Il 16 maggio è uscito in digitale, vinile e musicassetta il secondo lavoro discografico della band mantovana a/lpaca, per Dischi Sotterranei, Sulatron e Sour Grapes. Un lavoro che conferma quanto andiamo sostenendo da sempre, ovvero che la buona musica, in Italia, esiste, ma deve essere cercata in circuiti diversi, alternativi e lontani dal mondo mainstream, ormai inquinato e contaminato da leggi ben lontane da quelle della creatività.
Gli a/lpaca sono unici, davvero, all’interno di una provincia, quella dei Gonzaga, dove non esiste una scena vera e propria, ma schegge sparse che producono un mosaico di esperienze interessanti. Già il precedente lavoro “Make It Better”, uscito nel 2021, aveva imposto gli a/lpaca come una delle realtà più interessanti del panorama nazionale. Un successo meritatissimo, che ha portato la band a suonare ovunque, in un periodo, il post-Covid, non certo facile. Da queste esperienze e da questi anni di frontiera, gli a/lpaca hanno raccolto ottimi frutti: suggestioni, contatti, suoni, e quanto di più interessante circolasse in giro per il mondo, condividendo esperienze, palchi e occasioni musicali.
Quando è stato il momento di entrare in studio per un nuovo album, le idee hanno iniziato a fluire, libere e selvagge, e il risultato è davvero eccezionale. Un secondo album che, se mi si permette il paragone, stupisce come accadde nel 1993 con i Pearl Jam all’uscita di “VS”. Bando alle ciance, però: il nuovo “Laughter” spiazza, perché ci conferma il fatto che solo nei circuiti vitali è possibile cambiare e non cavalcare gli allori. Gli a/lpaca, insomma, partono da quello che di buono hanno fatto nel 2021 e da lì crescono, sotto tutti i punti di vista.
Ne è nato così un album anomalo, che è figlio sicuramente di “Make It Better”, ma che va oltre, con sapienza, andando a pescare in una tradizione musicale che, a Mantova, non ha precedenti, soprattutto se si pensa al fatto che il lavoro è stato realizzato nella parte più bassa della provincia, zona di caldo piatto, e umidità snervante. “Laughter” è però un disco ascrivibile a molti generi, e per questo bello da impazzire. Si parte dal macro contenitore del Krautrock (ed è incredibile che Mantova possa essere associata a questo genere), senza però tradire la matrice sonora, con elementi elettronici inattesi e sonorità meno psych rispetto al primo lavoro. Un disco eterogeneo, senza però essere una compilation, perché c’è un filo conduttore sonoro, dall’inizio alla fine. Se si vuole giocare con parole e generi, possiamo anche cercare di incasellarlo nella galassia New Post-Punk, o No-Wave, ecc… Il bello di questo “Laughter”, però, è proprio lo sfuggire, ascolto dopo ascolto, ai generi e, dunque, il rientrare a pieno titolo nel macro mondo variegato Kraut, e di alto livello.
Da “Make It Better” a “Laughter” c’è, in sostanza, una presa di coscienza e una maturità su tutte le soluzioni sonore, da quelle delle percussioni alle chitarre, che sono sempre più protagoniste in questo secondo lavoro. Il rimando al primo disco c’è forse solo in “Empty Chairs”, brano che richiama la tracklist di “Make It Better”, ma i rimandi si fermano qui. Le tracce del nuovo lavoro sono 11 (due in più rispetto al disco del 2021), e sappiamo che ne erano state registrate di più, ma queste 11 hanno quella coerenza variegata che serve a dare identità a questo secondo album.
Le tracce, di fatto, hanno il pregio di far immergere subito l’ascoltatore nel cuore dell’esperienza musicale. Poche introduzioni; poche le strutture classiche mutuate dal mondo canzone. I casi migliori sono “The Confident Laughter”, seconda traccia, dai suoni quasi industrial, con suoni martellanti e asciutti; stessa cosa con “Laughter, Us Us”, dove ci si trova subito gettati nel mondo sonoro fatto di basso martellante e voce che, come insegna da tempo IOSONOUNCANE, diventa elemento sonoro a tutti gli effetti. Il trittico “Bianca’s Videotape”, con quell’hammering rhythm che incanta, “Balance”, che ci porta dagli Offlaga migliori, al mondo pieno e puro del Kraut di band come Ash Ra Temple, per andare nel passato, ma anche, per stare nel presente, nel mondo musicale più recente come Total Control, la scena di Roma Est, Dean Blunt, Tiziano Sgarbi (Bob Corn) e Luca Tanzini. Mondi musicali ai quali gli a/lpaca dichiarano esplicitamente di essere debitori di influenze. Per poi arrivare al vero elemento anomalo di questo disco, e cioè “Brano Fantuzzi”, dove l’elettronica entra prepotentemente nel sound degli a/lpaca. Bellissimo. Ipnotico, e capace di creare dipendenza.
Nel finale si va verso un mondo sonoro più riconoscibile, ma anche questo inatteso, perché ci troviamo di colpo più nella dimensione canzone, elemento che, fino a questo momento, era del tutto assente, sia in questo nuovo lavoro sia in quello del 2021. “Who’s In Love Daddy” e “Don’t Talk” sono due brani quasi pop, destinati cioè a essere il biglietto da visita per chi non ama suoni macchinosi e innovativi. Tuttavia, anche queste due tracce sono comunque frutto di contaminazioni di varia natura, dove la voce viene usata come strumento musicale più che come elemento significante. Nel caso di “Don’t Talk”, poi, c’è anche un’altra sorpresa, fatta di tastiere che negli anni ’80 non avrebbero creato dispiacere a nessuno, e che qui trovano una giusta ricollocazione.
Insomma, “Laughter” è un ottimo disco sul quale vale la pena di investire, e non vi sbaglierete. Allo stesso modo, potete scommettere sulla band che lo ha creato e messo in circolo. I live confermeranno l’ottimo livello raggiunto dagli a/lpaca in studio. Ora non resta che attendere le prossime evoluzioni, che ci saranno, perché una creatività così potente ed ispirata, è davvero merce rara.
Articolo di Luca Cremonesi
Track list “Laughter”
- Evil Pawn
- The Confident Laughter
- An Encounter
- Laughter, Us Us
- Bianca’s Videotape
- Balance
- Brano Fantuzzi
- Empty Chairs
- Kyrie
- Who’s In Love Daddy
- Don’t Talk
Line up a/lpaca: Christian Bindelli voce e chitarra / Andrea Verrastro voci e basso / Andrea Fantuzzi voce e tastiere / Andrea Sordi batteria e drum machine
a/lpaca online:
Instagram: https://www.instagram.com/alpacaband
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