico, rumoroso e numeroso, in un’epoca in cui la musica si ascoltava sui vinili e ruggiva dagli impianti stereo. Non si tratta, però, solo di ricordi nostalgici: anche loro scrivono davvero la storia.

Megawatt
Megawatt

Nel 2024 hanno fatto tremare lo Stade Jean – Bouin durante le Olimpiadi di Parigi e hanno fatto il bis di premi agli Swiss Music Awards: a oggi, i loro spettacoli registrano il sold out con almeno sei mesi d’anticipo, la prova che il vero Rock non passa mai di moda. Che voi siate fan di lunga data, e sono molti quelli presenti in piazza stasera, o ascoltatori che come me conoscono i Megawatt stasera per la prima volta, un concerto del genere è sempre un’esperienza positiva, perché questa band riesce a fondere la potenza del Rock puro con testi introspettivi e melodie accattivanti.

Megawatt

Il cantante è un vero catalizzatore, capace di modulare la propria voce dal ruggito graffiante e rauco a tonalità più melodiche, coinvolgendo tutta la piazza con carisma e passione, facendo saltare e cantare grandi e piccoli fan. Nonostante le influenze evidenti, che possono variare da Bon Jovi agli Ac / Dc, dei quali propongono alcune cover ben fatte, riescono a mantenere sempre una propria identità.

Megawatt

I loro brani in versione live spesso suonano ancora più dinamici rispetto alle versioni in studio, con arrangiamenti che esaltano l’impatto emotivo dei testi. Un equilibrio ben riuscito tra aggressività e dolcezza che non annoia mai, e alla fine io stessa mi ritrovo a saltellare e canticchiare gli orecchiabili ritornelli, seppur in un dialetto che non capisco, tanto per cambiare. Che si tratti di un piccolo club o di un palco importante come quello di Locarno, i Megawatt mantengono sempre un dialogo con le persone attorno a loro, un’atmosfera inclusiva che crea letteralmente un senso di comunità. Una piacevole scoperta, per quel che mi riguarda, che prepara anima e cuore a tutto ciò che sta per seguire e credetemi, qui si parla di storia sul serio.

Scorpions

Gli Scorpions, band iconica dell’Hard Rock, nascono nel 1965 (avete letto bene) a Hannover, Germania, dal chitarrista ritmico e maggiore compositore della band, Rudolf Schenker. Largamente influenzata dall’atmosfera degli anni ‘60, la band ha venduto più di cento milioni di dischi nel mondo. La piazza è ora immersa in un brusio di persone, che magicamente sono più che raddoppiate in pochi minuti, e noi fotografi veniamo condotti ora lontano dal pit, infilati tra due file di transenne che separano area Gold e area Vip, causando del malcontento animato tra i fan delle prime file e accese discussioni: ah, quanto è lontana la Svizzera tedesca, dove il pubblico è abbastanza elastico da comprendere che il nostro tempo è limitato e che tutto sommato siamo lì per lavorare.

Scorpions

Sul palco trionfa la batteria di Mikkey Dee, illuminata come una reliquia su un altare. Puntuali sulla tabella di marcia, le musiche di sottofondo calano scatenando un’apoteosi di grida e cellulari sollevati: parte sullo sfondo un video commemorativo di tutti i successi nel passare degli anni, con spezzoni di video, di questo gruppo tra i più importanti della scena rock mondiale.

Scorpions

Siamo quasi a quota trenta tour mondiali in 83 Paesi, oltre venti album in studio, le vendite non si contano neanche più: sulle note di “Coming Home” , brano che dà il nome all’intero tour, fanno il loro ingresso senza perdere tempo in saluti e presentazioni, mentre emozioni, urla e mani tese al palco non si possono più trattenere.

Ecco Klaus Meine, classe 1948: da sempre punto distintivo della band, tutt’ora in ottima forma, sorridente, e capace di incredibile resilienza e interpretazione dei brani, appare però fisicamente provato dal lungo tour. Dalla sua ha l’infinita competenza di frontman per gestire la situazione e le difficili linee vocali dei brani, lasciando che sia il pubblico a interpretare molti ritornelli, bypassando gli acuti più impegnativi, sempre con esperienza, dignità e un sorriso. Una set list così lunga e tecnicamente difficile possono affrontarla in ben pochi, a quell’età: è naturale che si possano incontrare lievi modifiche nel modo di eseguire alcune tracce.

Anche se per tutti i membri i tempi delle corse e dei salti sullo stage sono terminati da un po’ di tempo, stiamo per assistere a un concerto fenomenale, una potenza pura e cristallina che dubito le nuove generazioni potranno mai replicare: alla faccia delle fighette, come esclama qualcuno alle me spalle.

Come da tradizione, la presenza scenica degli Scorpions è stata imponente e massiccia, con le chitarre di Schenker e Jabs costantemente al centro della scena. La loro abilità musicale, affinata e potenziata in decenni di tour, è stata messa in piena luce nell’esecuzione di ogni brano, con precisione e talento, e chi se ne frega delle mani che a volte tremolano un pochino, vuoi le primavere, vuoi la stanchezza.

L’alchimia tra ognuno di loro è palese, sono ormai fratelli nel Rock, e uno dei momenti clou della serata è sicuramente stata l’esecuzione di “Still Loving You”, tratta dal nono album “Love At First Sting”  del 1984, che ha ricevuto tre dischi di platino dalla RIAA: la voce cristallina ed emotiva di Meine, unita all’armonioso accompagnamento della band, ha generato un momento quasi di vulnerabilità, tanto le emozioni erano allo scoperto, gli occhi lucidi, le lacrime sulle guance dei fan.

Una testimonianza viva di come gli Scorpions siano tutt’ora abili nel bilanciare un Rock incisivo e graffiante con ballate iconiche e toccanti. Alla batteria non conosce il passare del tempo Mikkey Dee, ex Motorhead, che ha dato una sferzata di energia costante alla sezione ritmica. Una presenza sempre dinamica che è un valore aggiunto alle performance live dei nostri scorpioni teutonici, contribuendo a mantenere il sound vivo e aggressivo il giusto. Pawel Maciwoda, che sfoggia lunghe chiome e un bellissimo basso decorato, guarda un po’, da uno scorpione, si conferma agguerrito e a sangue caldo come in gioventù, facendo ruggire il suo strumento senza mostrare indulgenza.

La produzione dello spettacolo è stata altrettanto impressionante: gli impianti audio e luci all’avanguardia del Moon&Stars hanno completato l’esibizione della band, creando un’esperienza immersiva. Le immagini che scorrevano sullo schermo erano un mix di riprese dal vivo e grafiche che omaggiavano la storia leggendaria degli Scorpions, andando così ad aggiungere un ulteriore livello di profondità allo show.

Con il progredire della serata, la band non accenna a rallentare: brani più recenti sono stati accolti con lo stesso entusiasmo dei loro classici immortali; come non citare “Wind Of Change”, proveniente dall’album “Crazy World”, pubblicato il 21 gennaio 1990, una canzone che è stata un inno per intere generazioni, dove il pubblico, unito nel canto, si è lasciato trasportare dalla mitica melodia fischiettante, creando un senso di appartenenza e storia condivisa.  Solo gli Scorpions possono affermare che una delle loro canzoni, nella fattispecie questa incantevole ballata, sia servita anche come colonna sonora di una rivoluzione politica e culturale. I sentimenti di pace e speranza di questo brano, ampiamente espressi da Meine,  The world is closing in / did you ever think / that we could be so close / like brothers? , hanno reso il tutto indissolubilmente legato alla fine della Guerra Fredda e alla riunificazione della Germania dell’Est e dell’Ovest.

Sebbene sia arrivata solo al quarto posto nella Billboard 200, “Wind Of Change” è diventata un successo mondiale, scalando le classifiche in numerosi paesi europei e regalando agli Scorpions, allora con venticinque anni di carriera alle spalle e più associati a brani chiassosi come “Rock You Like A Hurricane” che a dolci ballate fischiettanti, uno dei loro più grandi successi fino a oggi. In “Make It Real” ritroviamo i i collaudati e ricollaudati punti fermi di ogni spettacolo degli Scorpions, con le rapide e caratteristiche fioriture di chitarra di Jabs, “The Zoo” invece ci porta in una New York notturna e pulsante di vita, mentre la strumentale “Coast To Coast” sfoggia un gancio melodico più grande della maggior parte delle altre canzoni vocali della band.

Anche questo concerto di Locarno, dunque, è una testimonianza della incredibile dedizione al Rock degli Scorpions: nonostante il tempo che passa e la fragilità dell’età, evidente specialmente in Meine, la band riesce a mani basse a offrire spettacoli di qualità superiore, ricchi di energia ed emozione. Per i fan di lunga data e per chiunque ami il Rock classico, un concerto degli Scorpions rimane un must da aggiungere alla lista dei desideri, un’occasione unica per ammirare delle vere leggende in azione.

A questo punto della loro carriera, parole come “ritiro” o “addio” sono davvero prive di significato. Il fatto che Meine, all’alba di 77 anni, continui a offrire una performance vocale notevole per la sua età è incredibile. Ma ciò che è ancora più sorprendente è il coro di una piazza piena fino a scoppiare, molte persone che nemmeno esistevano quando uscì “Love At First Sting”: avere tre generazioni di fan al proprio concerto significa che la tua musica resisterà alla prova del tempo, esattamente come questi artisti. Gli Scorpions, maestri nel loro mestiere, hanno ancora gli amplificatori e le chitarre più potenti, e i ritornelli migliori da cantare; semplicemente, band più giovani e paragonabili che possano un giorno sostituirli non sono ancora nate. Bad Boys running wild forever.

Articolo e foto di Simona Isonni

Set list Scorpions Locarno 12 luglio 2025

  1. Coming Home
  2. Gas In The Tank
  3. Make It Real
  4. The Zoo
  5. Coast To Coast
  6. Top Of The Bill / Steamrock Fever / Speedy’s Coming / Catch Your Train
  7. Bad Boys Running Wild
  8. Delicate Dance
  9. Send Me An Angel
  10. Wind Of Change
  11. Loving You Sunday Morning
  12. I’m Leaving You
  13. New Vision
  14. Tease Me Please Me
  15. Big City Nights
  16. Still Loving You
  17. Blackout
  18. Rock You Like A Hurricane
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