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Ásgeir “Julia”

La musica nostalgica e profonda dell’artista diventa mezzo di introspezione e auto-analisi

C’è voluto il quinto album perché Ásgeir spiccasse il volo e, in un certo senso, diventasse grande. In “Julia”, uscito il 13 febbraio per One Little Independent Records, per la prima volta l’artista islandese è anche paroliere delle sue composizioni. Dopo il lavoro accanto al traduttore John Grant, e dopo aver adattato le poesie del padre, Einar Geor Einarsson, Ásgeir si sente in grado di azzardare di più, lasciando indietro le forme intricate e le costruzioni di arrangiamenti stratificati, a favore di una semplicità in cui potersi mostrare spogliato di ogni orpello. Che il disco sia stato composto principalmente alla chitarra si evince già dalla opener, “Quiet Life”: un brano caldo e accogliente, che prepara all’abbraccio di una produzione calibrata al servizio dell’emozione.

Il lavoro mette al centro il “vedersi con chiarezza”, come uomo e come artista, e la progressione di “Against The Current”, arricchita dal magniloquente arrangiamento di ottoni di Samuel Jón Samúelsson, è la palese rappresentazione di questo messaggio che riecheggia in ogni traccia. “Smoke” è ancora più intima, e il trasporto della canzone arriva dritto al cuore grazie all’espediente più vecchio del mondo: una registrazione dal vivo con band di quattro elementi. “Ferris Wheel” ha un respiro più americano, scorrendo felicemente in un riuscito mix fra il classico approccio sognante di Ásgeir e alcune dinamiche armoniche più folkeggianti. “Universe” e “Julia” sono legate a doppio filo alla storia centrale dell’album: quella della protagonista, Julia, le cui vicissitudini sono prese in prestito da un’inquietante poesia islandese. Basta un’avvolgente pedal steel a rendere il dovuto omaggio atmosferico ai pensieri della protagonista, che decide di lasciarsi andare in un lago per ricongiungersi al suo amore perduto. E in queste reminescenze da storia mitica, la voce di Ásgeir ritrova l’emozionante falsetto che lo ha reso grande, generando brividi e commozione.

A “Sugar Clouds” serve un tempo dispari per rendere il crescendo di consapevolezza descritto nelle liriche, in cui il Nostro fa sua quella presa di coscienza sempre agognata che gli permette di essere in equilibrio, senza più dubbi o stupide paure (And there is nothing more to figure out / Not a thing to prove to no one, no fear, no doubt). “Stranger” a livello narrativo può essere considerata una sorta di flash-back in cui l’autore evoca, in una potente ballata che esalta il suo inconfondibile timbro, quei momenti in cui ci si guarda allo specchio e non ci si riconosce. Come fossimo diventati stranieri a noi stessi, e la vita ci abbia messo di fronte a una scelta: accettare il nuovo modo di essere per cavalcarlo, oppure tornare al vecchio sé, per semplice, maledetta paura. A dare la risposta ci pensa “In The Wee Hours”, che col suo beat andante ci accompagna fino ad accettare la sfida finale: lasciar andare ciò che si è distaccato da noi, a favore del nuovo.

Sembra questo, più di tutto, il messaggio che Ásgeir vuole trasmettere in “Julia”: trovare il coraggio di guardare avanti, usando il passato come cartina per non smarrirsi, ma affrontando le strade future a testa alta. Chiude il disco “Into The Sun”, e lo fa nei riflessi di una luce che bagna il nuovo essere emerso dal percorso di autoconsapevolezza: imperfetto come tutti gli uomini, ma sincero con se stesso e col mondo; dunque degno di qualsiasi meta e qualunque sogno.         

Articolo di Simone Ignagni


Track list “Julia”

  1. Quiet Life
  2. Against The Current
  3. Smoke
  4. Ferris Wheel
  5. Universe
  6. Julia
  7. Sugar Clouds
  8. Stranger
  9. In The Wee Hours
  10. Into The Sun

Ásgeir online:            
Website: https://www.asgeirmusic.com/
Instagram: https://www.instagram.com/asgeirmusic/

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