A distanza di nove anni dal suo ultimo album solista, Glenn Hughes, vera icona dell’Hard Rock, pubblica “Chosen”. Il Nostro è un workaholic, un musicista affetto da dipendenza da lavoro. Negli ultimi anni ha collaborato con Black Country Communion insieme a Joe Bonamassa e Jason Bonham, ha registrato due dischi con i Dead Daisies senza farsi mancare collaborazioni illustri come quella con Robbie Williams per il singolo “Rocket” insieme a Tony Iommi dei Black Sabbath con cui aveva registrato tre dischi, e con Steve Vai e Joe Satriani per il singolo “I Wanna Play My Guitar”. E ha anche trovato il tempo e le energie per portare in giro per il mondo il suo personale tributo ai Deep Purple sempre insieme al chitarrista e produttore danese Soren Andersen Soren Andersen, che ritroviamo al suo fianco per questo suo nuovo album solista – disponibile dal 5 settembre su etichetta Frontiers Music – il più hard rock da anni.
“Scelto” è un titolo potente ed evocatico: una vera dichiarazione di responsabilità da parte di un’artista che da sempre dice che le sue canzoni sono una sorta di personale mappa emozionale. Con la musica si cura ed espelle i suoi demoni ricaricandosi e veicolando le sue energie in qualcosa che rimarrà nel tempo.
“In The Golden”, “Heal” parlano di questo, della sua volontà attraverso la musica di stare lontano dalle tenebre e nutrirsi della luce. Misticismo, ricerca della felicità, l’Hard Rock di Glenn è in primo luogo musica che infonde forza, che crede nella redenzione. In questo senso la title track è un monito a sentirsi direttamente responsabili di se stessi e delle proprie azioni. La potenza sonora delle sue canzoni rafforza questa volontà di affrontare a testa alta il presente, l’unico tempo che ci è dato di vivere pienamente. Ogni nota cantata, ogni suo acuto risuona nell’oggi per poi svanire. È forse questo il segreto della longevità della sua voce: che si rigenera nel momento stesso che il nostro canta di sé e delle sue sensazioni. Nel disco c’è spazio per il suono vicino ai migliori Soundgarden – “The Lost Parade” – per frizzante Hard Funk di “Hot Damn Thing” che sembra uscita da un disco di Richie Kotzen, senza dimenticare però i Deep Purple, la band che gli ha donato fama e gloria, il cui sound serpeggia in “Black Cat Moan”.
Tutto suona giusto e per una volta molto compatto, senza che ci siano sbavature o cadute di tono; dispiace solo che il nostro decida di abbassare il volume in una sola canzone delle 10: “Come And Go” fa venire voglia di ascoltare di più i toni morbidi e sensuali della sua incredibile voce. Niente paura però: tra un anno il nostro avrà già pronto una nuova manciata di canzoni che vorrà condividere con tutti noi.
Articolo di Iacopo Meille
Track list “Chosen”
1. Voice In My Head
2. My Alibi
3. Chosen
4. Heal
5. In The Golden
6. The Lost Parade
7. Hot Damn Thing
8. Black Cat Moan
9. Come And Go
10. Into The Fade
Line up: Glenn Hughes voce, basso / Soren Andersen chitarre / Ash Sheehan batteria/ Bob Fridzema tastiere
Glenn Hughes online:
Instagram: https://www.instagram.com/glennhughesonline
website: https://www.glennhughes.com/
