La città sta arrivando a cancellare tutto: un titolo anticonvenzionale, audace nella sua narratività esplicita, quello del nono album in studio di Fin Greenall – in arte Fink –, “The City Is Coming To Erase It All”, fuori il 5 giugno per l’etichetta discografica R’COUP’D. L’intenzione è chiara: la frase è un monito che accusa e sconsacra lo stesso sistema musicale che lo ha nutrito, offrendo un lavoro impegnato e introflessivo, in grado di mettere in discussione i suoi ultimi anni d’esistenza artistica e personale.
Inciso nella natìa Cornovaglia, nel remoto villaggio costiero di Zennor, assieme ai fedelissimi Tim Thornton e Guy Whittaker, più che un continuo incedere, l’lp si presenta come un arrivo. Dalla profondità dei testi, all’impianto sonoro di un Alt-Rock morbido, essenziale, con chitarre acustiche dal timbro caldo e un sound discretamente atmosferico, l’essenza del messaggio di Fink si svela in un rigetto del caos metropolitano, assecondato da spunti riflessivi su scelte passate, strade intraprese e le tante frustrazioni, incatenate alle aspettative di un uomo che, dopo trent’anni di carriera, sceglie di farci i conti da pari a pari. Sole armi: strumentale minimal e una voce che lacera il sottopelle.
Un’apatia di fondo scorre assieme all’acustica soft della prima “Wishing For Blue Sky”: tagliente resa dei conti con il vivere di un uomo diviso tra una professione che lo consuma ogni giorno di più, e un presente musicale inconciliabile con la dimensione umana, mentre l’incedere della carriera pare risolversi in una condanna. Ancora più essenziale e stringata “Does The Shade Choose Who To Comfort?”, in cui la sezione di archi dipinge sfumature di una Cornovaglia catartica, che fanno da ombra a un lontano ricordo di Blues.
Il nodo nostalgico continua in “Two Magpies”, nella quale l’assenza della batteria è sostituta dai riverberi naturali, la chitarra di Fink e spiragli d’archi, per un testo altrettanto velato di solitudine e sogni adombrati dalla realtà: Like a dream seen awake / It means joy / Like a dream seen awake. “Memorise Your Senses” è a tutti gli effetti la più eversiva, una roadsong quasi tribale, elettronica e acustica, retta da un’atmosfera notturna metropolitana, che beat e synth si ambiscono a vicenda, facendo luce sulla concretezza di un malessere urbano onnipresente.
La terzultima “Keeping You Awake”, aperta dal francese Choisir c’est renoncer”, seguito poco dopo da The sweet, sweet silence of the grave / Keeping you awake, esalta un’intertestualità che sorvola le apparenze, riallacciandosi a “Two Magpies”: la veglia, la rinuncia… costanti di una vita professionale che pretende i suoi sacrifici, resi da uno dei versi più esemplari ed encomiabili dell’intero album: When you blew out all the candles what wished did you wish you make?
Fedele alla costruzione artistica di “The City Is Coming To Erase It All”, Fink frammenta la chiusura: con la penultima “I Buried All The Answers” concentra l’insieme di risentimenti e sconsolatezza in un testo che ha come comune denominatore un condizionale costantemente indirizzato al fallimento. Per ogni dovere passato, un but incrina intenzione e voce dell’artista, coniugando rimpianti e desideri in una realtà esausta: I know I should be richer than I am / But I spent it all like tomorrow isn’t real / I should be yearning for more / But I’m full to the brim.
A “Spirit Of Place” spetta il peso della conclusione strumentale: la chitarra acustica parte per un viaggio che non ammette ritornelli, perché, come tutto l’album, anche questo finale segue una strada diritta, che, se concede costanti retrosguardi melodici, non ammette tuttavia appiattimenti commerciali, né di forma, né di contenuto. Forse il dialogo più intimo che l’artista intraprende con sé stesso; sicuramente una confessione che merita di essere ascoltata.
Articolo di Nina Altoni
Track list “The City Is Coming To Erase It All”
- Wishing For Blue Sky
- Does The Shade Choose Who To Comfort?
- Two Magpies
- Memorise Your Senses
- Dark Edges
- Keeping You Awake
- I Buries All The Answers
- Spirit Of Place
Line up Fink: Fin Greenall Fink voce, chitarra / Tim Thornton batteria, chitarra / Guy Whittaker basso
Fink online:
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