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Chiara Raggi “Zénta”

Distillato di poesia, canzone folk con radici nel miglior ambito popolare, e sguardo al presente

Fuori il 15 gennaio su Musica di Seta “Zénta”, il nuovo lavoro discografico di Chiara Raggi. Nove brani, per 27 minuti di buona musica; un distillato di poesia, canzone folk con radici nel miglior ambito popolare, e sguardo al presente, per il mondo sonoro che questo lavoro persegue. Grandi cose su questo disco non ci sono da dire: di fatto è un’ulteriore pietra nel mosaico della musica in lingua dialettale che, in questi ultimi anni, è diventata un genere sotterraneo molto frequentato. Con Raggi siamo nel solco della tradizione, dove l’Elettronica non è di casa, mentre il rimando al mondo del cantautorato è evidente. Un disco, “Zénta”, che richiama i lavori di Patrizia Laquidara e di Ginevra Di Marco, senza però quel quid sperimentale che caratterizza la produzione di quest’ultima.

Raggi, infatti, punta tutto sulla parola, e in primis con il dialetto di Santarcangelo di Romagna, comune in provincia di Rimini. Poi nella scelta di lavorare con la poetessa Annalisa Teodorani, che è anche ospite con la sua voce e alcune poesie. Il Comune, Santarcangelo di Romagna è famoso per la sua originalità e per l’utilizzo dei dittonghi che rappresentano una parte fondamentale della sua struttura fonetica e che lo rendono unico tra i dialetti romagnoli; è inoltre protagonista delle poesie di Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Nino Pedretti, Annalisa Teodorani stessa, per citarne alcuni. Così dell’Emilia dei pioppi e dei monti che ha ispirato canzone poetiche in dialetto come “Dammi un bacio” (Nomadi) e “Al Dievel” (Modena City Ramblers), si passa a un piccolo paese che, sul modello di Davide Van De Sfroos, diventa territorio universale per cantare, in questo caso, la gente. Dimensione plurale che da sempre identifica il mondo romagnolo. Ed ecco che “Zénta”, pur senza innovare, ma credo che questo non fosse l’intento di Raggi, diventa a conti fatti un lavoro che trasforma il micro in macro, facendolo così diventare esperienze universale.

La gente cantata da Raggi cerca ancora un varco nel cielo, di respiro, di luce. Tutte le composizioni ruotano intorno al tema del “lasciare andare”: una sorta di studio sulla sollevazione, un’indagine sull’arte di abbandonarsi al destino. Si lasciano andare luoghi comuni che ancora aleggiano intorno, sopra e dentro le donne; si lascia andare chi muore e non si rivedrà più; ci si lascia andare allo stupore per tornare bambini e recuperare uno sguardo puro, semplice sul mondo; ci si lascia andare alla propria natura, ci si arrende alla vita che si è scelta. Zénta è un insieme di storie e di domande, alcune di queste trovano risposte nei ricordi, nella memoria. Insomma, questo lavoro canta la vita che, come è noto, non è attraversare un campo. Si legga: la vita non è semplice, facile, e neppure una passeggiata.

Il tutto con una voce capace di rendere il sogno realtà. Perché Raggi, rispetto agli altri lavori del suo repertorio, qui mette le sue corde vocali a totale disposizione di storie che la sua timbrica fa rivivere. Nella voce Raggi dona l’esistenza a chi vive solo sulla carta, trasformando quella vita in una presenza. La zénta prende corpo, diventa carne e, superato il primo naturale spaesamento per una lingua che, rispetto ad altri dialetti, appare meno morbida, tutti i personaggi di Raggi si animano e vivono davanti a noi grazie proprio alla voce della sua cantora. Questa naturalezza della sua voce, dunque, si mescola con il folk e il popolare, e in questo modo si dà vita a un lavoro organico, sognante e colorato.

Pur senza innovare, dunque, Raggi prosegue in un solco ormai ben tracciato e solido – sostenuto anche da uno dei primi musicali più autentici e prestigiosi della Penisola, e cioè la Targa Tenco – consegnandoci un album che racconta le proprie storie in lingua madre, dandole dunque la piena certificazione d’identità extra comunale. Ma il folk, e la musica popolare, non hanno sempre fatto tutto questo? Raggi, dunque, non si discosta da quella tradizione che, per natura, non è nata per stravolgere, ma per coinvolgere. “Zénta” è un disco che lo sa fare, in modo intelligente, ponderato e non caciarone.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Zénta”

  1. ANTRÈDA
  2. LÀSA ANDÈ feat. Annalisa Teodorani
  3. ARIA DA NÒIVA feat. Annalisa Teodorani e Stefano Zambardino
  4. DÒ T CI? feat. Annalisa Teodorani e Massimo Marches
  5. LA MATÌRIA feat. Annalisa Teodorani
  6. MÈR AMÓIGH  feat. Annalisa Teodorani
  7. TA T’ARCÓRD
  8. NINANÀNA PER UNA BURDÈLA feat. Annalisa Teodorani
  9. VÒULA feat. Annalisa Teodorani, Daniele Maggioli e Banda 21Rulli

Line up: Chiara Raggi voce, chitarra classica, chitarra elettrica e cori / Gianluca Morelli chitarra acustica, synths, basso, programmazioni, cori / Enrico Giannini pianoforte e synths / Annalisa Teodorani voce recitante e poesie / Massimo Marches chitarra resofonica, chitarra acustica e mandolino in Dò t ci? / Stefano Zambardino fisarmonica in Aria da nòiva / Daniele Maggioli voce in Voula / Banda 21 Rulli percussioni in Voula

Chiara Raggi online:
Instagram: https://www.instagram.com/chiara_raggi/
 

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