Ci sono concerti che funzionano e ci sono concerti che raccontano qualcosa. Quello dei The Peawees a Il Dialma! di La Spezia, il 21 marzo, è entrambe le cose: un sold out che celebra trent’anni di carriera e un ritorno a casa che fin dalle prime battute si trasforma in una condivisione totale tra palco e pubblico. La sala è piena in ogni ordine di spazio, ma più che il dato numerico colpisce il tipo di presenza: non solo affezionati di lunga data, ma un pubblico trasversale, partecipe, che vive il concerto come un momento collettivo più che come semplice intrattenimento.
Diverse incarnazioni


L’impostazione del live chiarisce subito le intenzioni della band. Ad aprire è la formazione del 1997, primo tassello di un racconto costruito attraverso cambi di line-up e ritorni sul palco di diversi membri storici. Una scelta che dà struttura al concerto e lo trasforma in qualcosa di più di una semplice retrospettiva. Il passaggio tra le diverse incarnazioni della band avviene con naturalezza, senza mai spezzare il ritmo. Al contrario, contribuisce a tenere alta l’attenzione, aggiungendo ogni volta un livello diverso alla narrazione del live.


Musicalmente i The Peawees sono una garanzia. Il suono è compatto, diretto, privo di sbavature, sostenuto da una band che si muove con sicurezza e controllo. Non c’è bisogno di forzare nulla: l’intensità arriva in modo naturale, costruita sull’esperienza e su una coesione ormai evidente.

Uno dei momenti più interessanti di serata arriva con la formazione legata a “Dead End City” (2001). Questo ingresso viene accolto con un’ovazione immediata, e “Dead End City” e “’Cause You Don’t Know Me” trasformano il Dialma! in un coro compatto, cantato all’unisono da tutta la sala.


Da qui in avanti, il concerto continua a muoversi tra passato e presente, con una scaletta che pesca in maniera ampia dalla discografia della band, fino ad arrivare ai brani più recenti di “One Ride”. Il risultato è un flusso coerente, in cui le diverse fasi della carriera convivono senza attriti.
Sotto palco
Sotto il palco, la risposta è costante. Il pubblico non si ferma mai davvero: si canta, ci si muove, si resta dentro il concerto dall’inizio alla fine. È una partecipazione che non ha bisogno di essere sollecitata, ma che nasce spontaneamente, alimentata dal legame costruito negli anni.


Tra la folla si riconoscono molte facce storiche della scena, spesso accompagnate dai propri figli e, a loro volta, dagli amici dei figli. Un dettaglio che racconta bene il senso della serata: non solo una celebrazione del passato, ma la conferma di una continuità reale, di un passaggio di testimone che mantiene viva nel tempo una certa idea di musica.


Non è un elemento secondario, anzi. È probabilmente uno dei segnali più forti lasciati da questo concerto: la capacità di una band di attraversare le generazioni senza diventare nostalgia, restando invece un punto di riferimento ancora attivo, ancora presente.
Ritorno consapevole
Il fatto che tutto questo avvenga a La Spezia aggiunge naturalmente un ulteriore livello di lettura. Non è solo una tappa del tour, ma è un ritorno consapevole, quasi necessario, a quel luogo da cui tutto era partito. Come forma di chiusura del cerchio, ma anche come forma di affermazione del fatto che quel cerchio sia sempre rimasto ininterrotto.


Il live si chiude con una sensazione precisa, difficile da definire con una formula: i The Peawees non sono solo una band longeva, ma una realtà che ha saputo costruire qualcosa che resiste nel tempo senza irrigidirsi e mantenendo intatta la propria identità.


E se poi dopo trent’anni c’è ancora qualcuno sotto quel palco che canta, si muove e porta con sé qualcun altro, allora forse il punto non è quanto una band sia durata, ma quanto sia riuscita a restare viva.
Articolo e foto di Umberto Donati
Set list The Peawees La Spezia 21 marzo 2026
- This Is Rock N Roll
- We Can Shout
- My First Problem
- Drive
- Christine
- Memories Are Gone
- Everybody’s Gotta Live
- Wild About You
- The Wolf
- Plastic Bullets
- Banana Tree
- Bleeding For You
- Justify
- Gonna Tell
- Leave It Behind
- Good Boy Mama
- Diggin The Sound
- Don’t Knock At My Door
- Ready To Go
- Dead End City
- I’m Not Right
- Cause You Don’t Know About Me
- You’ll Never Be Mine Again
- Road To Rock N Roll
- Walking Through My Hell
- By My Side
- Da Do Ron Ron
- Food For My Soul
