C’è stato un tempo in cui i nostri mp3 parlavano solo inglese, dominati dalle chitarre affilate dell’indie d’oltremanica. Ritrovare oggi i Two Door Cinema Club a Roma significa riavvolgere il nastro fino ai primi anni Dieci, attivando un’operazione nostalgia irresistibile per chi ha vissuto quell’epoca d’oro nel pieno della propria giovinezza. L’occasione, d’altronde, è memorabile: festeggiare i sedici anni di “Tourist History”, l’album di debutto che nel 2010 consacrò il trio nordirlandese tra i grandi del Rock alternativo britannico.


Quando il 22 luglio ho messo piede all’Auditorium Parco della Musica, ho trovato la conferma di quanto quel periodo sia rimasto impresso nel DNA di una generazione: il pubblico era un blocco compatto di millennial e della primissima Gen Z, cresciuti masticando quei suoni fino allo sfinimento.


Effettivamente, nella mia immaginazione, la band era rimasta cristallizzata a quindici anni fa. Ricordavo tre ragazzini giovanissimi dai ciuffi di capelli sbarazzini, emblema di un’era in cui la divisa d’ordinanza prevedeva giacche attillate, stivaletti e pantaloni a sigaretta. Oggi, Alex Trimble e Kevin Baird sfoggiano lunghe barbe e Sam Halliday mostra i primi capelli bianchi e vederli salire sul palco nelle vesti di uomini adulti mi ha fatto un certo effetto. Per me il tempo si era fermato ai loro esordi; ritrovarli così cambiati proprio durante un tour celebrativo ha amplificato la percezione degli anni trascorsi, caricando ancora di più la serata di quella malinconia dolceamara.


Il concerto, dal punto di vista prettamente musicale, è stato ineccepibile: la voce di Trimble è ancora assolutamente impeccabile e l’esecuzione dei brani è stata millimetrica. Tuttavia, è mancato quel guizzo alternativo che li caratterizzava agli inizi, vittima fisiologica del tempo che passa e di una band che fatica a replicare oggi ciò che rappresentava quindici anni fa. Il risultato è stato un set di poco più di un’ora, un susseguirsi di pezzi con rarissime pause e pochissime parole scambiate qua e là con il pubblico.


Il pubblico ha comunque risposto con entusiasmo a ogni parte del set, complice un’esecuzione perfetta e senza sbavature. Eppure, l’atmosfera sotto il palco è cambiata radicalmente sotto le note delle hit storiche come “I Can Talk”, “Sun”, “Undercover Martyn” e “Something Good Can Work”. È in questi momenti che è emerso chiaramente quanto quei brani iconici custodiscano un posto speciale e del tutto intatto nel cuore di chi li ascoltava e chi li ascolta ancora adesso.


Inutile dire che il culmine della serata è arrivato alla fine, quando l’attesissima “What You Know” ha chiuso il concerto. In quel momento è svanita qualsiasi perplessità: la platea è esplosa in un pogo liberatorio, trasformando il live in una festa.
Più che un concerto, è stato un viaggio nei ricordi; un revival collettivo in cui eravamo tutti felici, uniti dallo stesso ricordo e quasi commossi nel ritrovarci lì, quindici anni dopo, a ballare la colonna sonora della nostra giovinezza.
Articolo di Marta Mazzeo, foto di Beatrice Fraioli
Set list Two Door Cinema Club live Roma 22 luglio 2026
- Cigarettes in the Theatre
- I Can Talk
- Come Back Home
- Do You Want It All?
- This Is the Life
- Something Good Can Work
- Sleep Alone
- Next Year
- Changing of the Seasons
- Lavender
- Handshake
- Someday
- Lucky
- Are We Ready? (Wreck)
- Sun
- Undercover Martyn
- Costume Party
- You’re Not Stubborn
- Eat That Up, It’s Good for You
- What You Know
