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Bromance “Bromance”

Un concentrato devastante di pura rabbia e ribellione Rock’n’Roll

Un ep di cinque tracce intrise di Post Punk, Dark Wave, Alternative Rock e Industrial quello dei bolognesi Bromance, fuori su Seahorse Recordings. Il ritmo dato per tutto l’album ha un effetto ipnotico, le sue sonorità riescono ad arrivare nel profondo, non scavando dozzinalmente ma in maniera quasi chirurgica, trafittiva toccando selettivamente le giuste corde quali malinconia, tristezza, misantropica rabbia, il tutto con quella rassegnata (quasi ossimora) ironia alle debolezze umane. Le lezioni impartite da Trent Reznor, Depeche Mode ma anche Christian Death, Sisters of Mercy e Joy Division, tra gli altri, sono state raccolte a piene mani.

Il basso di “Two Chicks” ci introduce con la sua cadenza nella cupezza del lavoro dei Bromance, nessun colore apparente, una lunga danza che avvolge velenosamente l’ascoltatore. L’incedere decadente delle prime note è un punto di riferimento ma apparente, come apparenti sembrano essere i punti di riferimento nella vita. L’ipnosi di “Blow My Dice” sancisce la fine di ogni resistenza, ci si abbandona in po’ di più, nota dopo nota, un dolce annegare dove all’inizio riusciamo a prendere fiato ma cediamo pian piano al lasciarci andare, naufragando. La nostra Immagine appare e scompare con barlumi di speranza che si fanno sempre più fievoli.

Le claustrofobiche atmosfere aleggiano come fuochi fatui nelle nostre emozioni che tentano di mimare e ridicolizzare le nostre sicurezze come in “Four Seasons Souvenir”, uno dei pezzi che più colpisce in assoluto, ritmo di batteria che simula un battito cardiaco, lento e struggente, riff e arrangiamenti di chitarra qui si mettono sugli scudi regalando un’avvolgente e lenta stretta esaltando quelli che sembrani gli ultimi aneliti. “Hard Black Suit” è il mio pezzo preferito in assoluto, basso distorto in un tappeto al riff di chitarra, quasi un colpo sul cuore al quale contro natura chiediamo di battere più piano.

Raramente mi sono imbattuto in un esordio così ben concepito, fluido e chiaro negli intenti. Una cura maniacale delle ritmiche (alla quale sezione va dato il giusto merito), delle melodie, delle voci, usate con accuratezza e varietà, e degli arrangiamenti. Il filo decadente che collega il disco va di pari passo con le debolezze umane alle quali i Bromance sembrano avere la capacità di attribuire nuovo vigore e forza partendo da una catarsi degli stessi, quasi un bozzolo in cui aiutano a covarli dandogli nuova forma.

Uno dei migliori esordi dell’ultimo periodo, “così belli che ti viene quasi voglia di farti del male” (cit.), una non-speranza di cui avevamo bisogno.

Articolo di Pierluigi Laurano

Tracklist “Bromance”

  1. Twin Chicks
  2. Blow My Dice
  3. Four Seasons Souvenir
  4. Hard Black Suit
  5. Doubt on the Balcony Boudoir

Line up Bromance: Peter Smith voce / Angelo Casarrubia chitarra / Gianluca Modica basso / Marco Scarabel batteria

Bromance online:
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Bandcamp

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