Avete mai assistito a un concerto che inizia dalla fine? Sembra una follia, eppure è così che i SI! BOOM! VOILÀ! hanno esordito sul palco di Largo Venue a Roma il 18 febbraio: esibendosi con il loro “ultimo pezzo” e ringraziando fonici, etichetta, musicisti, e il pubblico per la splendida serata. In questo clima surreale, il live inizia nel modo più nonsense possibile e proseguirà ben oltre i limiti dell’assurdo.


SI! BOOM! VOILÀ! è un progetto nuovissimo – il loro primo album è uscito solo un mese fa (la nostra recensione) – eppure ha fatto ben parlare di sé. Roberta Sammarelli (Verdena) ha chiamato a raccolta un supergruppo perfetto, composto dall’eccentrico N.A.I.P. (Michelangelo Mercuri) alla voce, da Giulia Formica (Baustelle, Selton) alla batteria e i chitarristi Davide Lasala (fondatore dell’Edac Studio) e Giulio “Ragno” Favero (Teatro degli Orrori). Insieme trasformano il palco in un set minimale ma d’impatto, incorniciato da un grande striscione con il nome della band; qui, vestiti di bianco e scarabocchiati di nero, i musicisti si muovono come marionette in un teatro dell’assurdo.


I cinque danno vita a un concerto che passa dal Noise al Post-Hardcore, guidato dal canto schizofrenico di N.A.I.P. che alterna parlato a un ottimo scream, il tutto sorretto dai pazzeschi blastbeats di Formica e da breakdown devastanti.


Durante la serata noto che la maggior parte del pubblico non conosce le canzoni; ci sono molti più curiosi che fan. Dalle voci che sento attorno a me sembrano però tutti piuttosto soddisfatti – come non esserlo davanti a un concerto del genere? – e si godono i pezzi di cui sanno ben poco. Non è un live a cui arrivare preparati, anzi: è uno di quei concerti in cui meno ne sai, più ti diverti.


Oltre all’headbanging costante e a qualche momento di pogo – N.A.I.P. incita il pubblico, al suo segnale, a “scatenare il paradiso” in un “wall of love” – il concerto è intervallato da momenti di una comicità surrealista, in cui il cantante presenta i musicisti con nomi inventati, farfuglia frasi sconclusionate, e mette persino in atto un’estrazione a premi che vede una ragazza del pubblico portarsi a casa un cappellino glitterato. Tutto assolutamente a caso, o forse perfettamente sensato se letto come una parodia dei cliché dei grandi concerti: I SI! BOOM! VOILÀ! scelgono di rendersi ridicoli, ma lo fanno con classe.


Se poi ci soffermiamo sulla qualità i testi, tutto è ancora più inquadrato. Molti pezzi vanno proprio a demolire l’idea di musica mainstream, che va perfettamente in contrasto con ciò che loro rappresentano: la musica indipendente fatta bene, che se ne frega del conformismo. Brani come “Santi numeri” parlano proprio di quanto siamo ossessionati dagli stream, i sold-out e le classifiche, mentre “Gogna ragazzo gogna” descrive l’essere sottoposti al giudizio costante del pubblico.


Non mancano pezzi politicizzati, come “Voilà”, in cui si paragona il ritorno dei fascisti al trucco di magia in cui “pensi che la monetina sia sparita ma in realtà non è mai andata via”. Interessante anche un brano non presente nell’album, “Quelli buoni”, il pezzo più assimilabile al N.A.I.P. solista.


Dopo quasi un’ora e mezza, N.A.I.P. annuncia: “questo è il nostro primo pezzo”. Sammarelli confessa con ironia un po’ di agitazione per l’inizio del concerto, per poi intonare “Da zero”, cantando per la prima volta da solista. Alla fine, questo concerto al contrario si chiude nel modo più geniale possibile: il gruppo lascia il palco alla band di apertura, che non si paleserà mai. Si accendono le luci e inizia il soundcheck.
Articolo diMarta Mazzeo, foto (Livorno The Cage Club 16 gennaio ) diUmberto Donati
Set list SI! BOOM! VOILÀ! 18 febbraio 2026 Roma
- Vivere così così (non si può)
- Santi numeri
- Gogna ragazzo gogna
- Mentre succhiamo
- Un pezzo degli Swans
- Lavori in corso
- Quelli buoni
- Pinocchio
- Dio, come ti odio
- Voilà!
- Saldi di fine tutto
- Da zero
