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Deep Purple – “Splat!”: veterani ancora capaci di firmare un disco vivo, solido e sorprendentemente attuale

Ventiquattresimo capitolo dei Deep Purple: energia, mestiere e una band che non ha smesso di credere nella propria musica

Fuori il 3 luglio su earMUSIC, “Splat!” è il ventiquattresimo album in studio dei Deep Purple, il secondo con Simon McBride alla chitarra e con ancora Bob Ezrin che continua la sua collaborazione con la band in veste di produttore e arrangiatore. Il disco è stato registrato presso gli studi di Nashville di proprietà del cantautore australiano Keith Urban, presente anche alla chitarra nella traccia “Diablo” scelta come secondo singolo, dopo l’iniziale “Arrogant Boy”. Quanto dobbiamo essere contenti che una band con una carriera quasi sessantennale alle spalle abbia ancora la voglia o senta il bisogno o la necessità di pubblicare nuova musica? Beh, molto direi, soprattutto se i risultati rientrano ancora nella fascia medio-alta alla quale, almeno da “Rapture Of The Deep” del 2005 in poi, Gillan e soci ci hanno abituati.

Probabilmente questo “Splat!” si eleva anche di un paio di tacche rispetto ai precedenti lavori, un lavoro che nella sua completezza ha sicuramente qualche momento più debole, ma per chi, come il sottoscritto, continua in cuor suo a valutare un album rock sulla lunghezza dei dieci brani a prescindere dalle tracce effettive, non sarà difficile piazzare questo album sul podio dei tre migliori album del secondo millennio. Ai due brillanti singoli già citati, non avrei fatto seguire, a dire il vero, una più debole “Guilt Trippin’” scelta come terzo singolo, ci sono però brani come “The Rider”, “The Lunatic” e una splendida “The Only Horse In Town”, il vero singolo del disco, che ci tolgono l’amaro di bocca e ci fanno apprezzare soprattutto il lavoro di Don Airey che in questo album fa decisamente pendere dalla sua parte il sempiterno asse-chitarra-tastiere o almeno questa è l’impressione.

Un sempre ironico nei testi Ian Gillan, che a dispetto di una forma vocale che ovviamente lo costringe a linee vocali misuratissime, riesce sempre a lasciare il segno con il suo inconfondibile timbro. Voglio citare oltre ai brani di cui sopra una ottima “Jessica’s Bra” che per qualche bizzarro ricorso mentale mi ricorda nel riff portante di tastiere la nostra Premiata Forneria Marconi e la bella conclusiva title track.

“Splat!” è un altro buon disco di una band che con eleganza e dignità si avvia a grandi passi verso la fine della propria carriera, e per chi volesse mettere in discussione la legittimità di produrre nuova musica quando dal vivo l’ossatura della set list è sempre composta da brani di “In Rock” e “Machine Head”, ricordiamo come sia praticamente impossibile sfuggire alla storia, per quelli che la storia l’hanno veramente fatta e quanto sia doveroso rispettare, nel bene o nel male, ogni nuova espressione da musicista vero che gente come questi meravigliosi vecchietti (scusa Simon) vogliano ancora regalarci.

Articolo di Andrea Bartolini

Track list “Splat”

  1. Arrogant Boy
  2. Diablo
  3. The Rider
  4. The Lunatic
  5. The Only Horse In Town
  6. Sacred Land
  7. The Beating Of Wings
  8. Guilt Trippin’
  9. Scriblin’ Gib’rish
  10. Jessica’s Bra
  11. Third Call
  12. My New Movie
  13. Splat!
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