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Tommy Emmanuel live Firenze 2026

Chitarrista dotato di un profondissimo rapporto con lo strumento da cui riesce a ricavare praticamente qualsiasi suono possibile

Il 28 gennaio è andata in scena a Firenze la prima tra le date italiane del “Living in the Light Tour” di Tommy Emmanuel. Nato nel 1955 in Australia, con una lunghissima carriera alle spalle, Tommy è considerato la leggenda vivente della chitarra acustica mondiale, forse attualmente l’unica vera celebrità di questo strumento, nonché l’erede naturale del grande Chet Atkins (Mister Guitar), che non a caso nel 1999 lo aveva insignito del titolo di Certified Guitar Player (CGP), acronimo che ancora oggi Tommy usa accanto al suo nome e cognome.

Dotato di un profondissimo rapporto con lo strumento da cui riesce a ricavare praticamente qualsiasi suono possibile, tanto che sotto le sue mani la chitarra diventa quasi un’orchestra, sul piano della tecnica strumentale Tommy Emmanuel utilizza con naturalezza sorprendente praticamente tutto il ventaglio delle tecniche: dal classico fingerstyle, con o senza thumbpick (plettro per il pollice), all’uso del normale plettro anche in combinazione con le dita della mano destra, dal tapping con le dita della mano sinistra sulla tastiera, alle cascate di suoni armonici artificiali (stupenda la sua versione di Michelle dei Beatles), fino a un gran numero di percussioni, ottenute anche con una spazzola da batterista.

A scaldare il pubblico con una bella performance in apertura di concerto ci ha pensato l’ottimo chitarrista italiano Alberto Lombardi, che ha offerto una serie di arrangiamenti personali di brani famosi (Beatles, Supertramp, Jeff Beck), ma anche la sua canzone originale “Start Again”,combinando sul palco, da esperto performer,l’uso della chitarra acustica, dell’elettrica, della loop station e della voce.

L’arrivo di Tommy Emmanuel è stato salutato con grande calore dal pubblico che riempiva completamente la platea del teatro ed è stato incredibile vedere e ascoltare fin dalle prime note questo inossidabile artista di settant’anni, capace di incollare il pubblico alle sedie con un’inesauribile quantità di energia e comunicativa, prima ancora che con una musicalità unica.

Il viaggio chitarristico, intervallato anche da qualche brano cantato, non ha saltato nessuna tappa, passando attraverso molti generi musicali, con il comune denominatore di una chitarra che in ogni brano racconta una storia, passando con estrema naturalezza da momenti di puro lirismo a esplosioni pirotecniche di ritmo ed energia. È quasi superfluo citare uno per uno i generi musicali suonati da Tommy nel corso della lunga serata, perché che si tratti di Country, di Ragtime, di Jazz o altri generi, quello che riunisce e rende coerente tutto l’insieme della performance è l’artista in sé, con il suo stile esecutivo, con la sua sonorità e il suo tocco o meglio con i suoi mille diversi tocchi e sonorità, con un pazzesco senso del tempo e velocità di esecuzione, ma anche con la sapiente scelta di combinazioni armoniche e timbriche.


Anche i nuovi brani (per esempio “Little Georgia” o “Gdansk”) appartenenti al nuovo album “Living in the Light” del 2025, che dà il nome a questo tour mondiale, sono stati molto apprezzati dal pubblico e talvolta presentati in medley con vecchi successi. Da menzionare anche le luci che hanno sottolineato e illustrato con un tempismo perfetto ogni accento, ogni cadenza e qualsiasi cambiamento di “colore” durante ogni brano.

A salutare il pubblico nel finale è tornato sul palco a suonare con Tommy anche Alberto Lombardi, aumentando ancora la quantità e la varietà dei suoni, per una serata di totale godimento chitarristico.

Articolo di Marco Mocali, foto di Simone Tofani

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