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Green-Day

Green Day “Father of All Motherfuckers”

Album nato con la voglia di divertirsi e far divertire diverse generazioni di punk-rockers

Esce il 7 febbraio 2020 il tredicesimo album in studio dei Green Day “Father of All Motherfuckers” per Reprise Records, anticipato dall’uscita a settembre del primo singolo “Father of All…” e da “Oh Yeah” di inizio anno. Il finale del 2019 si è rivelato scoppiettante per la band californiana; sono arrivati infatti in autunno gli annunci della relase del nuovo album e della loro presenza a due festival estivi italiani; Billie Joe, Tré Cool e Mike Dirnt saranno infatti prossimi headliners degli I-Days di Milano il 10 gennaio ed il giorno seguente calcheranno il palco rovente della Visarno Arena al Firenze Rocks.

I Green Day decidono di celebrare in grande stile il loro trentesimo anniversario con un disco dai toni meno impegnati rispetto ad alcuni precedenti lavori; “Father of All Motherfuckers” è un album nato con la voglia di divertirsi e far divertire generazioni di punk-rock parents invecchiati con loro, un disco di dieci brani che ritrova un sano gusto rock, sfumature indie ma anche dance rock, tante schitarrate, ritmi veloci e di una durata incredibilmente breve. Sono infatti 27 minuti in tutto, come i bei dischi dei Ramones di un tempo, falsetti di Billie Joe compresi.

Un album che non ha la pretesa di rimanere impresso nella storia ma che ben si fa accettare e ascoltare e che trova la sua giusta collocazione nel ripiano dei cd dedicato ad una band che è riuscita con coraggio e sapienza ad attraversare gli innumerevoli cambi generazionali che l’hanno vista coinvolta, mantenendosi viva e capace di sapersi rinnovare costantemente.

In un epoca in cui abbiamo sempre l’impressione di dover guardare avanti, pare invece quasi doveroso un tributo e uno sguardo al passato; quando ormai molte idee sembrano datate prima ancora che vengano realizzate, ecco che si celebra e ricorda ciò che è stato, e di questa dimensione fa parte “Stab You in the Heart”, fresca hit hippie che sembra arrivare da un juke-box di fine anni sessanta; “Junkies on a High” rallenta il tempo e fa esplodere i bassi… boom e via verso “Take the Money and Crawl”.

“Father of All Motherfuckers” è un disco dove trovano spazio anche sonorità quasi R&B, che fanno da base ad alcuni pezzi quali “Meet Me in the Roof” e “I Was a Teenage Teenager”. Certo, non è “Insomniac”, e forse la band che impose il Punk alle grandi masse si è adagiata sul successo planetario di “American Idiot”, ma sono diverse le produzioni interessanti, come il singolo in perfetto stile Glam “Oh Yeah!” e “Sugar Youth”, pezzo più Green Day dell’intero album. Il finale è affidato a “Graffitia”, traccia che decreterà sicuramente la fine di ogni prossimo loro live. Potendo riassumere l’ascolto in poche righe, il consiglio di getto che mi viene da buttar giù è: “Fire, Ready, Aim” e via alla modalità loop!

A questo punto, musica in cuffia, non ci rimane che attendere con pazienza giugno per saltare sotto al palco assieme a Billie e soci per quella che si preannuncia già un live molto molto hot!

Articolo di Andrea Scarfì

Track list “Father of All Motherfuckers”

1. Father of All…
2. Fire, Ready, Aim
3. Oh Yeah!
4. Meet Me on the Roof
5. I Was a Teenage Teenager
6. Stab You in the Heart
7. Sugar Youth
8. Junkies on a High
9. Take the Money and Crawl
10. Graffitia

Line up Green Day: Billie Joe voce e chitarra / Mike Dirnt basso / Tré Cool batteria

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