Il 7 febbraio, curiosamente non anticipato da un singolo, ha visto la luce “Stranger In My Own Town”, il ritorno discografico del Daniel Gazzoli Project. Nel 2016, il debut “Night Nunter” ci aveva fatto conoscere un progetto che, seppure non perfetto, aveva nel suo arco diverse frecce. Il sound era un classicissimo Hard Rock di matrice anni Ottanta, che vedeva nel songwriting e nella voce di Leonardo F. Guillan il suo principale punto di forza. A contorno di tutto, il chitarrismo sanguigno di Daniel Gazzoli, non un guitar hero nel senso stretto del termine, ma senza dubbio un bravo mestierante dell’Hard&Heavy, il cui stile trasmetteva passione vera e competenza sul genere.
Dopo ben dieci anni di silenzio, riappare quasi dal nulla sotto l’egida della Undergrouynd Symphony, una label storica, ma più votata all’Heavy Metal. E un cambiamento in direzione metallica c’è anche dietro al microfono, dove si accomoda il frontman degli Embrace Of Souls, Giacomo Rossi. L’altro cambio di line up è dettato dall’assenza di Luca Ferraresi (Bullring, StreetLore, Big Ones) dietro alle pelli, e dall’inserimento del tastierista Massimiliano Sabbadini (Voodoo Highway), che prende il posto di Luca Zannoni.
Lasciatosi alle spalle l’intro strumentale “Prelude”, però, “The Place Of My Heart” fa subito capire che di metal, su queste lande, non ve n’è traccia. Il disco resta saldamente ancorato a quell’Hard Rock melodico retrò degli esordi, con echi di Scorpions, Pretty Maids e Skagarack, melodie ricche e arrangiamenti curati che a volte sfiorano quasi il Prog. Il songwriting è accattivante e sapiente: passaggi che entrano in testa al primo ascolto, strutture solide, ritornelli da cantare a squarciagola e un buon equilibrio tra potenza e melodia. Daniel Gazzoli, che qui suona chitarre, basso, batteria e cura gli arrangiamenti, dimostra di avere ancora idee chiare e una mano felice nel comporre pezzi che funzionano (“Black Heart”, “Higher Than Stars” e la title track), con quel feeling vecchio stile che non passa mai di moda.
Peccato però che la produzione non riesca a valorizzare appieno il materiale, il suono complessivo è un po’ piatto e datato, con una batteria che a tratti sembra poco naturale. Anche le tastiere di Sabbadini, che potrebbero essere un elemento chiave per l’atmosfera, finiscono un po’ in secondo piano, schiacciate nel mix e non abbastanza ricche per emergere come dovrebbero. La voce di Giacomo Rossi è tecnicamente impeccabile: range ampio, potenza da Power Metal, pulizia e tenuta. Eppure, in troppi momenti, sembra poco vissuta, quasi non trasmetta davvero ciò che le canzoni raccontano. È come se il feeling restasse in superficie, forse perché abituato a contesti più aggressivi e teatrali con gli Embrace Of Souls, e qui manca quel quid selvaggio, quel graffio emotivo che serve su dischi di questo tipo. Risultato: le interpretazioni sono impeccabili, ma non ti prendono allo stomaco come potrebbero. Forse sarebbe stata opportuna un’altra chitarra in formazione, magari un secondo chitarrista per aggiungere spessore, armonie e dualismi che avrebbero reso il sound più corposo e dinamico, invece di affidarsi solo alla sei corde di Daniel (bravo, ma inevitabilmente frenato in certi frangenti).
“Stranger In My Own Town” è un ritorno onesto, con un songwriting solido e melodie che piacciono, ma a tanti anni di distanza dal primo capitolo ci si aspettava un’evoluzione più decisa. Il potenziale c’è tutto, le basi sono buone, ma serve un passo avanti tecnico e interpretativo per competere davvero nel panorama attuale.
Articolo di Paolo Andrea Pugno
Track list “Stranger In My Own Town”
1. Prelude
2. The Place Of My Heart
3. Stranger In My Own Town
4. Black Heart
5. Higher Than Stars
6. April
7. On The Run
8. Dawn For A Dreamer
9. I Will Carry On
10. Loud ‘N’ Proud
Line up Daniel Gazzoli Project: Giacomo Rossi voce / Daniel Gazzoli chitarre, basso, batteria e backing vocals /Massimiliano Sabbadini tastiere
