Il 6 marzo VREC pubblica il nuovo lavoro di Andrea Chimenti dal titolo “Del mio cuore infondo Collection vol.1”, disponibile in cd e in quattro versioni differenti di vinile (nero, rosso, argento e oro). Un album di 10 tracce, prima tappa di un progetto nato per festeggiare i 40 anni di carriera del cantante e cantautore di origini reggiane, una delle voci più rappresentative della ricca e poliedrica stagione della New Wave italiana.
Il nuovo album contiene 10 canzoni, una prima sintesi della lunga carriera di Chimenti, risuonate e ri-arrangiate con la collaborazione di artisti del calibro di Gianni Maroccolo, Mauro Ermanno Giovanardi, Tori Sparks, gli ex Moda Fabio Chiappini e Fabio Galavotti, Massimo Fantoni, Shaw Lee, Giorgio Cedolin, il figlio Francesco Chimenti. Al fianco del cantautore per questo progetto in studio e nella versione live c’è Francesco Cappiotti dei The Last Drop of Blood. Nove canzoni prese da vari album, dagli esordi con i Moda fino al recente “Il deserto la notte il mare”, passando anche per l’introvabile, tanto quanto splendido, “La maschera del corvo nero” del 1992, primo album da solista dopo la stagione con i Moda, ai quali si aggiunge la riproposizione di un testo raro, e cioè “A Stain In The Moonlight”, brano inserito all’epoca come appendice a un volume di racconti.
Cosa si intende oggi, nel 2026 – quindi il fattore spazio-tempo non è da sottovalutare – affermare che un album è bello? E cioè dirlo in un’epoca dove, a conti fatti, di rivoluzioni musicali pare non essercene più; in un mondo dove i grandi protagonisti di stagioni innovative e all’avanguardia – si veda appunto la New Wave italiana – si rimettono in gioco, per svariati motivi; in un tempo dove sembra dominare la riproposizione solo per far contenti – così alcuni critici condensano il tema – la fanbase ancora disposta a spendere qualche soldino in supporti fisici? Io la penso così: dire bello, oggi, significa far presente a chi ha voglia (ancora) di leggere una recensione prima di ascoltare o comprare un disco, che il lavoro che si prende in mano è onesto, rappresentativo di un’evoluzione e testimone di una stagione, presente o passata, che ha saputo guardare in avanti e, in ultima istanza, un lavoro che non si compiace del passato. A conti fatti, dunque, il nuovo disco di Chimenti rispetta tutte e quattro queste condizioni.
“Del mio cuore infondo Collection vol.1” non nasce per vendere vinili, pur se ci sono in commercio tre edizioni colorate (ma parliamo di 100 copie per tipo, credo sia abbastanza chiaro che questa non è un’operazione nata per arricchire rivendite online), e tanto meno per rinfrescare un catalogo riproponendo sempre e solo lo stesso album, all’infinito, in varie salse, senza alcuna aggiunta. Anzi, questo lavoro, semmai, si avvicina alla bella operazione che, di recente, ha avuto fra i protagonisti un disco di Joe Perrino (la nostra recensione). L’album nasce grazie a un gruppo di musicisti che, capitanati dallo stesso Chimenti, ha preso in mano una storia, quella cioè di 40 anni di musica, che si sono cimentati per vedere se e come questi brani siano stati capaci di resistere al tempo. A conti fatti, le dieci tracce di “Del mio cuore infondo Collection vol.1” dimostrano non solo di aver superato l’esame del tempo, ma di stare bene in questo nostro tempo presente e di non aver nulla da nascondere.
“L’uomo dei sogni”, canzone del 1987, non ha nulla da invidiare a un pezzo del miglior Pop italiano attuale; “A Stain in the Moonlight” era già un pezzo magico, ma con Tori Sparks diventa una canzone che, in tempi diversi, non avrebbe nulla da invidiare ai grandi brani dei cantautori classici, e in termini di duetti oggi è decisamente un vertice difficilmente raggiungibile; “Yuri”, canzone nata da un progetto legato a un album e a un romanzo, si rinnova completamente con la voce di Giovanardi, e sembra così un brano scritto pochi mesi or sono; “Ti ho aspettato”, che nella versione originale del 2008 era cantata in coppia con David Sylvian, ora è tutta sulle spalle di Chimenti e – non me ne voglia nessuno – è una canzone d’amore come non se ne sentono dai tempi de “La cura” di Battiato/Sgalambro. Dunque, questo disco è molto più che onesto, perché è un omaggio alla musica di Chimenti, e un omaggio al suo pubblico, e cioè a chi, per 40 anni, lo ha seguito con attenzione e ne ha sostenuto l’evoluzione.
Un’evoluzione che ha visto Chimenti restare fedele a se stesso, che non vuol dire fossilizzato negli anni ’80, ma capace cioè di guardare alla musica come un’arte che evolve con il suo creatore. E dato che siamo convinti, come Michel Foucault, che è l’opera che crea l’artista, e non viceversa, se oggi abbiamo un grande artista come Andrea Chimenti è perché ha saputo darci, nel corso di questi quattro decenni, sempre qualcosa di nuovo, mai copia di se stesso, consapevole che nell’evoluzione risiede il nuovo. La vera novità, dunque, sta nella differenza e nella sua differenziazione. Non è un caso, infatti, che Bowie sia nel suo Dna (con un disco live splendido che ne omaggia la carriera). “Amami” e “Maestro Strabilio”, brani che non a caso sono eseguiti con Gianni Maroccolo, sono la testimonianza diretta di un’evoluzione creatrice e creativa che il duo (Chimenti e Maroccolo) ha saputo proporre in oltre un decennio di attiva, ricca, feconda e proficua collaborazione. Brani, insomma, che sono l’evoluzione di progetti come “Nulla è andato perso”, l’omaggio a Battiato, il recente “Nomadic” (la Nomadic) e il recentissimo “Il Sonatore di Basso” (il nostro Gianni Maroccolo live Marostica).
In conclusione, “Del mio cuore infondo Collection vol.1” non celebra il passato come farebbe un archeologo. Questa è un’operazione di genealogia, dove il passato è sì testimonianza, ma anche pietra sulla quale appoggiare, in modo solido e certo, ma fecondo, il presente. Tutti e dieci questi brani, dunque, suonano e profumano di presente, celebrano il presente senza la nostalgia del passato, e questo grazie a radici ben salde nelle epoche di produzione, ma valorizzando, con forza, l’energia vitale di un’avanguardia che ha sempre saputo guardare al futuro e mai solo al passato. Un bel disco, non c’è che dire.
Articolo di Luca Cremonesi
Track list “Del mio cuore infondo Collection vol.1”
- Canto pagano (Moda)
- L’uomo dei sogni (Moda)
- A Stain in the Moonlight (ospite Tori Sparks)
- Ora o mai
- Yuri (ospite Mauro Ermanno Giovanardi)
- Garcia (ospite Shawn Lee)
- Amami (ospite Gianni Maroccolo)
- Maestro Strabilio (ospite Gianni Maroccolo)
- Ti ho aspettato (ospite Massimo Fantoni)
- La cattiva amante (ospite Francesco Chimenti)
Line up Andrea Chimenti: voce, pianoforte, chitarra acustica, tastiere, flauto, percussioni / Francesco Cappiotti: chitarra acustica, chitarra elettrica, uculele, pianoforto, basso, percussioni / Gianni Maroccolo: basso / Mauro Ermanno Giovanardi: voce / Tori Sparks: voce / Massimo Fantoni: chitarra elettrica / Francesco Chimenti: violoncelli / Fabio Chiappini: pianoforte / Fabio Galavotti: basso / Giorgio Cedolin: batteria / Shawn Lee: percussioni
Andrea Chimenti online:
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