Il 1 luglio è uscito “Il Rock ci salva una volta sola” (registrazione e produzione audio presso Digitube Studio di Carlo Cantini a Borgo Virgilio – MN), su tutte le piattaforme online, il nuovo lavoro di Daniele Bergamini, cantautore mantovano che, dopo il buon album d’esordio “Pioniere di una nuova alba”, torna con un disco diverso nei suoni e con un’ottima evoluzione nella parte testuale. La prima nota molto positiva di questo album, formato da 12 brani inediti per la durata di 41 minuti, è proprio nella scrittura dei testi. Bergamini, che già nel disco del 2023 aveva dato prova di un’ottima arte di scrittura, qui si cimenta con un nuovo stile, il Rock appunto, e la sua penna – pur se non in tutte e dodici le tracce – colpisce nel segno.
Anche se il sound è più orientato verso il Pop-Rock made in Italy, lontano dunque dai suoni duri, secchi e acidi del Rock statunitense, e da quelli contaminati, manipolati e colti del Regno Unito, comunque il lavoro è senza dubbio rock nella scrittura utilizzata nei testi di queste nuove canzoni. Diciamo che Bergamini sa fondere bene la propria ironia con quella che molti autori nostrani, da Vasco fino alle punte estreme degli Skiantos, hanno messo in campo nella loro proposta. Per essere chiari: Bergamini è lontano dall’ermetismo di Godano, dalla filosofia di Morgan, dall’intellettualismo di Agnelli e, infine, dall’essenzialità di Ferretti. L’autore, che dimostra comunque carattere e personalità proprie, e dunque non copiate qua e là, non rinuncia, insomma, a raccontare e narrare, come già accadeva nel lavoro del 2023.
Tuttavia, in alcuni testi la narrazione lineare e cantautoriale – presente per esempio in brani quali “Lacrime di un rocker”, “Disfarsi di me”, “La primavera dei Glicini”, “Il risveglio”, brano che ricorda più di altri il primo lavoro – lascia il posto alla parola che taglia, riassume e condensa. Il Rock infatti – e in Italia, piaccia o no ai puristi, il maestro è Vasco Rossi – è la capacità di condensare in una frase un mondo, un cosmo e un universo che poi esplode e penetra come una lama. Tutto questo unito a un ritmo battente, come la famigerata “The Tyger” di William Blake. I testi più riusciti, da questo punto di vista, sono “L’amore è un gioco”, pura energia che dal vivo deve trovare forza e potenza aggiuntive, “Voglio vedere il tuo Ego”, brano che sarebbe stato molto bene in un disco anni ’90 del Rock italiano, dai Timoria ai Negrita, “Overdose!”, “Il mio risveglio”, canzone arricchita da arrangiamento con archi, e “C’è un bambino da salvare”.
A tutto questo, che già basta di questi tempi per fare un buon album, si aggiungono alcune belle riflessioni che Bergamini, fra ironia, autoironia e velata critica, inserisce nei propri testi. Dall’ “ognuno ha la rockstar che si merita”, al fatto che spesso si ascoltano cantanti senza neppure sapere “se le canzoni le abbia scritte lui per te” (e questo aspetto, invece, dovrebbe essere determinante e crivello di scelta), al “suona suona ragazzo, che tanto non conta un ca..o”, fino al “devo morire per farmi ascoltare”. Il pezzo più ricco è senza dubbio “Lacrime di un rocker”, canzone d’amore dal sapore rock fin dall’incipit, soprattutto per la composizione del testo ma, come già detto, che risente un poco della mancanza di quella grinta che Bergamini, invece, mette in altri episodi di questo disco.
Bergamini centra l’obiettivo e consegna un album maturo, che alza l’asticella della sua personale crescita come autore, mentre per quanto riguarda la musica gli va dato atto di essersi mosso in un terreno minato e difficile, nel quale però ha saputo muoversi bene, con maturità e la giusta ironia per non soccombere. Un buon disco sulla strada di una maturità che non può che crescere e migliorare. Dategli fiducia, la merita.
Articolo di Luca Cremonesi
Track list “Il Rock ci salva una volta sola”
- Lacrime di un rocker
- L’amore è un gioco
- Fino alla Fine
- Disfarti di Me
- Voglio vedere il tuo Ego
- Il Risveglio
- La Primavera dei Glicini
- Overdose!
- C’è un bambino da salvare (e quel bambino sono io)
- Il mio viaggio
- La forma del tuo Dolore
- Suona ragazzo
Line up: Daniele Bergamini voce e chitarra / Riccardo Benfatti chitarra elettrica, pianoforte, tastiere / Paolo Maretti basso elettrico / Francesco Borghi batteria e percussioni / Cristiano Tamassia per le parti in acustico / Evequartett per gli arrangiamenti con sezioni d’archi
